Mar. Giu 2nd, 2020

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Traffico di essere umani: la Cnn scopre l’abominio in Libia

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Libia, aste di esseri umani. Secondo fonti della Cnn, che mostrano in un reportage ottenuto in esclusiva un filmato in cui due ragazzi (presumibilmente nigeriani o di zone limitrofe) vengono “battuti all’asta” per 800 dollari (1200 dinari libici), sarebbe questa una prassi ormai consolidata nelle coste di “transazione” da parte di gente senza scrupoli. L’emittente televisiva ha anche inviato una propria troupe infiltratasi nel luogo delle “vendite” che avrebbe filmato alcune velocissime transazioni umani di almeno 12 persone. “Un ragazzone forte, adatto ai lavori nei campi”, recita la voce di una persona durante la vendita di un essere umano. Nella seconda inchiesta già citata, filmata con l’ausilio di attrezzature nascoste e ben mimetizzate, si può distinguere chiaramente una voce che vende “uno scavatore,qui abbiamo uno scavatore” dice la voce, aggiungendo “ un uomo forte e in grado di scavare”. Gli inviati sotto copertura della Cnn riescono anche ad avvicinare 2 dei 12 ragazzi “appena venduti”, che, nel breve lasso di tempo in cui incontrano lo sguardo dei giornalisti, appaiono logicamente traumatizzati e sperduti. I filmati sono stati depositati presso le autorità libiche, che hanno promesso di indagare al riguardo. Sembra assurdo che sia stata la tropue giornalistica di un paese occidentale a tracciare le linee per questa indagine tanto abominevole. La domanda che nasce spontanea è “perché e come era possibile che nessuno sapesse?”. Il tenente Naser Hazam, dell’agenzia governativa libica, ha sostenuto infatti di “essere a conoscenza di gang che operavano in tal senso” ma di non aver mai assistito a una transazione umana. Intanto, da contraltare alle affermazioni di alcuni agenti del governo, troviamo quella di un ventunenne detenuto al Treeq Migrant Detention Center di Tripoli, di nome Victory, che afferma “di essere stato venduto all’asta più volte”, dopo che i suoi soldi, usati per cercare di arrivare sulle sponde dell’Europa, erano finiti. Il giovane avrebbe pagato più di 2.700 dollari ai propri aguzzini, mettendo in difficoltà anche la famiglia di origine, costretta ad elemosinare e racimolare soldi per salvargli la vita. Questa indecenza non può essere tollerata oltremodo, ci si attende una forte, drastica ed immediata offensiva a queste barbarie. Sperando si faccia presto e, soprattutto, che si estirpi il cancro di tale pratica. Da verificare anche la connessione sia con la prostituzione che con l’estirpazione di organi. In altre parole, non c’è limite alla disumanità che nasce dall’adorazione del dio denaro e del potere effimero e fugace di certa gente. Che chiamare “uomini” è come offendere la stessa razza a cui non son degni di appartenere.

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