• Ven. Ott 22nd, 2021

Sessa Aurunca/Cellole. Questione furti: tra i due litiganti, il popolo paga

SESSA AURUNCA/CELLOLE. Nel secolo “veloce” dell’informazione,

una notizia può essere cucita su misura per ogni evenienza. 

Come la classica medaglia al petto da indossare durante le manifestazioni nazional-popolari; solo che ogni notizia però, nasconde una verità. Ma alla politica questo non interessa, perchè una verità, fa sempre comodo al popolo, mentre la notizia può camminare mille passi per rompere il dialogo pubblico e, dunque, dividere.

La zona nord di Sessa Aurunca, quella compresa tra le frazioni di Lauro, San Castrese, Casamare ecc, da anni ormai viene vessata da numerosi furti. Questo è stato uno dei motivi, forse il “motivo”, dell’exploit inaspettato della Lega alle scorse votazioni del 4 marzo. I dati di quei giorni, infatti, mostrarono chiaramente l’influenza della “paura” dei furti che consegnarono numerosi voti al partito di Matteo Salvini proprio in queste zone di confine. Sono ancora vive le testimonianza raccolte da emittenti locali che documentavano in modo inequivocabile l’emergenza furti in determinate zone del territorio aurunco. Qualche mese fa, si arrivò addirittura ad uno scontro a fuoco tra malviventi (che spararono con una scacciacani) e una pattuglia della Polizia in località Monte Ofelio, in pieno centro. 

Una situazione non facile, dunque, ma che si ostina ad essere trascinata senza mai trovare una soluzione. Qualcuno a tal proposito potrebbe obiettare portando avanti quell’antica tradizione che nei giorni nostri sta macinando voti su voti, ossia “farsi giustizia da soli”. E in molti ci hanno provato, armandosi di fucili e mazze, organizzando anche numerose ronde, alimentando ancora di più quel clima di insicurezza e di paura che è l’habitat perfetto dell’azione persuasiva della politica e dei politicanti.

Il dibattito “social” di questi giorni è tornato di nuovo ad essere infuocato, dopo i numerosi furti dei giorni scorsi avvenuti sempre nella zona nord di Sessa Aurunca. Ad alzare il polverone ci ha pensato il consigliere di opposizione del gruppo di Generazione Aurunca, Alberto Verrengia, che dal pulpito della pagina sua e del medesimo gruppo ha lanciato una serie di accuse al primo cittadino Silvio Sasso reo di essere “immobile” sulla questione sicurezza. A sua volta, Sasso, ha accusato Verrengia di populismo e di alimentare un’informazione malsana.

Il “tira e molla” è una prerogativa della politica: e questo lo abbiamo già detto. Ma in questi casi, dietro le notizie ci sono migliaia di cittadini che ogni sera rincasano e ormai non si sentono più al sicuro. Uno Stato deve essere, in modo incontrovertibile un “padre”, nel senso che deve adottare tutte le misure possibili per cercare di proteggere la “prole”. 

Come un fulmine a ciel sereno, in questi giorni, è apparsa una notizia che ha spiazzato tutti, mostrando ancora di più quella che è la pochezza del discorso politico tra Sessa Aurunca e Cellole: ma veniamo ai fatti.

La portavoce del Movimento 5 Stelle della Camera dei Deputati, Margherita Del Sesto, ha annunciato un mega finanziamento pari a 3,65 milioni di euro (quasi otto miliardi del vecchio conio, come direbbe qualcuno) per servizi di videosorveglianza per diciotto comuni della provincia di Caserta. L’iniziativa, ricade all’interno del Decreto Sicurezza, voluto appunto dal Governo giallo-verde. I Comuni che volevano aderire, dovevano stipulare “un patto per l’attuazione della Sicurezza Urbana” insieme alla Prefettura. Quest’ultima quindi, doveva effettuare alcune valutazioni su parametri specifici, attribuendo anche un’incidenza criminale. Il Prefetto, quindi,  ha verificato  il livello di progettazione degli impianti presentato dai comuni; e dulcis in fundo Sessa Aurunca e Cellole non hanno firmato nessun patto e quindi clamorosamente sono stati esclusi dai fondi.

Questa notizia è abbastanza scandalosa, se si pensa all’enorme mole di parole, a questo punto inutili, che ogni giorni invadono i social e che servono solo ad un’opposizione sterile per cercare di ricucire consensi.

Quello che più è incredibile è l’atteggiamento nei confronti di un atto che proprio a Sessa Aurunca e Cellole avrebbe potuto dare una mano in questo clima così di emergenza.

Un’opposizione che non propone è come una maggioranza immobile: due facce di una stessa medaglia. A onor del vero, Verrengia ha provato a creare un “tavolo”. Ma tutte le iniziative paiono superflue visto la grande opportunità che è sfuggita di mano un pò a tutti, rimanendo segreta.

Vari comuni limitrofi hanno aderito ottenendo il maggior punteggio nella graduatoria degli interventi ammissibili. Ci sono Roccamonfina, Francolise e Falciano del Massico tra i paesi vicini che usufruiranno dei servizi di videosorveglianza. 

Così, mentre, ci sono amministrazioni vive e pulsanti, Sessa Aurunca e Cellole stanno ancora litigando, per accaparrarsi “like” che la speranza poi, dovrà trasformare in voto: ma senza proposte concrete, dove andrà a finire la questione?

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Thomas Scalera

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