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Sono passati così tanti anni che non speravo più di poter arrivare a dire quello che sto per comunicarvi. Oggi non è soltanto un giorno come tanti, un’alba qualsiasi in un mare di altri orizzonti tutti uguali, un eterno divenire fatto di sottomissione e schiavitù. Oggi, anzi domattina, col sorgere della vera alba, potremo finalmente dire che è nata una nuova era. Domani, in virtù delle vostre volontà espresse col voto, senza condizionamenti né obblighi, perché sottratti anzitempo dal giogo mafioso e clientelare, tramite l’azione dello Stato, potrete finalmente dire addio al vecchio modo di vivere, iniziando ad essere protagonisti del vero cambiamento. Domani non sarà solo l’inizio di una nuova era di vera democrazia e condivisione, ma anche la rinascita di una comunità che si sentiva oppressa ed indifesa, vittima di soprusi di cui non era in grado di liberarsi. Ecco perché stasera vi lancio questo laico invito a festeggiare. Ecco perché stasera il mio richiamo è unico ed inequivocabile. Oggi vi invito alla vita: l’unica, eterna e dignitosa vita che ogni essere umano merita di vivere, avendone il diritto per nascita. Ed è con questa consapevolezza che posso passare a illustrarvi, a grandi linee, il cammino che ci apprestiamo a fare insieme. Per prima cosa parleremo di investimenti. Perché è di questo che abbiamo fatto il nostro “pilastro” durante la fase preparatoria alla rivoluzione. Come detto e sottoscritto da ogni membro del consiglio dei giusti, saremo in grado di coprire economicamente e strutturalmente chiunque richieda  un percorso di preparazione alla vita lavorativa “contributiva” alla società. Ed è per questo motivo che avremo il piacere, tutti noi uniti da una comune scelta, di creare manager che non abbiano bisogno di erigere a fine ultimo e solo della propria attività il denaro, ma piuttosto che siano in grado di essere manager felici. Affinché sia l’appagamento e la soddisfazione di star facendo la cosa giusta per il proprio popolo, a dare stimolo alle proprie azioni, alle proprie direttive, alle proprie volontà, che infine coincideranno con quelle dell’ottimizzazione di un plusvalore, appannaggio di coloro che lo hanno prodotto, nessun escluso. Infatti è questo il motivo per il quale abbiamo pensato, già da circa 50 anni, di ristabilire all’interno delle scuole dell’obbligo, la materia dell’educazione civica, tanto cara alla nostra generazione di allievi fortunati e sfortunati contemporaneamente. Fortunati perché non abbiamo conosciuto la “fame fisica”. Sfortunati perché avremmo dovuto conoscerla,per meglio comprendere ed interpretare la fame spirituale che abbiamo vissuto finora. Oggi possiamo finalmente smetterla di pensare ed immaginare un mondo diverso, per iniziare a costruirlo per davvero. Oggi siamo chiamati alla scelta più ardua, ma anche più naturale possibile, che non possiamo disattendere: riappropriarci della nostra vita! Le prime “ordinanze” sono già pronte e firmate, affinché si giunga all’attuazione di quel “programma” che tanto abbiamo atteso per poter vedere iniziato. Da domani non ci saranno più burocrati mafiosi nelle sedi dei Comuni, oppure giudici corrotti nelle aule di Tribunali e Procure. Da domani non avremo più bisogno di pseudo imprenditori che sottomettono chi collabora con loro e “baciano l’anello” ai camorristi di turno, travestiti da politici o funzionari governativi. Da domani non avremo più bisogno di super pensioni, incarichi milionari, stati di emergenza che giustifichino sprechi di pubblico denaro, privati che investono nel pubblico e pubblico pagante alle loro insulse commedie. La farsa della loro falsa democrazia è finita. Finalmente. Gioite dunque. Fatelo senza riserve. Senza retro pensieri. Senza ingannare nessuno. Gioite perché non c’è motivo di non farlo. Chi ora piange, lo fa solo perché si è visto sottrarre dei propri beni e privilegi che egli stesso ha frodato alla collettività. Quale dovrebbe mai essere la più grande soddisfazione per un manager, se non quella di poter mettere a disposizione della collettività le proprie capacità, affinché la stessa prosperi? Ed ecco il nocciolo della questione, la chiave di violino che indica l’inizio di una nuova melodia, mai suonata in precedenza: la libertà di poter vivere dignitosamente, per tutti. Questa notte l’umanità non dormirà, perché è troppo grande l’emozione e la contentezza che ognuno sta provando. Siamo riusciti a gettare le basi sociali per dare un futuro equo e garantito ai nostri figli e alle generazioni dopo di loro. Abbiamo cambiato i connotati a un modo marcio di interpretare la politica e il bene comune, ridando vigore e slancio a chi, per onestà e propria indole, era incapace di competere con