CronacaNewsUna di meno

Una di meno. Un anno fa Lorena Quaranta assassinata dal compagno

Per l’appuntamento settimanale con Una di meno, oggi voglio ricordare una giovane vita spezzata brutalmente, quella di Lorena Quaranta.

Ad un anno dal suo omicidio, ricordiamo oggi questa giovane donna, assassinata da colui che condivideva casa e vita con lei. Lorena, giovane donna, ventisettenne, originaria della provincia di Messina, è stata assassinata nella notte tra il 30 e il 31 Marzo. Il suo killer, Antonio De Pace, è stato lui stesso a chiamare i soccorsi il mattino seguente. L’uomo, se così si può definire, dichiarò di aver avuto una lite violenta e furiosa con Lorena. Durate lo scontro l’ha accoltellata, colpita con una lampada, strangolata, dopo averla ferita con calci e pugni. Una furia di violenza atroce ha spezzato per sempre la vita di Lorena. L’uomo dopo queste atrocità, ha inscenato il suicido, infliggendosi ferite molto superficiali al collo ed ai polsi.

Dopo essere stato soccorso e posto in stato di fermo, De Pace confessò di essere l’artefice della morte di Lorena, adducendo come movente dell’aggressione la paura del contagio da Coronavirus.

In base a questa dichiarazione, sono stati effettuati controlli e verifiche del caso, ma tutti gli esami su di lui e sulla vittima, hanno mostrato che nessuno dei due era affetto dal virus.

L’uomo fu accusato di omicidio volontario e sembra che l’aggressione a Lorena avvenne in piena notte, intorno alle 4.

La loro convivenza durava da circa tre anni, entrambi studenti di medicina all’Università di Messina, vivevano a Furci Siculo. Lorena veniva da Favara, in provincia di Agrigento, mentre De Pace era calabrese di Dasà (Vibo Valentia).

L’autopsia effettuata poi sul corpo di Lorena, mostrò che causa del decesso fu l’asfissia e le indagini furono chiuse a fine settembre dove tra le aggravanti dell’omicidio volontario, è stata aggiunta la premeditazione. Sì perchè De Pace ha inviato, in precedenza, messaggi ad alcuni familiari, in cui già esprimeva la sua volontà di trasferire ai nipoti i suoi risparmi.

Il gip in prima battuta ha respinto la richiesta di disporre per l’imputato la perizia psichiatrica.

Lorena è stata proclamata Dottoressa in Medicina e Chirurgia con 110 e lode, dopo la sua morte, lo scorso Ottobre, dall’Università che frequentava a Messina. Purtroppo Lorena non ha potuto presenziare alla sua Laurea, nè ha potuto esercitare la professione di Pediatra che sognava di svolgere. Tutto perchè qualcuno ha deciso di interrompere ogni suo progetto.

Si tratta dell’ennesimo femminicidio. Alcune testate lo scorso anno hanno provato a dare giustificazione all’accaduto , con la motivazione della convivenza forzata e gravata dalla pandemia e dal lockdown dello scorso Marzo. Per ogni femminicidio però non c’è mai una giustificazione e bisogna stare molto attenti al linguaggio da usare per raccontare un omicidio di questo tipo. Non esiste una giustificazione in casi in cui un compagno, convivente, marito o ex, “sfoga” sulla donna l’ira funesta dovuta alle sue frustrazioni o ai suoi insuccessi personali. Per ogni problema esiste una soluzione, per i femminicidi purtroppo ancora no. Perchè mentre si parla di inasprire le condanne per i carnefici delle vittime, si continuano a contare e registrare nuove vittime. Situazione peggiorata ancora di più dalla crisi pandemica, che ha accentuato le difficoltà economiche di alcune famiglie e le problematiche psicologiche di tante altre. Una situazione drammatica a cui si dovrebbe porre rimedio. Senza aspettare la prossima donna di meno.

Se hai voglia di raccontare la storia che hai vissuto, se vuoi un parere o un primo supporto, contatta le giornaliste della Redazione di V-News.it : Annamena Mastroianni, Valentina Pinelli, Demelza Marotta , scrivendo a:

[email protected]

Ricordiamo che la lotta alla violenza sulle donne non si è mai fermata, neanche durante la pandemia in corso. Il numero 1522 anti violenza e stalking, i centri antiviolenza e le case rifugio sono sempre rimasti attivi, nel rispetto delle prescrizioni igienico-sanitarie previste. Chiedete aiuto se vi sentite in pericolo. Senza aspettare che sia troppo tardi.

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Demelza Marotta
Giornalista pubblicista e Vice Direttrice di V-News.it. Laureata in Scienze della Comunicazione presso "La Sapienza" Roma, con indirizzo Comunicazioni di massa. Esperta in comunicazione istituzionale e gestione delle pagine social. Solare, dinamica e determinata

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