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Perché si dice “parlare a vanvera”?

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Parlare a vanvera“è un’espressione molto diffusa nel linguaggio comune, tante quante sono le sue probabili origini. La troviamo per la prima volta in un testo di Benedetto Varchi, storico fiorentino vissuto nella metà del 500, con il significato di dire cose insensate e prive di fondamento.

Secondo alcuni studiosi di etimologia, “vanvera” sarebbe una parola onomatopeica che riproduce il suono di chi parla a vuoto, dicendo frasi senza senso, come se balbettasse.

Nella lingua spagnola troviamo un’espressione molto simile, il “gioco della bambara”, con lo stesso significato oltre che con una evidente similitudine linguistica.

Come accade spesso, nella ricerca delle origini di questo modo di dire subentra anche la fantasia e in questo caso la protagonista è una bambina
di origine olandese di nome Vera Van, creatura della penna della scrittrice Bianca Pitzorno. Nel suo libro racconta la vita di questa bambina che a scuola era conosciuta con il nome di Van Vera, così come la maestra la chiamava e come la fanciulla amava essere appellata.

Diventata donna, Vera trovò il lavoro dei suoi sogni e divenne uditrice giudiziaria: ascoltava i problemi e le lamenteli di chi si rivolgeva a lei, pensava che ascoltare gli altri fosse la cosa che le riusciva meglio.

Ebbe infatti un discreto successo nel lavoro e tanti nipoti che la adoravano. Diventata vecchia, Vera fu affetta da sordità e purtroppo non potette più svolgere il lavoro che tanto amava. I suoi nipoti, allora, per aiutarla a non deprimere si recavano da lei raccontandole storie assurde e insensate. Anche se lei non poteva più sentirle, si illudeva di poterlo fare e si tranquillizzava.

Da quei discorsi strampalati nacque, secondo questo racconto, l’espressione “parlare a Van Vera“.

La più fantasiosa delle origini di questa espressione è collegata ad uno strumento utilizzato dai nobili veneziani ai tempi della Serenissima; una sorta di guaina che, aderendo perfettamente ai glutei di chi la indossava, oltre ad essere ben mascherato sotto le ampie vesti, permetteva alle dame di poter emettere flautolenze in assoluta libertà, anche in pubblico e senza conseguenze uditive ed olfattive che potevano causare imbarazzo.

Il parlare a vanvera è anche sinonimo infatti di “parlare all’aria“….

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