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Violenza sulle donne, la strage continua – per non dimenticare

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BELLONA. Con l’ultimo caso di femminicidio accaduto ieri a Bellona  si è riaperto il pentolone in cui si può trovare ogni sorta di teoria sulla faccenda. Tra tutte le idee, tutte espresse in buona fede, da parte di chi odia vedere donne uccise da uomini, o uomini che uccidono donne, a seconda della prospettiva, per tentare di arrivare ad una valida  soluzione a volte preventiva, in altri casi, troppo spesso, soltanto repressiva, c’è il ritaglio pedagogico che non parla di educazione al rispetto dei genere – il famoso Gender, evidenzia un concetto fondamentale  –  l’educazione tesa a spiegare che, riguarda  un po’, donne e uomini  uguali e che se una donna lascia l’uomo, va detto che il delitto d’onore, quel tal delitto che veniva trattato con attenuanti quando egli diceva di vendicarsi del di lei adulterio o di un mancato rispetto al di lui onore,  oggi non esiste più.

Il fatto è che l’articolo del codice penale che lo consentiva è stato cancellato solo nel 1981, assieme a quello sul matrimonio riparatore, per riparare uno stupro che riparare non si può, ma che la cultura che lo legittimava esiste ancora. Ma parlavo dell’angolo pedagogico di chi discute di prevenzione al femminicidio. L’uomo si ostina a camminare nel verso opposto.  Oggi c’è una totale assenza di pace.  L’assenza di pace,  genera ogni sorte di vizio, di insicurezza, di destabilizzazione e di violenza. Inutile quindi  girarci attorno.  Bisogna darsi  da fare per seminare la cultura, l’unica vera cultura che può salvare l’uomo dall’affondo totale: “la pace,” che  rappresenta da sempre l’azione non violenta. La parte che oggi noi  troviamo  assai tragica riguarda alcune femministe che pensano a “puntare sul maschile,”  ovvero è la femminista che vorrebbe correggere e rieducare il maschile, di per se’ considerato sbagliato, come se tra le donne non vi fosse nessuna a legittimare quella brutta cultura. Oggi dobbiamo rivolgerci all’universo maschile: “Ci sono tanti uomini che vogliono bene alle donne, perché rimangono a guardare? Non vi sembra una incoerenza che gran parte di  uomini che rifiutano la violenza non facciano nulla? Non dovrebbero essere con noi?”. Agli uomini è richiesto “di fare un salto in avanti, di uscire da una cultura che ha ridotto per millenni una donna a una proprietà. Bisogna educare i bambini e le bambine alla parità di genere –  al rispetto per le donne, che devono poter dire no. ” In una società emancipata, la donna è ancora considerata un oggetto personale da poter distruggere …. Ma sappiate che nessuno potrà mai distruggere l’ anima femminile.  Non si può mai toccare un cuore se non è  sicuri  di amare, la vita di Anna è stata spezzata barbaramente  senza una motivazione. Chi è violento con le parole è già un assassino: le parole sono le prime armi sempre a disposizione per ferire e negare la vita di un altro. Cambiamo tutti  per amore, mentre l’amore con la violenza e le botte non c’entra un tubo. L’amore, con gli schiaffi e i pugni, c’entra come la libertà con la prigione. Un uomo che ammazza la donna,  non  ama. Mettiamocelo in testa. Salviamolo sull’hard disk. Vogliamo credere che ami? Bene. Allora ci ama MALE. Non è questo l’amore. Invece oggi le donne si illudono  di poter cambiare le cose, di poter correggere gli uomini maneschi, di riuscire a farli crescere anche quando gli si è bloccato lo sviluppo, e scalciano e urlano come bambini capricciosi. Solo che sono bambini alti uno e ottanta, con le spalle da gorilla e le mani che sembrano vanghe. Non illudiamoci mai, mai e poi mai, di poterli cambiare, o che possano cambiare per amore nostro. Anche se piangono come vitelli e dicono che non lo faranno più. Non caschiamoci e chiediamo aiuto il prima possibile. E se una figlia ha un fidanzato così, prendiamola, impacchettiamola e riportiamola a casa. Anna non può essere dimenticata, c’è sempre  una grande striscia di violenza in ogni essere umano. Se non viene incanalata e compresa, sfocerà in guerra o in follia. Ricordatevi è  importante comprendere che solo gli uomini possono opporsi e smontare quello che li porta alla violenza contro le donne, sottraendosi a un sistema vincolante e maschilista che regola la società. Se da soli non sono in grado, devono farsi aiutare, affinché le donne non versino più il prezzo altissimo che stanno pagando. Oggi il mostro non dorme sotto il letto. Il mostro può sempre  dormire accanto a te, cara donna.  La libertà è vivere donando senza aspettarsi nulla, perché essa è tutto. 

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