i propri corrotti colleghi. Ma, cosa di vitale importanza, abbiamo finalmente sconfitto definitivamente la mafia e la corruzione, organizzandoci in un modello di società che non ne agevolerà mai più la rinascita. Oggi ci siamo riappropriati dell’uguaglianza che ci è stata negata, della libertà che ci è stata geneticamente modificata, della coscienza che ci è stata offuscata e contaminata nei secoli. Oggi siamo pronti per un nuovo inizio, l’unico possibile, l’unico plausibile. I criteri che spingevano l’uomo a prevaricare i propri simili, ora non hanno più motivo di esistere. Il paradigma secondo cui il potere era l’unico barometro per misurare l’influenza di un individuo, di una casta, di una nazione, ora è stato sostituito dalla possibilità di poter rendere al Pianeta e alla nostra specie la propria azione, per il comune prosperare. Per troppi millenni abbiamo sottolineato differenze, disparità, ingiustizie, prevaricazioni. Per troppi secoli ci siamo cullati sulla falsa credenza che dovessero esistere “nobili” e “plebe”. Oggi, nella condivisione dell’uguaglianza, possiamo finalmente rendere omaggio al rispetto per la Terra, madre che abbiamo accoltellato più e più volte, in nome di una “globalizzazione” insana e liberista, causa di inquinamento del Pianeta stesso e dell’animo umano. Oggi il lavoro non è soltanto un diritto di “tutti”, ma anche un piacere che ci rende simili nella fruizione dei nostri legittimi diritti. Alla vita, alla casa, alla famiglia, alla dignità, alla salute, all’istruzione. Oggi il lavoro e il salario non solo sono garantiti ma anche equamente distribuiti. Il buon senso ha preso il posto dei top-manager iperpagati. Il ritorno alla “natura” e all’ecosostenibilità darà una concreta speranza per un futuro sgombro da inquinamenti che porterebbero alla nostra stessa estinzione. È in questo clima di rinascita e di rivoluzione etica e morale, che non posso trattenermi dal confidarvi un’ultima cosa, di carattere personale. Oggi, ad 84 anni compiuti, non so se riuscirò a vedere l’alba di domani. Le mie condizioni, per cause anche legate a quanto detto finora, e non solo per una questione di età anagrafica, mi costringono a dover dettare, lentamente, a mio nipote, quanto spero voi stiate ascoltando ora. Forse mentre ascolterete tutto ciò io sarò già pronto per la lieve terra, sperando che così mi accolga. Ciononostante non potevo non firmare quest’ultima considerazione, che possa esservi mio testamento. Anni di lotta e sangue hanno attraversato le mie braccia, la mia mente, la mia anima. Anni in cui un solo desiderio di giustizia ed uguaglianza permeava tutta la mia essenza. Anni in cui la lotta è stata dura, molto dura. Anni in cui, nonostante tutto, non ho mai smesso di combattere, affinché arrivasse questa notte, preludio dell’alba di libertà di domani. E poco importa se i miei mortali occhi non la vedranno, il mio cuore è già colmo di luce, nella sola consapevolezza che tale giorno è dunque arrivato. Fratelli, figli, figlie, sorelle, madri, padri, nonni, insegnanti, bambini, operai, contadini, e tutti coloro che avrete la gioia di poter vivere la vera “vita”, tenete alto il senso della certa uguaglianza, della vera libertà, del gioioso vivere, della sana felicità. Siate orgogliosi di poter dare il vostro contributo alla collettività, alla Terra, al prossimo. Siate fiamma che non si spegne, illuminando una strada giusta, l’unica possibile. Amate, istruitevi, prolificate, confrontatevi, comunicate ma ,soprattutto, non tradite mai più la vostra specie. È passato tanto tempo da quando le elezioni erano solo una farsa, nelle quali si aveva la “libertà” di andare a votare ma non di scegliere. È passato tanto tempo da quando la corruzione veniva chiamata “onorevole”, e le vere persone onorevoli per davvero erano emarginate agli angoli delle strade. È passato tanto tempo dacché il mondo era dominato dalle lobby, dal malaffare, dalla sporca politica e dai suoi egoistici interessi. È passato tanto tempo, ed ora che per me ne rimangono pochi granelli, voglio impegnarli per un ultimo saluto, un ultimo invito, un ultimo gesto: siate forti e costanti figli miei, anche quando ci saranno attimi di freddo, anche quando ci sarà qualcuno che vorrà convincervi di cedere un po’ della vostra dignità in cambio di una presunta ricchezza materiale. Siate forti e resistete, perché il germe del malaffare si ripresenterà, ma voi avete tutte le carte in regola per non prestarvi mai più al suo sporco ricatto. Nei secoli dei secoli. Nella consapevolezza di aver potuto esserci durante questa vigilia di gioia, vi lascio l’abbraccio più forte, quello uguale per tutti. Ad maiora … umanità!

Allbright Sideman  06-03-2068

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