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Turbogas, un modello di sviluppo sbagliato per l’Alto casertano

Il territorio a prevalente vocazione agricola dovrebbe puntare sulle energie rinnovabili

Il Comitato No Turbogas evidenzia l’insistere su una tecnologia già superata

PRESENZANO/VAIRANO – La questione Turbogas non è solo la protesta di una comunità contro un “mostro industriale” spacciato per tecnologicamente avanzato, ma tanto altro.

Ambiente, salute, futuro. Ed è proprio sul concetto di futuro e di sviluppo futuro del territorio dell’Alto casertano che vogliamo soffermarci. Domani sabato 25 gennaio è previsto il corteo di protesta contro la Turbogas promosso dal Comitato Antica Terra di Lavoro “NO Turbogas”.

Il Corteo prenderà il via a Vairano Scalo alle ore 10:00 da via Cadorna (zona Villa Comunale). Oltre al Comitato locale prenderanno parte alla manifestazione altri comitati di lotta del casertano quali Agro Caleno, Stop Biocidio, Tempo Rosso, Spazio Cales e Basta Impianti, esponenti politici di spicco del territorio,

i sindaci dei comuni del comprensorio (molti provenienti anche dal confinante Molise, direttamente interessati alla vicenda) o loro delegati, il Vescovo della Diocesi di Teano-Calvi Mons. Giacomo Cirulli, esperti in materia, e soprattutto numerosi cittadini provenienti da tutti i comuni che si sentono minacciati dall’eventuale realizzazione dell’impianto.

La mastodontica centrale termoelettrica che la società Edison S.p.A. vorrebbe realizzare al confine tra i comuni di Presenzano e Vairano Patenora ha scatenato le vibranti proteste delle comunità locali che si sono organizzate appunto in un arcigno Comitato di lotta che ha come obiettivo non solo lo stop al cantiere ma la cancellazione definitiva del progetto.

Dopo un’assemblea pubblica svoltasi a fine anno scorso presso il Municipio di Presenzano nel quale tutti, dalle autorità istituzionali locali, ai comitati, ai cittadini, hanno preso le distanze dal progetto di realizzazione dell’impianto, il Comitato ha attuato una serie di iniziative sollecitando gli organi preposti ad intervenire celermente per bloccare l’avvio dei lavori che era previsto a fine novembre.

L’assemblea pubblica svoltasi domenica 19 gennaio presso il cantiere della centrale

Ne è nata una guerra mediatica e a suon di carte bollate tra i sostenitori del Comitato, le istituzioni interessate e la Edison. Su questa vicenda presto i Ministeri dello Sviliuppo Economico e dell’Ambiente, in concorso con le competenze della Regione Campania dovranno pronunciare una parola definitiniva in merito alla realizzazione o meno dell’impianto.

Tutto nasce dalla presunta esigenza di energia elettrica sempre maggiore per soddisfare i bisogni “energetici” delle popolazioni locali e delle altre regioni italiane. Stupisce però che sia sempre l’Alto casertano a dover ospitare impianti come le centrali termoelettriche.

Una centrale Turbogas (ovvero centrali nelle quali si ottiene energia elettrica bruciando gas) esiste già a Sparanise ed ha avuto alterne vicende senza alcun beneficio concreto per la popolazione locale. Nella stessa area dove dovrebbe sorgere la Turbogas tra Presenzano e Vairano Scalo insistono già cementifici, la Centrale Enel di Presenzano ed altri impianti ad alto impatto.

Insomma stiamo parlando di un territorio, quello dell’Alto casertano, che ha già pagato il proprio “tributo energetico” allo Stato italiano. Un tributo che a conti fatti è risultato essere spropositato ed inutile. Si è prodotta infatti più energia di quella che effettivamente è stata richiesta dal territorio senza che questo ne avesse chissà quali benefici.

Qualcuno penserà che l’energia prodotta sia servita ad alimentare le numerose fabbriche del territorio… peccato solo che l’industrializzazione dell’Alto casertano sia praticamente pari a zero! Il territorio dell’Alto casertano è infatti un territorio a vocazione prevalentemente agricola con numerose eccellenze di livello nazionale ed internazionale: allevamenti bufalini con produzione di mozzarelle ed altri prelibati prodotti caseari, produzione di nocciole e castagne di grande qualità, di frutta e ortaggi.

Prodotti di eccellenza che gli effetti sul lungo periodo della centrale Turbogas rischiano seriamente di compromettere. Insomma la realizzazione dell’impianto andrebbe a stravolgere (se non distruggere) tutto l’impianto economico attuale del territorio.

Possono le comunità dell’Alto casertano permettersi di pagare ancora un conto così elevato? Possibile che non esiste un altro modello di sviluppo davvero sostenibile per il futuro di questo territorio? Certo che esiste. Ma non piace a coloro che invece spingono per realizzare l’impianto Turbogas.

L’indirizzo programmatico del Piano Energetico Nazionale

Esistono già le tecnologie per implementare lo sviluppo agricolo ecosostenibile di questo territorio, il turismo di qualità ad esso collegato, la realizzazione di impianti energetici davvero “green” (strada tracciata tra l’altro dal nuovo corso avviato dal nuovo Parlamento Europeo che concentrerà sullo sviluppo sostenibile ed “ecologicamente pulito” la Programmazione dei Fondi Comunitari 2021 – 2027).

Lo stesso Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima del Governo italiano prevede l’abbandono delle tecnologie più vetuste e convenzionali a favore di efficienti impianti di “energie rinnovabili” che tengano conto delle caratteristiche del territorio, delle popolazioni che vi abitano, della tutela del paesaggio.

Perché dunque stravolgere un territorio per creare una centrale che è già concettualmente e tecnologicamente superata? Il timore che ciò possa accadere solo per garantire profitti a vantaggio di pochi e a discapito di molti è quello più forte tra gli attivisti e sostenitori del Comitato

i quali invece si sforzano di far capire ai cittadini che un altro modello di sviluppo è possibile, un modello dove i profitti reali garantiti per tutti sono quelli della salute, del rispetto dell’ambiente, della realizzazione del FUTURO dei propri figli. Un “altro” Alto casertano, sano, pulito, prospero, è possibile.

Domani il corteo a Vairano Scalo
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Vincenzo Mario
Giornalista Pubblicista iscritto all'Ordine dei Giornalisti della Campania. Vicedirettore e Redattore di V-news.it. In oltre 15 anni di professione vanta numerose collaborazioni con i principali quotidiani cartacei e online di Terra di Lavoro ed esperienze in emittenti televisive e radiofoniche. Tra le principali esperienze e collaborazioni spiccano: giornalista e fotoreporter per “Il Giornale di Caserta” e inviato per “TRM – TeleradioMatese” - Gruppo “Lunaset”, corrispondente e Redattore per la "Nuova Gazzetta di Caserta", giornalista per il mensile “Fresco di Stampa”, giornalista radiofonico e speaker, curatore del Notiziario campano per RCS – Radio Circuito Solare,

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