• Dom. Ott 2nd, 2022

Brucia la Siberia, brucia la vita!

DiThomas Scalera

Ago 6, 2019

Feroci, devastanti e senza controllo sono gli incendi che stanno divorando la Siberia da più di due settimane. Oltre 4,3milioni di ettari di vegetazione inceneriti e milioni di animali carbonizzati. È un bilancio disastroso che mette in agitazione Greenpeace Russia e scuote gli animi dei più sensibili. Un fenomeno senza precedenti che, forse, poteva essere evitato se solo si fosse intervenuti in tempo. Gli incendi stanno distruggendo tutta la Grande Foresta del nord nella regione di Krasnoyarsk.

Struggenti e commoventi le immagini che da giorni fanno il giro del web. Le foto dei cadaveri di animali bruciati vivi che, non sono riusciti a sfuggire alla furia delle fiamme, sono scioccanti. Nei loro occhi è ancora visibile tutta la sofferenza provata. Quelli scampati al fuoco si stanno invece avvicinando alle abitazioni cercando cibo e riparo dagli abitanti del posto. Magri, stanchi e intossicati vagano senza meta, disorientati e spaventati. Orsi, volpi e altre specie di animali selvatici sono in serio pericolo. La vegetazione è incenerita, soffocata e priva di colori. Un intenso grigio ricopre tutta la superficie e alberi carbonizzati tendono ancora i rami al cielo prima di cadere al suolo. Non c’è più vita. Non si sta salvando nulla. Il fumo sta raggiungendo il nord America producendo più di 160milioni di tonnellate di anidride carbonica. Dati sconvolgenti che allarmano le associazioni ambientaliste che da giorni insorgono sul web: “Non è Notre-Dame, non fa scalpore eppure brucia la vita” scrive qualcuno. Si accusano il silenzio e l’indifferenza di tanti che neanche sanno di quanto sta accadendo.

Le fotografie della devastazione fanno il giro del mondo, toccano gli animi e generano scalpore. Non si sta facendo abbastanza e non si è fatto nulla per fermare una tragedia che si poteva evitare, si poteva fermare. Una corsa contro il tempo mentre il fuoco continua a mietere vittime innocenti. Si teme per la salute dell’Artico dove potrebbero arrivare delle particelle nere che si depositerebbero sui ghiacci. I grandi incendi che stanno divorando la Siberia potrebbero avere grandi e gravi conseguenze anche sul nostro clima. Il problema più grande in Russia è che spesso le fiamme divampano nella “zona di controllo” ovvero dove gli incendi non possono essere estinti per legge e a farne le spese è tutto l’ecosistema.

La maggior parte dei disastri ambientali avvengono per mano dell’uomo che resta il più grande pericolo per la natura. Non è rimasto nulla, non resterà nulla. Resterà solo il forte odore del fumo e una foresta carbonizzata. Resterà il ricordo del rumore dei rami che bruciano avvolti dalle fiamme e la sofferenza di tutti quegli esseri viventi che hanno cercato invano un riparo prima di essere arsi. Resterà il ricordo di giornate cariche di ansia e paura. Poi tutto sarà dimenticato, fino alla prossima tragedia che forse verrà poi paragonata a questa. In questi giorni è toccato alla Siberia, ma a quante catastrofi dovremo ancora assistere prima di capire che il pianeta Terra è la nostra casa e non ne abbiamo un’altra dove traslocare? Il mondo si indigna ma la sola indignazione non salverà nessuno. Tanti invece restano in silenzio proprio ora che il silenzio non servirà a nulla.

Documento senza titolo

Sostieni V-news.it

Caro lettore, la redazione di V-news.it lavora per fornire notizie precise e affidabili in un momento lavorativo difficile messo ancor più a dura prova dall’emergenza pandemica.
Se apprezzi il nostro lavoro, che è da sempre per te gratuito, ti chiediamo un piccolo contributo per supportarci. Vorremmo che il vero “sponsor” fossi tu che ci segui e ci apprezzi per quello che facciamo e che sicuramente capisci quanto sia complicato lavorare senza il sostegno economico che possono vantare altre realtà. Sicuri di un tuo piccolo contributo che per noi vuol dire tantissimo sotto tutti i punti di vista, ti ringraziamo dal profondo del cuore.

Thomas Scalera

Il Guru