• Sab. Ott 23rd, 2021

Umberto T. Vocaturo in mostra presso il chiostro di S. Teresa a Chiaia

DiThomas Scalera

Gen 13, 2015

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Continuano le mattinate di arte e spiritualità persso il chiostro della chiesa di S. Teresa a Chiaia, esse sono state inaugurate sabato 20 dicembre e si potranno ammirare fino al 15 gennaio. Una bellissima mostra fotografica di Umberto T. Vocaturo ed un opera di Teresa Mangiacapra “ Messaggero d’ Amore”. Grazie all’ iniziativa dell’associazione Incontri Napoletani ed al supporto del priore P. Luigi Boriello ha introdotto l’evento la giornalista Carmela Maietta. Tutto questo è nato il restauro della statua in marmo, opera di Cosimo Fanzago (1654), promosso dal sodalizio con il sostegno della Giovanna Izzo Restauri e la Linvea industria vernici. La mostra fotografica di Umberto T. Vocaturo racconta un percorso artistico del tutto coerente con il restauro. Egli racconta con grande maestria fotografica e documentale la storia di Santa Teresa d’Avila. Umberto T. Vocaturo ha natali calabresi e passione per la macchina fotografica sin da ragazzo, quando fu il padre a regalargli una “mitica” Ferrania, compagna delle prime scorribande per immagini in cui mostra da subito la naturale inclinazione a fissare sulla pellicola istanti privilegiati, con fresca immediatezza. Come quel gioco di mani che si aprono, si tendono e si chiudono ad accarezzare un melograno dai rubini rossi, proprio come un cuore vivo e palpitante d’amore. Le fotografie di Umberto T. Vocaturo sono un atlante della memoria, dove il presente e il passato si confondono in una linea d’ombra, nella malinconia di un segno. Le sue espressioni diventano una favola dei colori e le tracce di una linea lieve, sinuosa, avvolgente tentano di tenere desto. Le sue raffigurazioni che si sovrappongono e si integrano in una fotografia del tutto singolare, difficile, intrigante. Egli racconta con grande amore personaggi e volti che fanno parte di una simbologia teatrale che si unisce bene con il linguaggio fotografico del tutto unico nel suo genere. In excursus fatto insieme ad Umberto T. Vocaturo ho potuto ammirare la bellezza storico – artista di questa chiesa che mi stato detto dal priore Luigi Boriello che fu fondata nel 1620, ma venne ricostruita grazie alla generosità dei napoletani, tra cui la nobildonna Isabella Mastrogiudice; il progetto venne affidato a Cosimo Fanzago (16501662). Tuttavia il terremoto del 1688 provocò ingenti danni e la chiesa fu sottoposta ad altri ulteriori rimaneggiamenti. Il tempio, in origine, era intitolato a Santa Teresa Plaggie, con evidente richiamo al luogo in cui fu costruito, all’epoca molto più vicino al mare di quanto non lo sia oggi.

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La chiesa è una bellissima testimonianza barocca ed è stata realizzata su un livello superiore rispetto a quello stradale. L’ingresso è costituito da un portale completamente in bronzo ed è affiancato da due nicchie con all’interno delle statue e sormontate da medaglioni. La facciata, possiede una ricca decorazione in stucco. La facciata è su tre livelli: nel secondo e nel terzo sono presenti snelli pinnacoli che raffigurano lo sviluppo verticale dell’edificio di culto. L’interno è a croce greca e sull’altare è collocata la statua di Santa Teresa, che fu realizzata dallo stesso Fanzago. Le opere principali custodite dalla chiesa sono: L’infanzia di Maria, Il riposo dalla fuga in Egitto, San Pietro che appare a Santa Teresa e San Pietro d’Alcantara mentre sta confessando Santa Teresa opere di Luca Giordano. L’opera Teresa Mangiacapra “Messaggero d’amore” che l’artista, coerente con la ninfa da cui prende il nome d’arte, Niobe, dedica alla compatrona di Napoli e patrona del regno di Spagna, alla vigilia del V centenario della nascita ( 28 marzo 1515). Collocata temporaneamente sino al 10 gennaio 2015, l’installazione, realizzata in ferro, alta circa 1.70 cm., è una interpretazione personale della visione mistica avuta dalla riformatrice spagnola, di un angelo, simbolo dell’amore di Dio, che le trafigge il cuore con un dardo di luce. ”Lo straordinario della vita di Teresa d’Avila è ciò che mi ha sempre attirata e lasciata colma di ammirazione – dichiara l’artista – il suo percorso spirituale e la narrazione che lei ne fa nei suoi scritti è affascinante e unica per la possibilità soprattutto di una ‘accessibilità’ a quello stesso percorso che difficilmente troviamo nei ‘grandi illuminati”. Nel corso dell’evento letture a cura di Lucia Stefanelli Cervelli tratte da scritti autobiografici di Teresa d’Avila sulle note di Alberto Fusco.

Chiostro di San Teresa a Chiaia

Via Vittoria Colonna

dal 20 dicembre al 15 gennaio 2015

orari apertura chiesa : dal lun. al ven. 7.30-11; sab.7.30-17; dom.8.30-12 ( info 081/414263)

Giovanni Cardone

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