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V-News ricorda Charlie Hebdo

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Poteva essere un perfetto scenario distopico di uno dei romanzi del grande Philip K. Dick, se non fosse accaduto davvero. La scena degli uomini in perfetta tenuta militare che dimostrano nella coordinazione e nei gesti una preparazione all’arte della guerra e della guerriglia è ancora nitida davanti ai nostri occhi, nonostante siano passati esattamente 3 anni. Nell’oggi di più di mille giorni fa, venivano trucidate delle menti pensanti, dei lavoratori capaci, dei padri e delle madri intenti non solo a svolgere le proprie mansioni lavorative, ma anche simboli di una delicata avanguardia di libertà chiamata “satira”. Può piacere o meno, sia a seconda se si è parte in causa o semplici osservatori, sia se se ne condividono i messaggi e gli “humors”, ma la satira rappresenta quello spiraglio di una libertà che non prevede nessuna sorta di “politically correct” o, per usare un termine meno british, di scorrettezza politica. Si perché tutto è lecito nella satira. Satura quidem tota nostra est, amava dire nel primo secolo doco Cristo Quintiliano,  sottolineando come questo genere “farsesco” fosse una mera invenzione romana. Fin da quei periodi era possibile rappresentare a livello teatrale delle opere che “saziavano nella loro accozzaglia di elementi” gli appetiti degli astanti. Ed era possibile attribuire anche ai personaggi di più alto lignaggio e caratura, come nobili e addirittura sovrani, delle caratteristiche burlesche, senza che questi ultimi potessero intervenire in modo repressivo nei confronti degli attori o degli scenografi. Una sorta di “zona franca” da non confondersi con la zona grigia dove molti “poteri più o meno legittimi” amano mescolarsi ed incontrarsi. Spesso infatti è stato proprio in virtù di quell’arma in più data alla libertà di stampa e di opinione chiamata appunto satira, che si è riusciti a tracciare delle ricerche scaturite poi in veri e propri dossier a danno del corrotto di turno. Spesso è stata proprio la satira a far venire a galla gli aspetti più “umani” dei vari leader dispotici o controversi del pianeta. Insomma, per dirla con le parole di Alexender Sergeyevich Pushkin, “dove non arriva la spada della legge, là giunge la frusta della satira”. È con queste parole che oggi la nostra redazione di V-news ricorda le vittime di Charlie Hebdo, nella consapevolezza che, nonostante tutto, ci saranno sempre “penne e matite” che sfideranno i soprusi del mondo, mettendone in luce le varie facce, anche comiche. I re sono nudi, solo che non hanno il coraggio di ammetterlo, e di leggere le vignette che li riguardano. Che la terra gli sia lieve e satura di satira.

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