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4 aprile 2018

Voto di scambio: 2 esponenti della Lega arrestati a Palermo

Che la Lega (ex Nord) non avrebbe avuto “vita facile” al Sud, se non utilizzando “vecchi arnesi della politica politichese”, era cosa abbastanza prevedibile; che poi alcuni ti questi “arnesi” fossero talmente logori e consumati da avere in sé le tracce di vecchie “insane abitudini” e mai sopite probabili collusioni, non fa altro che avvalorare la tesi secondo la quale “se non puoi combatterli, fatteli amici”. Attenzione, non che la Lega Nord abbia mai tentato di “combattere” la criminalità al Sud, piuttosto inveiva contro il malcostume malavitoso (a chiacchiere), volendolo lasciare come “esclusiva” dei “Terùn”. E invece ecco come, per questioni di “opportunità politica” (termine usato per giustificare le più becere retromarce ideologiche e di convenienza), il lupo perde il pelo ed acquisisce, semmai ce ne fosse bisogno, qualche vizio in più, non solo di forma. La Lega perde l’aggettivo “nord” e cambia colore, ha un nuovo e “rampante” (forse meglio dire “rampicante”) leader che non è più il “condannato” Umberto Bossi, e, nella pratica, mira ad ottenere consensi anche al Sud, dimentico dei proclami del “glorioso passato”(che tanto passato non è alla fine), in cui i “cani” del nord Italia “scappavano per il puzzo dei Napoletani colerosi”(cit. Matteo Salvini). E, strano a dirsi ma non a immaginare, la Lega (non più nordica) riesce ad ottenere anche buoni consensi. Peccato che, come nella migliore tradizione politica degli ultimi tempi, tutto abbia un prezzo (o quasi tutto, per essere “onesti”). Succede quindi che, tornando all’utilizzo degli “arnesi” di cui prima, ci si debba “accordare” con chi di accordi sembra intendersi da molto tempo. Capita dunque di bussare, più o meno “consapevolmente” (almeno di facciata sfacciata), alle porte di chi sa dove andare a bussare … E’ di poche ore fa la notizia dell’arresto del parlamentare regionale ed ex sindaco di Monreale di Alleanza Nazionale Salvatore Caputo, avvocato penalista e commissario straordinario per i comuni della provincia di Palermo del movimento “Noi con Salvini”, per voto di scambio, insieme col fratello Mario Caputo. Su richiesta della procura il Gip di Termini Imerese ha ordinato la custodia cautelare ai domiciliari per i due. Oltre ai 2 è stato arrestato anche Benito Vercio, di anni 62, indicato come il “procacciatore di voti”, in cambio di promesse e minacce, del territorio imerese. Qualcuno lo diceva che “siamo tutti uguali”, vero Salvini???

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Eugenio Lato

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