• Gio. Ott 21st, 2021

Un pezzo di Sessa Aurunca nella prestigiosa Tate Gallery di Londra

DiThomas Scalera

Dic 16, 2016

Tra le mille ricerche sul web,mi sono imbattuto in un’incredibile scoperta,grazie anche ad una segnalazione di un mio conterraneo: SESSA AURUNCA è conosciuta nella prestigiosa TATE GALLERY DI LONDRA. La scoperta consiste nel ritrovamento di uno schizzo del noto pittore WILLIAM TURNER (Londra 1775-Chelsea 1851) in cui si ritrae Sessa Aurunca.

La cittadina negli anni ha rappresentato un approdo, un ristoro per tanti grandi artisti, grazie alla sua ottima posizione geografica, ad esempio, in località S.Agata, precisamente dove è ubicato il bar “la vecchia stazione”, esiste un’epigrafe che ci segnala la permanenza del grandissimo musicista Mozart. Ma il fatto che qualcuno abbia potuto raffigurare pezzi della nostra città, per poi essere esposti in una galleria tanto importante, è un episodio alquanto sorprendente. Gli schizzi risalgono al XIX secolo, precisamente al 1819, anni di grande fervore turistico grazie al GRAND TOUR (viaggio nell’Europa Continentale, effettuato da giovani aristocratici prima e da tutti i giovani artisti e uomini di cultura, a partire dal XVII secolo, che avevamo come meta comune l’Italia, per apprezzarne da vicino tutte le bellezza e tutte le sfaccettature politiche, sociali, culturali).

Turner, essendo parte integrante di questo movimento ed essendo uno dei massimi esponenti della pittura paesaggistica, decise, probabilmente estasiato dalle meraviglie nostrane, di dipingere, anzi di “schizzare” le meraviglie della città, creando il suo personalissimo “DIARIO DI BORDO”.

Lo schizzo è intitolato: THE AURUNCI MOUNTAINS AND THE PLAIN OF SESSA, AND A VIEW OF SESSA.(I MONTI AURUNCI E LA PIANURA DI SESSA;E UNA VISTA DI SESSA AURUNCA). Tecnicamente si tratta di uno schizzo eseguito con la tecnica del carboncino su di un foglio 122×197 mm e si trova all’interno della raccolta di schizzi “FROM GANDOLFO TO NAPLES SKETCHBOOK”(SCHIZZI DA GANDOLFO A NAPOLI).

La raccolta di schizzi racconta il suo primo viaggio in Italia avvenuto tra il 1819 e il 1820. La raccolta comprende 186 opere,o meglio 186 “pagine di lavoro” e alla sessantaquattresima di essa è possibile ammirare Sessa. Si tratta di un’importante scoperta per la valorizzazione del nostro territorio ,spesso da noi stesso denigrato e sottovalutato.

In un’epoca in cui si cerca di andare sempre al di là dei confini da noi conosciuti, per ricercare bellezze, tradizioni e sentimenti perduti, questa scoperta appare alquanto significativa, segno che le nostre terre pullulano di opere mai citate e mai scoperte, ma che rappresentano un patrimonio da cui nessuno può sfuggire,,in quanto segni tangibili del nostro passato, del nostro vissuto.

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Thomas Scalera

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