• Lun. Mag 16th, 2022

Turno numero trentasei del campionato di Serie A

Presentazione del turno numero trentasei del campionato di Serie A

(Di Genesio Tortolano). La giornata numero trentasei del campionato di Serie A, è partita ieri con i due match, quello delle 18,45 che ha avuto quale teatro lo stadio “Giuseppe Meazza” ed è terminato la vittoria in rimonta per 4 – 2 della formazione neroazzurra dell”Inter, guidata da Simone Inzaghi che era opposta a quella azzurra toscana dell’Empoli del trainer Aurelio Andreazzoli. Nell’altro incontro, quello successivo delle 21, tenutosi allo stadio “Luigi Ferraris”, si sono affrontate la compagine rossoblù del Genoa del tecnico Alexander Blessin e quella bianconera della Juventus di Massimiliano Allegri. Ad imporsi anche in questa circostanza, è stata la compagine di casa che sotto per 0 -1, è riuscita a ribaltare il risultato vincendo per 2 – 1, grazie ad una doppia marcatura siglata nel finale di match con la complicità di una squadra ospite distratta e disconnessa sotto il profilo mentale e delle concentrazione, basti pensare agli errori marchiani di elementi come Mattia De Sciglio, senza dubbio alcuno il peggiore in campo dei ventidue per distacco, disastrosa e irritante la sua performance, nella quale ha palesato per l’ennesima volta la sua inadeguatezza a frequentare i rettangoli di gioco a certi livelli e cioè a militare nel campionato di serie A, poichè c’è stato il suo fondamentale zampino nelle due reti del grifone genovese.  Per quanto concerne il voto che si può assegnare alla sua prestazione è un 2 di stima.

Oggi sono in calendario tre incontri e precisamente quello delle 15 che avrà quale palcoscenico lo stadio “Grande Torino”, dove duelleranno i granata locali di Ivan Juric e gli azzurri partenopei di Luciano Spalletti, quello delle 18 del “Mapei Stadium” che si colora di neroverde e bianconero per il match tra la truppa emiliana, guidata da Alessio Dionisi e quella friulana, allenata da Gabriele Cioffi. Alle 20,45, le luci dello stadio “Olimpico”, si accendono per la gara tra, l’aquila biancoceleste della Lazio di Maurizio Sarri e la formazione blucerchiata della Sampdoria del trainer Marco Giampaolo. Analizzando queste gare, partiamo da quella del primo pomeriggio che offre spunti interessanti, come l’assalto dei piemontesi del Torino alla poltrona della Conference League, mentre per il Napoli, si presenta una ghiotta occasione per blindare il terzo gradino del podio, portandosi a più quattro dalla Juventus, complice il suddetto ko esterno con il Genoa. La sfida tra Sassuolo e Udinese, si preannuncia frizzante e divertente, poichè vede coinvolte due squadre spregiudicate sul piano del gioco e protagoniste di un un campionato senza patemi d’animo. Lazio Sampdoria, è una gara nella quale è vietato sbagliare per i rispettivi obiettivi delle due squadre, ovvero un piazzamento con vista sull’Europa League per i biancocelesti capitolini, mentre per i liguri sono in palio punti vitali in chiave salvezza, probabilmente vista la classifica non ancora aritmetica.

