• Gio. Lug 7th, 2022

Undicesimo turno del campionato di Serie A

Presentazione dell’undicesimo turno del campionato di Serie A 

(Di Genesio Tortolano). L’undicesima giornata del campionato di Serie A, vede quale gustoso aperitivo il match del “Gewss Stadium di Bergamo tra L’Atalanta del presidente Antonio Percassi e la squadra biancoceleste della Lazio del “Comandante” Maurizio Sarri. La gara, si annuncia spumeggiante, dall’elevato ritmo e dai notevoli contenuti tecnici e tattici, nonchè dal grande tasso di spettacolarità, poichè entrambe le formazioni, hanno caratteristiche spiccatamente offensive, amano attaccare la profondità e fanno del gioco corale il loro marchio di fabbrica. L’ambiente nerazzurro è carico per una sfida mai banale, che qualche stagione fa, è stata anche la finale di Coppa Italia allo stadio Olimpico di Roma, gara che si trascinò dietro strascichi polemici, per alcune scelte discutibili del fischietto della città labronica di Livorno, Luca Banti. La vittoria, per la cronaca, premio la Lazio che si impose per 0 – 2, grazie alle reti di Milinkovic Savic e Correa. Il match inoltre, è sentitissimo poichè tra le due tifoserie non corre buon sangue. Il merito di questa crescita esponenziale della Dea neroazzurra, entrata da alcuni stagioni nel elitè del calcio italiano e non solo, come dimostrano le belle prestazioni suffragate dai risultati in Champions League, va ascritto al suddetto presidente, Antonio Percassi, imprenditore lungimirante, arguto e competente che oltre a regalare alla città un vero e proprio gioiello e cioè lo stadio di proprietà nuovo di zecca, sta trasformando sempre di più i sogni dei calorosi tifosi orobici in realtà, ovvero giocare con continuità la massima competizione europea per club e allestire una formazione competitiva in grado di ben figurare su tutti i palcoscenici anche i più complicati e difficili sia sotto il profilo tecnico che ambientale. Il calcio per Antonio Percassi, oltre che una passione viscerale, è il suo pane, un desiderio personale mai nascosto che gli ha consentito di frequentarlo prima in veste di tifoso poi come calciatore, essendo stato capitano del club bergamasco e successivamente, coronando un sogno mai sopito di diventare il numero uno del club del suo cuore che ama profondamente. Nella squadra dove giocava Percassi, militava un suo amico speciale nel ruolo di centrocampista Gaetano Scirea, poi in seguito arretrato in qualità di libero, un fuoriclasse senza tempo esemplare, sia sul rettangolo di gioco, che fuori, l’anti personaggio per eccellenza, poichè era umile, schivo, riservato, garbato e dalle notevoli doti umane. Terminata la sua luminosissima carriera iniziò ad intraprendere il ruolo di allenatore in qualità di vice di Dino Zoff con il quale condivideva grandi silenzi e una pura e profondissima amicizia dai risvolti fraterni. Il tragico epilogo il 3 Gennaio del 1989, 32 anni quando la sua orribile morte, fece piangere gli italiani e non solo, volando in cielo tra gli angeli nel terribile incidente stradale a Babsk in Polonia, frazione di Lodz, squadra che era andato a visionare e che sarebbe stata avversaria nell’allora Coppa Uefa. Una vita spezzata, la sua ma spesa interamente per la famiglia che si era creato con l’amatissima moglie Mariella e il giovane virgulto Riccardo, tutta intrisa di valori sportivi e umani. Inimitabile per la classe cristallina che gli aveva donato madre natura era un campione in punta di piedi, una poesia per il gioco del calcio, un esempio da imitare per le giovani leve in ambito calcistico, che si identificano nella purezza, sobrietà, valori preziosissimi per chi si avventura in questo magnifico sport. Ricordando Gaetano Scirea, viene spontaneo il connubio con la Vecchia Signora in bianconero, la Juventus, storia di un amore indelebile che lega a doppio filo il campione amatissimo da tutti e in particolare dai tifosi, alla squadra che anche grazie al suo preziosissimo