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Zikavirus. Individuati "anticorpi buoni" capaci di bloccare l'infezione. Messo appunto anche il vaccino

Il virus Zika è un flavivirus trasmesso dalle zanzare, parente del virus Dengue.Viene trasmesso principalmente dalla puntura di zanzare infette della specie Aedes. Al monento i casi in Italia sono un numero esiguo e perlopiù limitato a coloro che provengono da zone colpite. Va sottolineato, però, che è stato solo a seguito del clamore mediatico che i pazienti contagiati hanno iniziato ad essere seguiti con le dovute attenzioni. E’ di pochi giorni la notizia che un gruppo di ricercatori dell’Istituto di ricerca in biomedicina di Bellinzona ha individuato un gruppo di anticorpi cosiddetti “buoni” che hanno la facoltà di riuscire a bloccare l’infezione ed altri “cattivi” che invece aumentano se la persona si ammala. Durante i test è stata presa in esame la risposta immunitaria dellʼuomo allʼinfezione.

Lo studio, pubblicato sulla rivista Science, è sicuramente un apripista per nuovi test di diagnosi e approcci terapeutici sperimentali.

Il Direttore dell’IRB, Antonio Lanzavecchia, ha commentato: “Sono tre i risultati principali del nostro lavoro. Il primo che abbiamo identificato degli anticorpi ‘buoni’, capaci di neutralizzare e bloccare il virus non solo in provetta, ma anche negli animali. Il secondo risultato è che abbiamo scoperto che esistono anche degli anticorpi di Zika ‘cattivi’, che in chi si è già ammalato possono aumentare e portare ad un’infezione letale nel caso contraggano il virus Dengue ed infine i ricercatori hanno anche identificato degli anticorpi utili per effettuare test di screening e individuare chi in passato si è ammalato di Dengue o Zika”. Sono proprio questi anticorpi super potenti, individuati dai ricercatori svizzeri, a rappresentare un possibile approccio per la terapia contro il virus Zika, soprattutto per la loro efficacia immunitaria o di prevenzione nel caso di donne incinta.

Partirà, inoltre, presto la prima sperimentazione umana di un vaccino contro lo Zika virus. Lo ha annunciato la casa farmaceutica Inovio, con sede in Pennsylvania che lavora al progetto unitamente alla coreana GeneOne Life Science. La stessa collaborazioni che in passato ha portato, ad esempio, alla messa a punto di un vaccino contro l’ebola. Un vaccino che, si spera, possa poi essere acquistato dalle Sanita mondiali a cifre contenute e che non ricadano sul cittadino che non può certo chiedere un prestito 15000 euro per potersi curare (approfondimenti su http://www.zonaprestiti.com/prestito-15000-euro.htm).

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