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​Parigi.Subito dopo l’incendio della Cattedrale di Notre Dame a ridosso del venerdì Santo jihadisti ed estremisti islamici esultano

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Simbolismo e credenza: salve la tunica di San Luigi e la corona di spine di Cristo

Le 16 statue che «Vegliavano su Parigi» rimosse poco prima del rogo.

L’incendio ha fatto crollare due terzi del tetto, la guglia di 45 metri ed una delle due torri è stata gravemente danneggiata: questo il duro risveglio di Parigi stamattina. 
La struttura principale della Cattedrale è stata salvata grazie al tempestivo arrivo del Corpo dei vigili del fuoco che stamattina fa sapere di un collega rimasto gravemente ferito.

Dopo le prime immagini di ieri sera dell’incendio che ha devastato la Cattedrale di ​Notre-Dame di Parigi, hanno esultato i sostenitori della Jihad islamica ed a riferire tale viltà è Site, il centro di monitoraggio del terrorismo internazionale.
Non a caso sui siti web jihadisti e sui social network fin dalle prime notizie sull’incendio hanno iniziato a circolare commenti e messaggi di gioia.
Questo ha dato adito di pensare a quanto avvenuto come risultato di una sporca mano  terroristica. Una possibilità che se pur dovesse essere smentita, trascina dietro di sé tanti dubbi: stiamo parlando di un ipotetico attacco alla cattedrale di Notre Dame, il monumento storico più visitato d’Europa, una delle chiese più famose del mondo in cui sono custoditi tesori dal simbolismo religioso davvero potente, in una giornata a ridosso del Venerdì Santo.
A tal proposito, in una nota diffusa tramite il direttore della Sala stampa vaticana, Alessandro Gisotti, la Santa Sede ha fatto sapere di aver “accolto con shock e tristezza la notizia del terribile incendio che ha devastato la Cattedrale di Notre Dame, simbolo della cristianità in Francia e nel mondo”. “Esprimiamo vicinanza ai cattolici francesi e alla popolazione di Parigi e assicuriamo le nostre preghiere per i pompieri e quanti stanno facendo il possibile per far fronte a questa drammatica situazione”, ha aggiunto Gisotti.
Mentre le fiamme altissime dell’incendio divampato dal cantiere di restauro, bruciavano sempre di più, i vigili del fuoco tentavano di contenere le fiamme, davanti agli occhi di centinaia di fedeli radunati davanti alla chiesa a pregare. Scene che hanno fatto il giro del mondo e che lo hanno reso, anche solo per qualche ora, come non accadeva ormai da tempo, unito.
Abbiamo tutti tirato un sospiro di sollievo quando ieri le tv hanno rassicurato che la corona di spine di Cristo (un cerchio intrecciato tenuto assieme da un filo d’oro con 70 spine attaccate), secondo la tradizione custodita a NOTRE-DAME, fra le sue reliquie più preziose, era in salvo assieme alla tunica di San Luigi ed un pezzo della Vera Croce su cui Gesù fu crocifisso.
Infatti, mentre il mondo soffriva della distruzione della storica Cattedrale, il rettore della stessa, Patrick Chauve riferiva che la tunica  di San Luigi e la corona di spine di Cristo che, secondo la tradizione, portò sulla testa lungo la salita al Calvario, si sono salvate.
Quest’ultima viene solitamente esposta proprio durante la Settimana Santa, che è cominciata ieri e più precisamente ogni primo venerdì del mese, in ricordo della Passione. Un oggetto dalla storia piena di gesta e credenze, venduto nel 1239 al re di Francia san Luigi IX da Baldovino II, sovrano di Costantinopoli all’epoca dei fatti pieno di debiti.
Assale lo sgomento soprattutto per il significato della Corona di spine in sé. Dopo il processo fatto a Gesù ed alla sua fustigazione, i soldati romani, prima di crocifiggerLo,  “intrecciata una corona di spine, gliela posero sul capo e gli misero una canna nella mano destra; e, inginocchiandosi davanti a lui, lo schernivano dicendo: «Salve, o re dei Giudei!»” (Matteo 27:29; si veda anche Giovanni 19:2-5).
Estremamente dolorosa, la corona di spine venne però usata più come scherno che per infliggere dolore: il “Re dei Giudei” picchiato, oggetto di sputi, insultato. Prese vita con questi atti una vera e propria trasformazione: un simbolo di regalità e maestà come la corona, divenne un oggetto doloroso e degradante, la corona di spine costituiva l’atto finale della loro denigrazione.
La corona di spine per i cristiani dunque costituisce un promemoria: Gesù era, ed è, in effetti, un Re. L’intento dei soldati romani era prenderlo in giro ma non immaginavano disegnare per Lo stesso una immagine luminosa dei due ruoli che il Cristo avrebbe poi avuto: Servo Sofferente (Isaia 53) e Re-Messia Conquistatore (Apocalisse 19). Gesù era infatti disposto a sopportare il dolore, gli insulti, la vergogna: proprio tutto al nostro posto.
È dunque presente nella corona di spine una varietà di simbolismi.
Altra stranezza che sta facendo riflettere il mondo è che le 16 statue in rame che «Vegliavano su Parigi» sono state rimosse poco prima del rogo per consentire il restauro senza timore di rovinarle. Le statue raffiguranti Gesù, i 12 apostoli ed i simboli degli evangelisti, sono state dunque risparmiate.
I Frati di Assisi sgomenti per l’incendio che ha devastato la cattedrale hanno dichiarato :”Una ferita che attraversa la carne e l’anima di ogni uomo – osserva padre Enzo Fortunato, del Sacro Convento di Assisi – Si resta sgomenti davanti alla devastazione di un simbolo della cristianità” .
Nella cattedrale, costruita ben 850 anni fa, si trovavano tutte le reliquie della passione di Gesù Cristo acquisite dalla monarchia francese nel Medioevo, conservate poi dall’arcidiocesi di Parigi. Ha dichiarato Andre Finot, portavoce dell’amministrazione della Cattedrale che “Gli oggetti sacri – secondo quanto riporta le Figaro – sono conservati in sacrestia”.
Un tesoro vivido non limitato al suo valore economico ma fortemente simbolico e religioso. Un valore che ci auguriamo permetta a Notre Dame di rinascere con la benedizione delle tante preghiere invocate da tutto il mondo.

San Luigi dei francesi
La corona di spine che ferì il capo di Gesù Cristo
Cattedrale di Notre Dame
Cattedrale di Notre Dame durante l’incendio
Cattedrale di Notre Dame stamattina

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