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Weekend “horribilis”per il mondo del Cinema: addio a Vittorio Taviani, Isabella Biagini e Milos Forman

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Quello appena trascorso è stato un fine settimana tragico per gli amanti del cinema e non solo, che in soli tre giorni si sono visti costretti a dire addio a tre “mostri sacri” dell’ambiente. Venerdì 13 aprile, infatti, è volato al cielo Tomas (Milos) Forman, scomparso nella sua casa americana ad 86 anni. Regista di talento, ma soprattutto uomo di immensa cultura, viene ricordato come un gentiluomo d’altri tempi, e per questo era, ancora oggi, amato un po’ da tutti. Nato in Cecoslovacchia, Forman decide di fuggire durante l’occupazione sovietica, trovando rifugio prima in Francia e poi negli Stati uniti, dove si stabilisce definitivamente coltivando il suo talento per il Cinema. Qui crea pellicole diventate un cult per la lotta contro ogni sistema di potere, rappresentato in primis dal mondo capitalista. Tra i suoi film più celebri ricordiamo Qualcuno volò sul nido del cuculo che nel 1976 vinse cinque Premi Oscar, compresi quelli per il miglior film e la miglior regia, Amadeus che nel 1984 di Premi Oscar ne conquistò ben nove, Hair e Larry Fint. Oltre ad essere un regista da premio Oscar, Forman era stato definito l’eroe dei due mondi, colui, cioè, che in un’epoca in cui i conflitti e gli scontri erano tanti, faceva perfettamente da ponte tra la civiltà europea e quella americana, raccontando alla perfezione il senso di “libertà”. La sua ultima fatica cinematografica intitolata Les bien-aimés con Chiara Mastroianni e Catherine Deneuve fu scelta come film di chiusura del 64esimo Festival di Cannes. Sabato 14 è morta a Roma, a causa di un ictus cerebrale, l’attrice Isabella Biagini. Aveva 74 anni ed il sorriso e la battuta sempre pronti, proprio come quando, in gioventù, spensierata e con un fisico da maggiorata, aveva lavorato coi più grandi registi del cinema italiano, da Steno a Luciano Salce, da Mario Camerini a Sergio Corbucci. Il primo ad affidarle una parte era stato addirittura Il Maestro Michelangelo Antonioni nel 1955 nel film Le Amiche. Faceva molto ridere Isabella Biagini, ed era bravissima a fare le imitazioni (indimenticabile quella di Mina..) una delle prime artiste italiane a dedicarsi a questa forma d’arte. È morta però da sola, in un “hospice” della Capitale. Dopo la perdita per un tumore dell’amata figlia Monica nel 1998 e le difficoltà economiche in cui l’attrice versava negli ultimi anni a causa della carenza di lavoro, in pochi, tra i suoi conoscenti si ricordavano di Lei. Gli amanti del Cinema e soprattutto della commedia all’italiana degli anni 50, 60 e 70 però sicuramente non la dimenticheranno. Il weekend “horribilis” per gli amanti delle pellicole sul grande schermo si conclude domenica 15 aprile con la dipartita del Regista Vittorio Taviani. Aveva 88 anni ed in coppia col fratello Paolo ha fatto la storia del cinema italiano del dopoguerra. Vittorio era il primogenito, ed insieme con Paolo si trasferirono da Pisa a Roma – dove Vittorio è spirato – nella metà degli anni 50. Qui iniziarono a lavorare nel cinema, e l’hanno fatto sempre insieme per 52 anni, fino al 2017, anno in cui hanno diretto il film Una questione privata (che sarà ricordato, tra le altre cose, per essere l’ultimo film diretto dai Fratelli Taviani). Tra i maggiori successi della coppia, ricordiamo: San Michele aveva un gallo del 1972 e Allonsanfàn del 1974. La consacrazione come “Grandi del Cinema” arriva con Padre padrone che vincerà la Palma d’oro a Cannes nel 1977 ed il David di Donatello l’anno seguente, e con La notte di San Lorenzo (premio speciale della giuria a Cannes nel 1982). Capolavoro è il “docu-film” Cesare deve morire che nel 2012 ha vinto l’orso d’oro al Festival di Berlino (riconoscimento che mancava al cinema italiano da oltre 20 anni), in cui il genio dei Fratelli Taviani narra la messa in scena del Giulio Cesare di Shakespeare da parte dei detenuti del carcere di Rebibbia (realmente nel cast del film).

Milos Forman

 

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