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L’Europa obbedisce agli U.S.A. e riconosce Guaidò presidente (fantoccio) del Venezuela. L’Italia temporeggia (a chiacchiere)

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Intanto Maduro invia una lettera d'aiuto al Papa

Mentre L’Europa, con a capo la Francia, la Gran Bretagna e la Spagna, ha subito riconosciuto l’illegittima auto proclamazione a “presidente” del Venezuela di Guaidò, l’Italia sembra tentennare nell’accodarsi e “obbedire” ai dettami statunitensi. In una nota il Capo dello Stato Mattarella ha specificato che ci vuole cautela e che bisogna evitare assolutamente una guerra civile interna, dovuta anche alle ingerenze esterne. Intanto Maduro, in linea con la Costituzione Bolivariana del Venezuela, affida una richiesta d’aiuto epistolare al Papa. La possibilità di uno scontro fratricida si fa sempre più concreto, anche se le diplomazie di mezzo mondo si stanno muovendo per la “pace” (e per non perdere posizioni speculative di vantaggio nei confronti del petrolio venezuelano).

Di seguito un estratto del comunicato dell’Ansa del 4 febbraio 2019:

“Dal lato M5s a parlare è Alessandro Di Battista. “Ci vuole coraggio – dice – a mantenere una posizione neutrale in questo momento, lo so.L’Italia non è abituata a farlo. Ci siamo sempre accodati in modo vile agli “esportatori di democrazia. L’Europa dovrebbe smetterla una volta per tutte di obbedire agli ordini statunitensi”.

Ma a parlare è anche il capo dello Stato. “Non ci può essere incertezza nè esitazione nella scelta tra la volontà popolare e la richiesta di autentica democrazia da un lato e dall’altro la violenza della forza“, dice il presidente della Repubblica Sergio Mattarella chiedendo senso di responsabilità e chiarezza in Italia per il Venezuela su una linea condivisa con gli alleati e i partner europei.

Intanto Maduro spiega di aver scritto al Papa.  “Ho inviato una lettera a papa Francesco- ha detto in una intervista a Sky TG24 – spero che sia in viaggio o che sia arrivata a Roma, al Vaticano, dicendo che io sono al servizio della causa di Cristo. E con questo spirito gli ho chiesto aiuto, in un processo di facilitazione e di rafforzamento del dialogo, come direzione. Io chiedo al Papa che produca il suo miglior sforzo, la sua volontà per aiutarci nella strada del dialogo. Speriamo di ricevere una risposta positiva”. Rispondendo ai giornalisti ad Abu Dhabi durante la visita di papa Francesco, il cardinale segretario di Stato Pietro Parolin ha confermato che Nicolas Maduro ha scritto una lettera al Pontefice. Per il primo collaboratore del Papa, che non ha voluto fare ulteriori commenti, essa “rilancia il dialogo” in Venezuela.

Ad aver ricosciuto Guiadò nel giorno in cui scade l’ultimatum a Maduro sono Francia, Germania, Gran Bretagna, Austria e Olanda. Secondo quanto riferito dalla Spagna non c’è comunque un testo dell’Ue in quanto alcuni Paesi sono contrari. Ira della Russia.”

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