• Sab. Set 25th, 2021

Per l’appuntamento settimanale con Una di meno, oggi parliamo della scomparsa di una giovane e bellissima donna di soli 31 anni, Tiziana Cantone. La sua morte è stata da sempre avvolta dall’incertezza del suo presunto suicidio. Nelle ultime settimane la sua scomparsa è tornata ad essere il centro della cronaca, perchè sul corpo della donna sono state rinvenute tracce di Dna differenti dal suo. Ciò naturalmente potrebbe aprire la strada a nuove piste, da sempre sostenute dalla madre della donna, Maria Teresa Giglio, che non ha mai creduto all’ipotesi di suicidio della figlia. Il corpo sarà riesumato per approfondire le indagini del caso e portare alla luce la verità sulla morte di Tiziana.

La giovane fu trovata morta il 13 settembre del 2016, nella sua abitazione di Mugnano: la sua morte fu ritenuta un suicidio, che sembrava dovuto alla diffusione in rete di video e foto hard di Tiziana. Il revenge porn, subita da Tiziana, indica la condivisione pubblica di immagini o video intimi senza il consenso degli interessati. Non sempre il fenomeno della diffusione non consensuale di immagini intime si ricollega a finalità di vendetta, essendo molto più ampia la gamma delle possibili motivazioni della condotta, riferibili al più ampio fenomeno della “pornografia non consensuale”. In alcuni casi, le immagini sono state immortalate da un partner intimo e con consenso della vittima, in altri, e voglio sottolinearlo, senza che la vittima ne fosse a conoscenza, in altri casi ancora la persona offesa , uomo o donna, è vittima di violenza sessuale.

La salma di Tiziana Cantone intanto sarà riesumata. Lo ha deciso la procura Napoli Nord, l’indagine è aperta adesso per omicidio, l’ennesimo femminicidio probabilmente, perchè è difficile credere che una ragazza bella e intelligente, possa aver messo fine alla sua vita ed ai suoi sogni solo a causa di video e foto in rete. Ci deve essere molto di più e la giustizia dovrà seguire il suo corso per stabilire se c’è un autore per questo omicidio crudele. Fa davvero male capire che, ad oggi, l’opinione pubblica è sempre spietata e sessista quando si parla di donne. Ancora oggi si sente dire “se l’è cercata” oppure “si è vestita così quindi..”

Fino a quando la stampa, l’opinione pubblica e le persone stesse non saranno dotati di un linguaggio obbiettivo ed imparziale per analizzare omicidi e femminicidi, non abbiamo grandi speranze di vincere su questo fenomeno. Perchè, forse inconsapevolmente, siamo i primi a giustificarlo con le parole. Ed è per questo che i fenomeni di femminicidio sono ancora troppo frequenti. Si tende sempre a colpevolizzare le donne e ad accusarle. Ma se poi è un uomo a diffondere foto e video hard, oppure a fare del male ad una donna, si trova ancora sempre una giustificazione. Non c’è giustificazione per questi fenomeni, le donne hanno diritto alla giustizia ed alla tutela dei propri diritti.

Se hai voglia di raccontare la storia che hai vissuto, se vuoi un parere o un primo supporto, contatta le giornaliste della Redazione di V-News.it : Annamena Mastroianni, Valentina Pinelli, Demelza Marotta , scrivendo a:

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Demelza Marotta

Giornalista pubblicista e Vice Direttrice di V-News.it. Laureata in Scienze della Comunicazione presso "La Sapienza" Roma, con indirizzo Comunicazioni di massa. Esperta in comunicazione istituzionale e gestione delle pagine social. Solare, dinamica e determinata