contributo, ha conquistato tanti trofei nazionali e internazionali. Legame che nemmeno l’incedere del tempo, ne i fiumi di inchiostro che sono stati scritti, ne le foto ingiallite, possono cancellare. Viene da chiedersi cosa avrebbe detto il grande Gaetano, uomo dal dolce sorriso, chiamo dagli amici con il vezzeggiativo Gai, parlando della situazione della sua Juventus, palesemente in affanno in termini di gioco e di punti, che oggi è di scena alle ore 18,00, allo stadio “Marcantonio Bentegodi”, contro la formazione gialloblù dell’Hellas Verona, allenata dall’ex Igor Tudor, otto le stagioni in bianconero per il calciatore croato, che ha rivitalizzato gli scaligeri, dandoli un’anima dopo l’inizio disastroso con Eusepio Di Francesco, poi culminato con il conseguenziale esonero del tecnico abruzzese. L’allenatore livornese dei piemontesi soprannominato acciughina e cioè Max Allegri, avrà molto da lavorare, sia in termini tecnico tattici, che psicologici, identitari e caratteriali, poichè la squadra appare fragile e spaesata, priva del proverbiale Dna che ne ha sempre contraddistinto il club, grazie alla sua umiltà e forma mentis e concentrazione feroce che le consentivano di non arrendersi mai. A tal proposito, il giornalista romano adottivo, ma di origini calabresi di Radio Rai, Francesco Repice, prima voce calcistica anche della nazionale di Roberto Mancini campione d’Europa, per definire le qualità caratteriali della Juventus, aveva coniato la frase “La Juve non muore letteralmente mai “,definizione che ora appare utopistica, alla luce dell’inopinato ko casalingo subito per mano del sodalizio neroverde del Sassuolo di mister Alessio Dionisi nell’ex fortino inespugnabile dell’Allianz Stadium, ora diventato terra di conquista per tutti. I 13 punti di ritardo in classifica, dal duo di battistrada formato da Napoli e Milan, non ammettono più errori, non per nutrire flebilissime speranze tricolori, poichè ormai è fuori da giochi veramente e non virtualmente, ma bensì, per coltivare l’ambizione di qualificarsi per la Champions League, obiettivo minimo stagionale prefissato dalla società e da non fallire assolutamente. Per ritornare in auge, i bianconeri dovranno ritrovare le doti caratteriali i leder ovvero i più anziani della squadra e di conseguenza con maggiore esperienza, hanno il compito di trasmettere velocemente i valori incarnati nello spirito bianconero che come è noto è guerriero ad un gruppo di giovani che devono assimilare in fretta gli insegnamenti sotto forma di dogmi  per riappropriarsi dello spirito famelico come nel recente passato. Ora la squadra è senza ombra di dubbio un cantiere aperto. Un ridimensionamento fisiologico e frutto di errori generali e cioè, societari, del tecnico e dei calciatori che poi sono i principali attori dello spettacolo che va in scena settimanalmente. Nella circostanza, l’avversario appare il meno indicato, poichè il Verona è formazione frizzante e aggressiva in un ottimo stato di salute, sia fisica, che mentale, inoltre rispecchia in pieno il mantra del suo allenatore che da calciatore aveva caratteristiche tecniche oltre che notevole grinta. Tudor, nell’intervista della vigilia del match si è detto certo della ripresa della Juventus, anche se per motivi egoistici, si augura che possa iniziare dal confronto successivo a questo. Il match serale alle ore 20,45, è quello che si disputa allo stadio “Grande Torino”, tra i granata del sanguigno patron Urbano Cairo e la squadra blucerchiata della Sampdoria del tecnico Roberto D’Aversa, la cui panchina è in perennemente traballante. Entrambe le squadre, vanno a caccia dei tre punti per scacciare le streghe che aleggiano, sia sul centro di Orbassano, che in quel di Bogliasco, poichè per quanto concerne il Torino, la crisi è soltanto di risultati non sul piano del gioco, mentre per gli avversari di turno, il momento di difficoltà è da ricercarsi presumibilmente in carenze di organico.

