Mar. Feb 18th, 2020

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Venezuela: golpe yankee potrebbe portare a guerra civile. E il Mondo si divide in 2

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L'embargo americano assume toni repressivi mai visti prima
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Non bastava l’”embargo”, nemmeno tanto velato, che si è intensificato ai danni della Repubblica Bolivariana del Venezuela, ad opera degli Usa. Ora anche l’Unione Europea, con la totalità degli Stati che ne fanno parte, si è dichiarata favorevole al golpe che sta accadendo nel Paese sudamericano. Dopo le elezioni del luglio scorso, dove numerosi sono stati gli osservatori internazionali (peccato che la Mogherini, che oggi vorrebbe andare a “sostenere” le “libere elezioni” del “mai eletto”  Juan Guaidò, non rispose all’invito del presidente Maduro in quell’occasione), si è visto una escalation di delegittimazione del Governo legittimo venezuelano e, al contempo, una sempre più grande pressione a guida U.S.A. In questi ultimi giorni, oltre ai circa 40 morti, uccisi in seguito alle sollevazioni dello stesso Guaidò, si è intensificato il controllo delle barbarie economiche e sociali, ai danni dei cittadini venezuelani. Dicevamo, non bastava l’embargo, che ha portato carenza di medicinali e beni di prima necessità (strategia per portare all’esasperazione il popolo che si ritrova a dover combattere per la sopravvivenza), ma ci si è aggiunta, ora, anche la presenza di altri Paesi, tra cui l’Italia, a dare man forte al golpe guidato dagli Stati uniti d’America. Oltre alle “multe” (illegittime) sul petrolio esportato in America del Nord (ma sarebbe meglio dire “preteso” da Trump e Co.), ci si è messa anche l’Inghilterra che, con una strafottenza e superbia degna delle sue ex colonie statunitensi, ha trattenuto (sempre illegittimamente) le riserve auree pari a circa un miliardo e mezzo di euro, che il Governo venezuelano avevo depositato presso l’inglese Banca Centrale. Un atto che prelude a un forzato inasprimento dei rapporti con il Venezuela di Maduro e che, sempre in linea con l’ormai programmato golpe, getta le basi per una guerra non solo civile. Altri Paesi, con in testa l’Iran, la Russia, la Cina e la Turchia, hanno invece espresso solidarietà per il Venezuela. Peccato che, da una parte e dall’altra, ciò che interessa è solo ed esclusivamente poter mettere le mani sul petrolio del Paese Sudamericano.

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