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Il terzo responsabile dell’attentato all’aeroporto di Bruxelles è in fuga

DiThomas Scalera

Mar 29, 2016
Militari all’aeroporto Zaventem di Bruxelles, il 29 marzo del 2016. (John Thys, Afp)
Militari all’aeroporto Zaventem di Bruxelles, il 29 marzo del 2016. (John Thys, Afp)

Fayçal Cheffou, arrestato venerdì dalla polizia belga con l’accusa di essere il terzo attentatore dell’aeroporto Zaventem di Bruxelles, è stato rilasciato per insufficienza di prove. Gli ultimi aggiornamenti sulle indagini.
  • Il suo avvocato, Olivier Martins, ha confermato che Cheffou aveva un alibi e si trovava in casa al momento dell’attentato.
  • In un primo momento si pensava che Cheffou, trent’anni, fosse l’uomo che indossa una giacca bianca e un cappello in un video girato da una telecamera a circuito chiuso dell’aeroporto, ma poi l’analisi delle impronte digitali non ha confermato l’ipotesi. Il suo arresto era stato basato sul riconoscimento da parte del tassista che aveva trasportato i tre terroristi all’aeroporto prima dell’attentato.
  • Cheffou rimane indagato per terrorismo, ma non ci sono abbastanza prove per confermare le misure cautelari a suo carico.
  • Al momento, quindi, sono due gli attentatori in fuga: il terzo uomo all’aeroporto Zaventem e il secondo uomo alla stazione della metro. Tre attentatori invece si sono fatti esplodere: si tratta di Khalid e Ibrahim el Bakraoui e di Najim Laachraoui, considerato anche l’artificiere degli attentati di Parigi.
  • In Italia, in provincia di Salerno, sabato scorso è stato fermato un algerino accusato di aver fabbricato documenti falsi per gli attentatori di Parigi e di Bruxelles. L’uomo non sta collaborando con le autorità. Intanto il Belgio ha chiesto la sua estradizione e il 1 aprile è stata fissata l’udienza per la sua estradizione.
  • Le autorità belghe hanno inviato all’Fbi delle copie dei laptop e dei telefonini sequestrati nelle operazioni antiterrorismo.
  • Le vittime delle esplosioni del 22 marzo all’aeroporto e nella metropolitana sono salite a 35, quattro feriti sono morti in ospedale a causa delle ferite riportate.

Fonte: Internazionale

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Thomas Scalera

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