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Caserta. Inchiesta Fanpage, Cerchia (LeU): “Sma Campania da eccellenza a declino per responsabilità politiche vertici regionali”

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CASERTA. “Con le amministrazioni Caldoro e De Luca si è riusciti nell’intento di smantellare la SMA Campania“.

Lo afferma Giovanni Cerchia, docente universitario e candidato alla Camera dei Deputati per Liberi e Uguali nel listino plurinominale circoscrizione di Caserta.

“La società, oggi completamente pubblica, si era imposta come un modello d’efficienza nella tutela del patrimonio boschivo e nel contrasto agli incendi mentre ora si va caratterizzando come esempio per l’enorme spreco di risorse pubbliche. Le recenti inchieste giornalistiche ne rivelano, inoltre, l’attuale ed esplicita colonizzazione da parte di settori importanti del centrodestra, nella distrazione quanto meno colposa del presidente della Giunta regionale campana (forse troppo impegnato a promuovere il comitato elettorale di famiglia)”.

“Degli eventuali reati si occupa la magistratura – continua Cerchia – anzi, abbiamo pagato un prezzo fin troppo alto alla confusione dei ruoli e delle funzioni, imbastendo processi nelle sedi politiche e, talvolta, affidando alla giustizia la soluzione di questioni assolutamente improprie. Fatta la tara, la politica ha tuttavia il dovere di esprimere un giudizio sui nodi che la riguardano, pena la propria corresponsabilità. E le obiezioni che avanzo non hanno nulla a che fare con il codice penale, quanto piuttosto con la devastante disinvoltura con la quale i vertici regionali hanno consentito il disastro, distruggendo un’importante esperienza come quella della SMA, affidandola a una governance inadeguata (per usare un eufemismo) ed esponendola al pubblico ludibrio di questi giorni. Il tutto sulla pelle dei lavoratori della stessa azienda che rischiano di pagare il conto per il banchetto di altri. Chi sono i responsabili politici delle scelte amministrative e dei mancati controlli che hanno prodotto questa situazione? Questo è il tema: le incompetenze, gli errori, le distrazioni; forse le connivenze, ma non tocca certo al sottoscritto stabilirlo”.

“Vuoi vedere – conclude l’esponente Leu – che alla fine, come qualcuno pure inizia a rimasticare, la colpa sarebbe dei giornalisti che hanno scoperchiato il calderone del malaffare? Altro che agenti provocatori: se qualcuno venisse a propormi una tangente, si ritroverebbe con una denuncia alla Procura della Repubblica. Come ha commentato Grasso, «la moralità ce l’hai o non ce l’hai», tertium non datur. Come cittadino, auspico che il giornalismo d’inchiesta venga sostenuto e difeso, anche per il coraggio civile e professionale dimostrato, in questo, come in altri casi”.

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