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Vairano. Il TAR rigetta il ricorso dei cittadini guidati dall’avv. Moreno. La procedura del Comune fu regolare?

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VAIRANO – Un’annosa questione sembra giungere alle battute finali.

Sembra, infatti, che il ricorso presentato dai cittadini avverso alla procedura attraverso la quale il Comune entrava in possesso di tutte le particelle del Borgo per le quali non veniva dimostrata la proprietà, sia stato rigettato.

E’ lo stesso avvocato Moreno a diramare il comunicato sul suo profilo facebook personale: “Cari amici di Vairano che avete sottoscritto il ricorso avverso gli atti del Borgo Medievale sono dolente di annunciarvi che lo stesso ha avuto esito negativo.
Non ho letto ancora le motivazioni della sentenza non appena lo farò ne darò una mia interpretazione per quello che può servire.
Sono solo spiacente per i proprietari delle abitazioni nella cinta medievale che non potranno riavere i loro beni.”

Ora si attendono le motivazioni del rigetto che lo stesso avvocato si è ripromesso di pubblicare appena ne sarà in possesso.

A questo punto resta da chiedersi se questa nuova pagina potrà sbloccare la questione riqualificazione Borgo, cavallo di battaglia di ogni campagna elettorale ma che, di fatto, da 30 anni, è sempre là, cadente, pietra dopo pietra, sperando di non dover dar ragione a Vittorio Sgarbi.

I ricorrenti avevano chiesto l’annullamento della delibera consiliare che concedeva in diritto di superficie alla società Borghi e Castelli Project s.r.l. “per un periodo non superiore a 89 anni” del Castello e del complesso immobiliare denominato “Borgo Medioevale di Vairano”;

I ricorrenti, tutti cittadini residenti del Comune di Vairano Patenora, alcuni dei quali anche proprietari/possessori di immobili adibiti a civile abitazione ubicati all’interno nella cinta medioevale, hanno impugnato una serie di atti il primo dei quali risalente al 2012 (la delibera di Giunta n. 126 del 13.12.2012 con la quale si è inteso acquisire manifestazioni di interesse finalizzate al restauro, risanamento, e manutenzione, con capitale privato del Borgo Medievale di Vairano) e l’ultimo (la delibera consiliare del 4.3.2015 dalla quale si asserisce essersi “potuto ricostruire l’intero iter” del programmato intervento).

Il ricorso è inammissibile, spiega la sentenza del Tar, perché “oggetto della presente controversia sono gli atti formati dalla civica amministrazione e dalle amministrazioni statali preposte alla tutela dei beni culturali e paesaggistici in Campania nell’ambito di un programma finalizzato al restauro, risanamento e manutenzione del “Borgo medioevale” del Comune di Vairano Patenora, da eseguirsi dal soggetto prescelto all’esito della procedura ad evidenza pubblica all’uopo esperita, allo stesso concedendo, quale corrispettivo, in comodato d’uso gratuito per un periodo di novanta anni le parti del Borgo di proprietà comunale. Quest’ultima previsione è stata poi mutata in “cessione del diritto di superficie” per un periodo massimo di 89 anni con possibilità di sfruttare fondi di provenienza comunitaria”.

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