Il piatto servito all’ora di pranzo nel canonico orario delle 12, 30, è quello riguardante il confronto dello stadio “Alberto Picco”, tra il club bianconero dello Spezia di mister Thiago Motta e quello neroazzurro orobico dell’Atalanta del competente e lungimirante patron Antonio Percassi. Questa partita, non dovrebbe proporre particolari spunti visto che, le posizioni delle due formazioni appaiono cristallizzate e non sono bisognose di un ulteriore consolidamento. Alle 15, nel catino  del “Pier Luigi Penzo”, si disputa il match tra il sodalizio arancioneroverde lagunare del Venezia, guidato dall’ex bomber del team bianconero marchigiano dell’Ascoli, Andrea Soncin e la formazione rossoblù del Bologna del trainer serbo Sinisa Mihajlovic, un autentico guerriero sia all’interno del manto erboso, che fuori. Per i veneti, la discesa in serie B, dopo soltanto un anno dal ritorno in A, non è più soltanto uno spettro, ma sta per palesarsi concretamente divenendo ormai una certezza. Per gli ospiti felsinei, c’è invece la volontà di chiudere in bellezza una stagione, condita e impreziosita da alcuni risultati prestigiosi come la vittoria interna per 2 – 1 sull’Inter. Alle 18, allo stadio “Arechi”, si disputa il confronto tra i granata della Salernitana del pugnace trainer Davide Nicola e il Cagliari del neo tecnico Alessandro Agostini, promosso dalla formazione primavera e giunto al capezzale della squadra isolana, dopo l’esonero di Walter Mazzarri. Un vero e proprio spareggio per il quale è vietato sbagliare. Pertanto l’unica cosa che conta per entrambi è la vittoria. Alle 20,45, lo stadio ” Marcantonio Bentegodi “, ospita il match tra la compagine gialloblù dell’Hellas Verona, guidata dal gigante croato Igor Tudor, una delle squadre più in forma e ben messe in campo opposta ai primi della classe e cioè ai rossoneri del Milan di mister Stefano Pioli. Pertanto, alla luce di queste considerazioni, la gara si prevede intensa, bella, avvincente, adrenalinica e spigolosa e come tutti i match importanti. Gli ospiti, cercheranno la vittoria in questo  delicatissimo appuntamento, poichè l’obiettivo è quello di  confermarsi al comando della classifica. il Milan,  vuole sfatare anche il tabù Verona, poichè la squadra scaligera nel suo impianto è risultata indigesta già in due circostanze nel lontano 1973, dove fu coniato il termine della “Fatal Verona”, con la sconfitta per 5 – 3 per mano di Gianfranco Zigoni e soci. Quest’ultimo calciatore era dotato da madre natura di un notevole talento e di una spiccata irriverenza e personalità. Personaggio guascone e istrionico un artista del panorama calcistico e non solo, poichè ha saputo ritagliarsi un ruolo nel campo letterario da poeta e scrittore. Nella suddetta sfida, risultò praticamente imprendibile dai frastornati difensori in casacca rossonera, trascinando la sua squadra alla vittoria. Il Verona, per la cronaca aveva quale timoniere Giancarlo Cadè , il Milan invece era guidato da un tecnico triestino entrato poi nel mito, parliamo di Nereo Rocco, chiamato il “Paron” ed annoverava tra le proprie fila elementi dall’indiscusso calibro come il capitano Gianni Rivera, ribattezzato con il nomignolo di “Abatino” dalla penna inimitabile dell’arguto e genio del giornalismo sportivo “Gianni Brera”.  L’altro pesantissimo e dolorosissimo tonfo riguardante il capitolo del fosco romanzo legato al Verona per la tifoseria e la squadra a tinte rossonere, è avvenuto nella città degli innamorati, legata indissolubilmente a Romeo e Giulietta, nel 1990.Ricordiamo che i gialloblù, guidati da Osvaldo Bagnoli, maestro di calcio e vero e proprio guru della panchina, qualche anno prima e per l’esattezza nella stagione di grazia 1984 – 1985, seppero attraversare le porte della storia, regalando al popolo gialloblù l’immensa soddisfazione della conquista dell’unico e storico Scudetto. In quella circostanza, successe praticamente di tutto e alla corazzata guidata dal profeta del calcio offensivo Arrigo Sacchi, all’apice della sua luminosa carriera di allenatore, saltarono i nervi e contestarono platealmente alcune decisioni arbitrali del direttore di gara Rosario Lobello di Siracusa che mandò con anticipo sotto la doccia I due tulipani olandesi, Rijkaard e Van Basten, il primo per un doppio giallo, mentre il secondo per le accese e polemiche proteste poichè si tolse la maglia gettandola rabbiosamente a terra. l’ultimo ad essere allontanato sempre per proteste era stato l’uomo di Fusignano al secolo il sopaccitato Arrigo Sacchi. Per dovere di cronaca e di minuzia di particolari ad arbitrare quella partita c’era il figlio d’arte del compianto, inimitabile, nonchè indimenticabile fischietto Concetto Lobello, riconosciuto dalla critica sportiva non soltanto nei confini nazionali come il migliore prodotto di sempre della scuola arbitrale italiana. In seguito molti hanno cercato di imitarlo ed emularlo senza riuscirci, poichè la sua statura in campo arbitrale era elevatissima e mai nessuno è giunto a toccare le vette dalla giacchetta nera siciliana. I supporter del Milan come del resto l’allenatore e la squadra, si augurano che questa gara possa avere un esito diverso rispetto a quelle precedenti, smentendo il detto riconosciuto del non c’è due senza tre.

L’ultimo incontro in calendario per questo turno numero trentasei, è quello dello stadio “Artemio Franchi” dove va in scena la sfida dal sapore di Europa League, tra la compagine viola gigliata della Fiorentina, guidata da Vincenzo Italiano e quella giallorossa capitolina della Roma, allenata da Josè Mourinho, fresca di conquista della finale di Conference League da contendere al team dei tulipani olandesi, quello biancorosso del Feyenoord, club di grande storia e tradizione del calcio orange della città di Rotterdam. Per la cronaca, la suddetta finale, si disputerà mercoledì 25 maggio in terra albanese e per la precisione nell’impianto della capitale e cioè All’Arena Kombetare” della città di Tirana con inizio alle ore 21. 

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