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Vicente Huidobro, chi è il poeta cileno celebrato oggi da Google

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Il poeta cileno Vicente Huidobro ricordato dal doodle di Google

Vicente Huidobro era un poeta cileno ricordato oggi dal doodle di Google. Huidobro è considerato fra i quattro maggiori poeti cileni di sempre insieme a Neruda, De Rokha e Mistral. Viene ritenuto l’ideatore del cosiddetto creazionismo poetico: la poesia crea immagini, rende reale quello che esiste, usa il linguaggio come in una formula magica superando la sua funzione referenziale. Huidobro scriveva che “inventa nuovi mondi” e che “il poeta è un piccolo Dio”.

Vicente Huidobro nacque il 10 gennaio del 1893 a Santiago del Cile in una famiglia benestante. La madre, María Luisa Fernández Concha, era un’attivista femminista. Trascorse alcuni anni in Europa, poi studiò con i gesuiti a Santiago, si iscrisse alla facoltà di Lettere e diresse varie riviste di poesia, iniziando a pubblicare nel 1911 e a dare forma, in diverse conferenze, alla sua ars poetica.

Nel 1916, con la moglie, partì di nuovo per l’Europa: visse a Madrid e a Parigi, dove entrò in contatto con le avanguardie artistiche e letterarie del tempo. Cominciò a pubblicare in spagnolo e in francese, tenne diversi corsi all’università e iniziò a occuparsi di scienze occulte, astrologia e alchimia.

Dopo essere stato in Italia, nel 1932 tornò in Cile dove iniziò a fare politica con il Partito Comunista cileno (il quinto figlio lo chiamerà Vladimir, in onore di Lenin), decidendo poco dopo di partire per la Spagna per partecipare alla guerra civile a fianco dei repubblicani contro i franchisti.

Quegli anni furono caratterizzati da una sua significativa militanza antifascista e dai contrasti con Pablo Neruda, tanto che alcuni intellettuali dell’epoca a un certo punto decisero di inviare ai due una lettera che li invitava a cessare i contrasti. A metà degli anni Quaranta tornò in Europa, scrivendo le sue cronache sia da Parigi che da Berlino, a fianco delle truppe alleate. Nel 1947 venne colpito da un ictus a Cartagena, città del Cile dove aveva deciso di trasferirsi con la nuova moglie. Morì il 2 gennaio del 1948.

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