CronacaNewsUna di meno

Una di meno. 10 anni senza Melania

Questa settimana, per l’appuntamento con la nostra rubrica Una di Meno, non posso fare a meno di raccontare la storia di Melania Rea. La giovane e bellissima Melania, è stata assassinata dieci anni fa , il 18 Aprile, pochi giorni fa tutte le testate giornalistiche hanno ricordato il giorno della sua prematura morte.
Melania era giovane, piena di vita e mamma da soli 18 mesi della piccola Vittoria, quando fu brutalmente accoltellata, lacerata e lasciata in fin di vita da chi, suo marito, avrebbe solo dovuto amarla e proteggerla. Il suo omicidio infatti è stato compiuto dal marito Salvatore Parolisi, che, oltre ad averla uccisa brutalmente, abbandonò il corpo agonizzante di Melania nel bosco di Ripe di Civitella, dove i due erano insieme, con la piccola Vittoria.
Quando si sente parlare di riduzione della pena o di permessi premio, davvero non si comprende come sia possibile premiare colui che è stato capace di un tale gesto, verso una donna meravigliosa, moglie e madre di sua figlia. Gli articoli che si leggono in rete spesso, nel testo, tendono quasi a giustificare tanta ferocia come la tragica conclusione di una storia. Le storie finiscono, a volte anche in malo modo, ma per un omicidio si paga o meglio si dovrebbe pagare. Perché il femminicidio non è un reato inferiore agli altri ma se continueremo ad assistere al conferimento dei premi per “buona condotta” ad uomini che si sono macchiati di omicidi spietati, il problema non lo risolveremo mai. Melania è stata uccisa 10 anni fa e da allora la piccola Vittoria è rimasta senza sua madre. Ma la cosa ancora più atroce è che non ha più neanche il padre, perché lo stesso è l’assassino di sua madre. Una vita distrutta a causa di qualcuno che egoisticamente già faceva del male alla moglie, tenendo in piedi relazioni extraconiugali. Ma non interessa sapere della sua vita privata o del perché aveva questa condotta, deve essere indispensabile sapere che quest’uomo ha compiuto un gesto che non riporterà mai più in vita Melania e che sua figlia non potrà mai più riabbracciarla. Lui di Vittoria non si è assolutamente preoccupato, l’ha privata in un colpo solo di entrambi i genitori.

Questa non è crudeltà? Questa potrebbe essere definita una buona condotta? I genitori, la figlia e la famiglia di Melania, tutti quelli che l’hanno amata non potranno mai più stringerla tra le braccia. Le morti non diventano meno gravi nel tempo, le donne non possono essere uccise per il capriccio di un uomo che decide di mettere fine alla loro vita per averne un’altra propria.

Melania poteva essere ciascuna di noi. Nessuna donna può arrivare a credere che suo marito, il suo uomo, il padre di suo figlio può arrivare a farle del male, fino a toglierle la vita. Perchè è l’uomo che ama, di cui si fida e che dovrebbe proteggerla. La legge deve tutelare di più le donne, e quando non riesce a proteggerle, ha il dovere assoluto di assicurarsi che giustizia sia fatta.

Se hai voglia di raccontare la storia che hai vissuto, se vuoi un parere o un primo supporto, contatta le giornaliste della Redazione di V-News.it : Annamena Mastroianni, Valentina Pinelli, Demelza Marotta , scrivendo a:

[email protected]

Ricordiamo che la lotta alla violenza sulle donne non si è mai fermata, neanche durante la pandemia in corso. Il numero 1522 anti violenza e stalking, i centri antiviolenza e le case rifugio sono sempre rimasti attivi, nel rispetto delle prescrizioni igienico-sanitarie previste. Chiedete aiuto se vi sentite in pericolo. Senza aspettare che sia troppo tardi.

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Demelza Marotta
Giornalista pubblicista e Vice Direttrice di V-News.it. Laureata in Scienze della Comunicazione presso "La Sapienza" Roma, con indirizzo Comunicazioni di massa. Esperta in comunicazione istituzionale e gestione delle pagine social. Solare, dinamica e determinata

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