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Violenza nelle strade e Lockdown. Parla Gianpiero Martone

Nella serate delle violente manifestazione che hanno interessato alcune grandi città Italiane mi sono indignato e anche confuso, volontariamente ho spento la televisione e anche il cellulare per riflettere ed evitare colloqui. La mattina successiva ho trovato tanti messaggi  WhatsApp che chiedevano la mia opinione su quanto accaduto; alcuni avanzavano anche possibili proposte da sottoporre al governo regionale.  Ho riflettuto, ho  riguardato le immagini di Napoli,Torino,Catania, Roma, per esprimere un mio giudizio di merito. Non vi è dubbio che, al di la della effettiva consapevolezza della gran parte del popolo, le conseguenze disastrose sul piano sociale ed economico scatenano paura e disagio,  che provoca un radicale cambiamento di vita, soprattutto in città come Napoli che vive di turismo e attività collegate, facendo passare in secondo ordine la consapevolezza sanitaria. Di certo non si può nemmeno escludere che, in qualche modo , a scatenare la protesta vi sono state presenze provocatorie camorriste e dei centri sociali; la camorra in particolare può calcolare vigliaccamente come inserirsi nella parte dei contributi di sostegno che governo e regione hanno programmato e continuano con l’impegno totale del MES; ma è solo un inserimento provocatorio non certo la testa del disagio sociale sceso in piazza, lo dimostrato i fatti della cronaca, con l’obiettivo di recuperare tramite un nuovo lockdown le usure non più pagabili dai commercianti. Alla base delle proteste sociali che si sono sviluppate anche in altre città sul territorio sociale, con alla testa esercenti commerciali, non possiamo dire che sono state comprensibili le proposte avanzate al governo dal basso; è prevalsa più la paura e la protesta per il rischio di povertà futura, soprattutto in conseguenza del linguaggio dittatoriale di governatori come De Luca che mette poco impegno nel sottolineare, con la dovuta capacità Istituzionale, che lo Stato con tutte le sue Istanze e tutti noi cittadini italiani, abbiamo compito e dovere di rispettare le fondamentali regole anti pandemia covid, anche difronte a un sol cittadino che rischia la vita; sia pure ben sottolineata l’accentuazione di De Luca contro l’Halloween che non appartiene per niente alla nostra tradizione e il due novembre per noi è una millenaria celebrativa dei nostri amori scomparsi, non certo una festa per ubriacarsi.

Comunque, personalmente, non ero molto d’accordo e convinto sulla necessità di una nuova chiusura totale, ero e sono più orientato a un migliore dispiegamento delle Forze dell’Ordine a far rispettare le semplici regole anti covid, mascherine, no assembramenti, ecc. Purtroppo i nuovi DPCM e le integrazioni regionali, nei fatti, hanno determinato un nuovo blocco e abbiamo visto come si sta allargando l’ansia e il disagio nazionale, in tutte le città, soprattutto al nord. Di certo da queste conseguenze nemmeno il sottoscritto si può ritenere immune, compresa tutta la famiglia  e l’attività gestita da mia sorella; ieri sera, dopo le 18, Vairano come tutti gli altri comuni era un paese morto. Tuttavia ho fatto valere la coscienza, la consapevolezza, l’intelligenza e l’informazione scientifica ufficiale. Ho dato e do priorità a quanto spiegato l’altra sera dal programma di Rai Tre, SAPIENS, collegato ai ricercatori del CNR. Un programma con un bravissimo conduttore che partendo dal Lazzaretto, Spagnola e HIV è giunto al Covid di adesso. Il Lazzaretto, isola di isolamento(appunto lockdown)  dei contagiati peste e lebbra; la Spagnola, proveniente dagli Stati Uniti con 50 milioni di morti per l’impossibilità a isolare i contagiati con la guerra in atto; HIV-AIDS, 2 milioni di morti all’anno, nello studio del 2009 risultavano 33,4 milioni di contagiati al mondo. I virus come il COVID non sono batteri che infettano e basta un medicinale, sono forme di vita che esistono da milioni di anni che vivono nei nostri ambienti e per nostra responsabilità li costringiamo a rimuoversi per i cambiamenti artificiali. Sono forme di vita che si cibano con le cellule umane e si trasformano anche per difendersi. Chi di noi ha gli anticorpi ed è immune li uccide. Non riescono a vivere nell’aria, per questo è essenziale e pregiudiziale l’uso della mascherina e il divieto di assembramento, perché poi con il tempo necessario scompariranno. Quindi in conclusione si esce dalla pandemia con il ruolo degli immuni e impedire che si trasmettano in tanti corpi umani. Va detto in fine che una parte trasmittente nell’aria che li mantiene ancora in giro, mettendo a rischio gli umani, sono le polveri sottili, in tal quadro occorre riprendere con gran forza la lotta non contro le chiusure commerciali ma contro impianti inutili alla collettività come ( utile solo a grandi colossi come Edison e Terna ) la TURBOGAS DICENDOGLI A VOCE ALTA VATTENE.

In tal quadro, quindi, è un dovere dello stato, difronte a questa situazione, affermare prioritariamente il principio dell’art.32 della Costituzione che così recita:

“La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e   garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.”

IN QUESTO momento in Italia si muore di Covid e non si muore di fame come in Africa. Dobbiamo essere onesti con noi stessi almeno in questo momento, abbiamo vissuto un Estate come se non ci fosse un domani, come se fosse tutto finito.

Dobbiamo capire che nessuno si salva da solo, forse di questo ci stiamo dimenticando. La rinuncia temporanea a porzioni di libertà è finalizzata alla tutela della salute di una intera comunità. Chiamasi solidarietà!

CERTO, occorre anche aprire il dovuto confronto con Governo e Regione, insieme alla Organizzazioni Sociali e Sindacali, per forme organizzative e sanitarie per evitare una crisi generale incontrollabile, ma di certo non contano le buffonate della LEGA, FRATELLI D’ITALIA e TUTTA LA DESTRA. Dopo quanto è stato dimostrato ieri sera da Report su Rai 3 sulla loro corruzione in Lombardia, è meglio che vadano via dall’Italia.

SPERO TANTO CHE IL PROBLEMA VERO NON SIA UNO SOLO , UNA SEMPLICE, STRUMENTALE RIVENDICAZIONE DI CAMBIAMENTO E LIBERTA’. Siamo sicuri che tutti vogliamo questo tanto decantato CAMBIAMENTO E LIBERTA’? Quella voglia di cambiamento che viene fuori solo in momenti di difficoltà?

Si va in Piazza per urlare e gridare cambiamento e libertà; ci presentiamo come un Paese che ama molto il sostantivo cambiare e a tutti piace gridare la parola cambiamento e libertà. Appare invece un’altra verità, ossia   che l’Italia appare anche come un Paese che ultimamente tende  a preservare lo STARTUS QUO, anche in un periodo di PANDEMIA che stiamo vivendo.

Chiediamo cambiamento e libertà ma nello stesso tempo non vogliamo distruggere quel “SISTEMA ILLEGALE E CLIENELAE” CHE ATTUALMENTE UNISCE L’ITALIA; il rischio di stare difronte al copione già letto; nella sostanza vera ci si oppone al cambiamento perché non si vuole cambiare nulla, perché  fa comodo navigare nel torbido, il solito atteggiamento furbesco.

Gianpiero Martone

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