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ESCLUSIVA – Teano. Il più grande sequestro di droga della storia dell’Alto Casertano.

DiThomas Scalera

Ott 22, 2013

Teano. Gli uomini della Guardia di Finanza del gruppo di Giugliano in Campania coordinati dal Tenente Colonnello Angelo Andreozzi, hanno concluso un’importante operazione nell’ambito della lotta allo spaccio di sostanze stupefacenti in Campania.

In manette sono finiti i fratelli Vincenzo e Francesco Pirozzi, uno di 48 e l’altro di 45 anni, entrambi residenti a Giugliano e solo uno di loro già conosciuto alle forze dell’ordine per questioni di poco conto. Un deposito dove erano stoccati oltre 36 kg di marijuana è stato scoperto dai finanzieri , nell’ambito dei controlli programmati dal comando provinciale di Napoli a presidio della legalità e contro traffici illeciti di droga. Prendendo spunto da un servizio di osservazione e controllo nei confronti dei due fratelli, i cui orari insoliti di uscita e di rientro a casa non apparivano giustificati da alcuna attività lavorativa, i militari hanno iniziato un pedinamento che si è concluso nelle campagne di Teano, dove, all’interno di un casale abbandonato è stata trovata la marijuana, già essiccata e pronta per essere immessa sul mercato dello spaccio. Le operazioni di polizia, estese alle rispettive abitazioni a Giugliano, hanno portato alla scoperta di altra droga, due pistole, un fucile ed oltre 250 proiettili.

I responsabili, accusati per i reati di produzione e spaccio di droga e di detenzione abusiva d’armi da fuoco, sono stati portati nel carcere di Santa Maria Capua Vetere. La commercializzazione dello stupefacente sequestrato, al netto degli scarti di lavorazione, avrebbe consentito la preparazione di oltre 40mila dosi, per un valore non inferiore ai 400mila euro. Per l’Alto Casertano si tratta probabilmente del più grande sequestro di droga mai effettuato e, secondo le indiscrezioni provenienti dagli ambienti investigativi che hanno portato all’operazione, le indagini stanno continuando a ritmo serrato. Un quantitativo simile di droga, anche se prodotta e confezionata al di fuori della classica area della criminalità organizzata partenopea e casertana, difficilmente potrebbe essere messo in circolazione senza il permesso di chi gestisce quel mercato illegale. D’altro canto è impensabile che i due fratelli di Giugliano in Campania avessero intenzione di piazzare oltre 40mila dosi di Marijuana sul mercato locale di Teano e dintorni, che è quasi praticamente sprovvisto di piazze di spaccio organizzate per smerciare tale quantita di droga. Il fatto poi che i due coltivatori non siano dei giovani sprovveduti, e che nelle loro abitazioni siano state trovate armi, fa capire quanto improbabile sia un loro approccio disorganizzato. Coltivare quella pianta richiede infatti una buona preparazione in materia, fatto che potrebbe anche essere superato per avventori che possano provare con un singolo esemplare, ma che richiede invece organizzazione e parsimonia per chi volesse farne crescere centinaia. Altro fattore su cui si starebbero interrogando gli inquirenti è quello che riguarda la scelta di Teano come base per la produzione della marijuana, la successiva essiccazione ed, infine, ultimo tassello del puzzle della preparazione alla vendita, il confezionamento. Dopo queste fasi dovrebbe avvenire il trasporto verso l’area di mercato e poi, dopo tutto questo, la vendita agli spacciatori che infine consegnano la merce ai consumatori. Insomma 40mila dosi di marjuana non sono certamente un tentativo di improvvisazione, ma sembrano appartenere ad una filiera ben congeniata. Come mai due persone dell’area partenopea scelgono Teano per alcune delle fasi più delicate di questa lavorazione? Una delle ipotesi più accreditate sembrerebbe quella del volere sfruttare la relativa tranquillità della zona, e i conseguenti pochi controlli sull’area, per lavorare in piena tranquillità, con lo scopo finale di portare gran parte del prodotto finito nel mercato di riferimento. Un plauso quindi agli uomini della Guardia di Finanza che hanno portato a termine, con professionalità e dedizione, la delicata operazione.

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Thomas Scalera

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