Ad aprire le gare di domani, il match dell’ora di pranzo alle 12,30 che vede le luci accendersi sullo stadio “Giuseppe Meazza” di Milano, dove è in calendario la sfida tra il club neroazzurro dell’Inter dell’esuberante tecnico Simone Inzaghi e il team friulano dell’Udinese, allenato dal serafico Luca Gotti. Per la squadra meneghina, l’imperativo è quello di vincere per inseguire le rivali dirette nella corsa allo scudetto, parliamo ovviamente del Napoli e del Milan. Un eventuale passo falso, rischierebbe di allontanare ulteriormente il biscione dalla vetta e contribuirebbe a vedersi scucire un piccolo pezzo dello scudetto che porta sul petto. I bianconeri dell’Udinese, invece puntano a ritagliarsi una giornata di gloria ed a regalarsi un risultato di prestigio in un tempio del calcio come quello della città di Milano. Le altre gare in programma sono : alle ore 15,00 se ne disputano tre e per la precisione Fiorentina – Spezia, Genova – Venezia  e Sassuolo – Empoli. Tutte offrono chiavi di lettura interessanti riguardanti la zona caldissima, fatta eccezione per le formazioni gigliata viola della Fiorentina, allenata da mister Vincenzo Italiano e il Sassuolo del sopraccitato Alessio Dionisi, che puntano a ritagliarsi un ruolo nelle zone che costeggiano l’Europa League. Il team arancioneroverde lagunare del Venezia, mede in Usa non è certamente intenzionato contro il Sassuolo a recitare il ruolo di sparring partner. Davide Ballardini, tecnico ravennate del Genova in particolar modo, deve conquistare la vittoria per puntellare la sua traballante panchina e per ottenere i tre punti vitali per la sopravvivenza nella massima serie calcistica, punta sulla spinta calorosa ed incessante della curva nord, feudo dei tifosi del grifone rossoblù. Alle 18,00 scende in campo il team Azzurro del Napoli di Luciano Spalletti, di scena allo Stadio “Arechi”, contro il club granata della Salernitana, assetato di punti. Il trainer romano dei salernitani, Stefano Colantuono ed i suoi ragazzi, cercano il colpaccio contro l’imbattuto club partenopeo che vanta oltre ad un reparto offensivo di grande qualità, può contare su una difesa bunker, sono soltanto tre le reti al passivo. Dal canto suo, il Napoli non vuole assolutamente mollare la vetta della classifica. Alle 20,45, scendono sul rettangolo di gioco dello Stadio “Olimpico” Roma e Milan, gara che vede i giallorossi del vulcanico mister Josè Mourinho, sfidare il tabù che lo vede quasi sempre sconfitto negli scontri diretti, mentre i rossoneri, incuranti delle tante defezioni che sono ormai all’ordine del giorno in seno alla squadra, guidata dal Normal One Stefano Pioli, puntano a confermarsi lassù in testa.

Il quadro, si completerà lunedì 1 novembre con l’incontro delle ore 20,45, che avrà quale teatro lo Stadio “Renato Dallara”, tra il team rossoblù felsineo del Bologna e la compagine sarda del Cagliari, squadra dai medesimi colori sociali. Il Bologna del patron canadese Joey Saputo, vuole ritornare a riassaporare il gusto dell’intera posta in palio, di contro, trova un Cagliari alla disperata ricerca di punti, per risollevarsi dal fondo della classifica. Mister Mazzarri, non può più sbagliare, visto che la sua panchina è appesa ad un filo sottilissimo che potrebbe spezzarsi da un momento all’altro con un esonero.  

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