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Violenza economica!

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Più difficile da stanare, più sottile da definire, la violenza economica, sbiadisce la sua identità, confondendosi in forme di violenza più evidenti.  Si declina in tante sfumature, spesso è accompagnata, se non sostenuta, dalla violenza psicologica. La sua essenza più tipica è abitualmente scambiata come consuetudine, come tradizione, ovvero la gestione delle finanze familiari da parte del marito, del compagno; ma, attenzione possiamo anche genericamente parlare di gestione da parte del carattere dominante della coppia. Costituisce l’espressione base della violenza domestica, difficilmente riconoscibile e poco denunciata. Un delitto minore che comprende una serie di atteggiamenti volti ad impedire che il partner diventi o possa diventare economicamente indipendente, al fine di esercitare un controllo indiretto, ma estremamente efficace. Di storie ce ne sono tante, nella maggioranza dei casi sono le donne a subire questa forma di violenza, la «Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne e la violenza domestica» e il suo articolo 3 che definisce la violenza con un’accezione variegata e omnicomprensiva. Ed esiste pure questa violenza “economica”, che ci sarebbe quando l’uomo vieta alla donna di avere un lavoro, quando le vieta di gestire il proprio stipendio, o di avere un proprio conto corrente, quando le nasconde la situazione economica familiare o comunque le impedisce di gestirla. Nei casi peggiori sfrutta la prestazione lavorativa della propria compagna, non pagandola del tutto o riconoscendole una retribuzione come propria concessione. In altri casi, si concretizza in condotte criminali, perché si obbliga il partner a fare da prestanome o firmare mutui, ipoteche, assegni scoperti, con una duplice conseguenza negativa, il rischio delle “conseguenze legali” delle proprie condotte e facendogli perdere credibilità e affidabilità all’interno del panorama lavorativo. I più noti sono casi di prevaricazione maschile, ma il nostro obiettivo è quello di sfatare il mito della violenza di genere!

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