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Villa Literno. Omicidio di Nicola Cioffo: identificati gli autori. Ecco la dinamica del delitto

L’assassinio è da inquadrare nella guerra di camorra, avvenuta tra gli anni ’80 e ’90, tra le due anime dei Casalesi

VILLA LITERNO. Nella mattinata dell’11 novembre 2020, presso le case circondariali di Caltanissetta e Rossano, militari del Nucleo Investigativo Carabinieri di Caserta hanno dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa in data 6.11.2020 dal GIP del Tribunale di Napoli, su richiesta della D.D.A. di Napoli, nei confronti di Corrado De Luca e di Salvatore Verde, entrambi già detenuti per altra causa, ritenuti responsabili in concorso di omicidio premeditato, con l’aggravante di aver commesso il delitto con lo scopo di agevolare l’associazione camorristica del clan dei Casalesi.

L’indagine, condotta dal Nucleo Investigativo Carabinieri di Caserta tra gli anni 2018 e 2019 sotto il coordinamento della DDA di Napoli, anche attraverso il riscontro di molteplici dichiarazioni rese da collaboratori di giustizia, ha consentito di accertare la responsabilità dei predetti in ordine all’omicidio di Nicola Cioffo, avvenuto a Villa Literno il 3 febbraio 1990.

In particolare, l’impianto probatorio acquisito ha consentito di:

  • identificare quali esecutori materiali Luigi Venosa (deceduto nel 2018), Corrado De Luca e Salvatore Verde;
  • ­accertare la dinamica dell’evento delittuoso: nel dettaglio si appurava che Nicola Cioffo, alias “Torroncino”, dapprima era stato condotto presso l’abitazione di Venosa, ai tempi capo dell’omonimo gruppo criminale, ed in tal luogo lo stesso era stato dapprima oggetto di un violento pestaggio, successivamente fatto segno con diversi colpi d’arma da fuoco; i killer, al fine di disfarsi del corpo, lo avevano caricato a bordo di una vettura e lo avevano trasportato nelle campagne di Villa Literno, in località “Ciannitiello”, dove, ancora vivo, lo avevano dato alle fiamme e contestualmente ucciso con diversi colpi d’arma da fuoco;
  • ­comprendere che l’omicidio era stato decretato in virtù dell’appartenenza criminale di Cioffo alla fazione dei bardelliniani.

L’esecuzione è dunque da inquadrare nella guerra di camorra, avvenuta tra gli anni ’80 e ’90, tra le due anime dei Casalesi, quella dei “bardelliniani” e quella degli “Schiavone”; in particolare questi ultimi, come documentato già dai numerosi provvedimenti giudiziari che hanno ricostruito gli assetti dell’organizzazione criminale, a ridosso degli anni ’90, avevano stabilito l’eliminazione fisica di tutto il gruppo dei “bardelliniani”, al fine di acquisire l’egemonia criminale territoriale imponendosi così in regime monopolistico nell’ambito della gestione illecita dei rifiuti, delle estorsioni, nell’aggiudicazione degli appalti delle opere pubbliche.

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Andrea De Luca
La rassegna

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