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Trentola Ducenta. Sequestro di beni e somme di denaro per oltre 5 milioni di euro

DiThomas Scalera

Mag 19, 2016

trentola finanza
TRENTOLA DUCENTA. Nella mattinata odierna, il Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Caserta ha dato esecuzione ad una misura di prevenzione patrimoniale emessa dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere – Seconda Sezione Penale, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, nei confronti di C.L., noto politico di riferimento del clan dei casalesi – fazione Zagaria, del proprio nucleo familiare e di suoi vari prestanome.
Ad essere colpito dal provvedimento reale è l’intero patrimonio riconducibile, direttamente e indirettamente, al proposto: sei appartamenti, due terreni con piscine, otto autovetture ed una moto, quote di undici società e conti correnti, per un valore complessivo stimato in oltre cinque milioni di euro.
C. era già stato tratto in arresto il 25 ottobre 2011 dai finanzieri per concorso esterno in associazione mafiosa, riciclaggio ed intestazione fittizia di beni, all’esito delle indagini sulla realizzazione di un complesso turistico e sportivo di Trentola Ducenta. Tale opera era stata fortemente voluta da Michele Zagaria, destinatario della medesima misura cautelare notificatagli nel carcere di Novara dalle fiamme gialle, ritenuto socio occulto nell’attività imprenditoriale posta in essere da C. per aver investito nel progetto il denaro proveniente dall’associazione criminale da questi capeggiata.
Il prevenuto, all’epoca dei fatti consigliere comunale di Trentola Ducenta, avvalendosi della forza intimidatrice del clan dei casalesi e sfruttando la sua posizione di assessore ai lavori pubblici, era riuscito ad ottenere le autorizzazioni necessarie alla costruzione del complesso turistico nonostante il terreno sul quale insisteva fosse ancora destinato ad uso agricolo.
Il “colletto bianco” del clan, avvalendosi della moglie, delle proprie sorelle, del cognato e di alcuni prestanome, aveva nel tempo costituito e impiegato numerose società per la realizzazione del complesso sportivo, attribuendone, volta per volta, un formale possesso ai vari prestanome al fine di ostacolare la riconducibilità dello stesso immobile all’effettivo titolare, M.Z.
Dagli accertamenti patrimoniali svolti dalla Guardia di Finanza, è emersa una netta sproporzione tra i redditi dichiarati e la capacità economica del C. e delle persone fisiche e/o giuridiche, a vario titolo, a lui collegate, rispetto alle risorse materialmente impiegate per la realizzazione del citato complesso turistico, dimostrando, di conseguenza, che i fondi utilizzati per la costruzione del complesso immobiliare non potevano che provenire dalle attività delittuose del clan.
Un affare economico, quello del complesso turistico, che ha avuto la funzione di vera e propria “lavatrice” delle liquidità provenienti dall’organizzazione criminale, attraverso la continua realizzazione di opere come campi da calcio e piste di pattinaggio, nonché, come dichiarato dai collaboratori di giustizia, di base logistica per lo svolgimento di summit di camorra ovvero punto di partenza per appostamenti finalizzati a missioni omicidiarie.
L’attività condotta dai finanzieri del Comando Provinciale di Caserta evidenzia, ancora una volta, l’efficacia dell’attività di prevenzione e contrasto ai patrimoni illeciti della criminalità organizzata.

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Thomas Scalera

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