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Caserta. “Le Dame del Regno”, Teresa Sparaco: “Quando canto punto il cuore”

DiThomas Scalera

Dic 30, 2016
Teresa Sparaco

CASERTA. Il ritorno delle Dame del Regno, in un luogo dove si è fatta la nostra epoca storica, porta sempre dentro i nostri cuori un sentimento di assoluta magnificenza La magia della storia suscita sempre una realizzazione estrema di ciò che l’emozione ci lascia, sempre, in luoghi come la Cappella Platina, tutto questo aspira sempre a reintegrare con felicità ciò che noi sentiamo, ascoltiamo e conosciamo, ma soprattutto a percepire sensibilità e pensiero, cuore e cervello in una ristabilita armonia. L’incontro con il mito della canzone lirica casertana, il Soprano Teresa Sparaco, e le Dame del Regno porta sempre quella purezza magica agli spettatori, attraverso il quale potremo sempre capire la magica realtà visibile. La Reggia di Caserta ha aperto le braccia ad un mondo artistico dove il divino assoluto della musica lirica ha trasformato la materialità dei giorni nostri in una dolce immagine ideale. I concerti delle Dame del Regno sono sempre manifestazioni di dolce affetto. I loro spettacoli si riflettono sempre con grande maestria esaltando la magnifica esperienza personale. Ancor più quando, come in questi casi, l’arte lirica tocca la Reggia di Caserta, un luogo affascinante, colmo di storia e tradizioni. È una gioia immensa ascoltare la musica del Soprano Teresa Sparaco e una grande felicità essere trasportati dal sentimentalismo delle Dame del Regno. Il miglior modo per ringraziare gli spettatori rimane sempre un concerto, il messaggio di ogni concerto nostro deve sempre indicare l’essenza di vita, il tutto deve rispecchiare la cornice magica delle fantastiche attese. Ogni spettatore che assiste agli spettacoli della Sparaco entra con il cuore nella profondità divina. Quando accade tutto questo, riferisce la Sparaco ho raggiunto il mio scopo, ma soprattutto lo spettatore sta capendo l’importanza della musica lirica. Tanta la gente che ha assistito allo spettacolo. Prima del concerto c’è stata una sfilata di abiti d’epoca del periodo borbonico creando un grazioso suggestivo ritorno verso l’epoca dei Borboni. La carriera della Sparaco raggiunge altissimi livelli, l’inizio verso la lirica spinge il suo ego verso la consacrazione con l’opera, ma la sua anima è sempre legata a quella dolce sinfonia che le permette di esibire il suo alto grado di astrazione artistica, fonte primaria della suo studio musicale. La sua anima è lirica, non ne fa mistero il Soprano Sparaco. L’amore che nutre per l’opera ha le sue radici nella sua giovinezza. Il suo cuore la sua mente riconoscono, in pochi attimi, tutte le voci dei grandi tenori dell’epoca. “L’ Ambasciatrice della Lirica Casertana” viene considerata una sorta di marziano, perché i suoi coetanei ascoltavano i cantautori in voga, mentre lei si emozionava ascoltando solo opere quali “La Bohème”, “Tosca”, “Andrea Chénier”. Ricordiamo che le Dame del Regno sono composte così: Oltre alla Sparaco, si è esibita il Soprano Maestro Clara Vitale. L’Ensemble. tutto al femminile di musiciste professioniste, è formato poi da: Cecilia D’Iorio violino primo, Fiammetta Drammatico violino, Ludovica Ambroselli violino, Marilena De Martino viola, Monia Massa violoncello, Arianna Onorato flauto, Adriana Mendella clarinetto, Cira Romano arpa, Anna Zenari pianoforte e Martina Nappi flauto e direzione d’orchestra, Teresa Sparaco soprano lirico internazionale. La produzione è Notalirica®Management, fotografo ufficiale del concerto Alina Shots, i costumi sono curati dalla “NotaLirica Muse” di Angela Tartaro e Carolina Raucci Oggi per me la Reggia stessa è un capolavoro: la mia speranza afferma il Soprano Sparaco è che la bellezza della musica si fonda con la bellezza della cornice architettonica, esprimendo un’alchimia speciale. Il mio desiderio è comunicare, attraverso il canto, emozioni positive, condividendo la gioia e la bellezza della musica. Di fronte alle tragedie, quando la vita si propone in modo così drammaticamente contraddittorio, è lacerante ma necessario ammettere come la mente di ogni essere vivente non sia fatta per comprendere la logica di Dio. Ma Lui – come disse un sacerdote – Don Peppino Diana – Dio ha l’eternità per farsi perdonare, e lo spazio terreno (e qualunque dolore ne segni il tragitto), è drasticamente ridimensionato, se rapportato alla vita perpetua. Da parte mia, oltre a testimoniare quotidianamente il dono della fede, senza la quale l’esistenza sarebbe una tragedia annunciata, cercherò con l’animo, con la mia musica di condividere quei capolavori in grado di offrire un caloroso momento di eterna gioia, di sana esaltazione, di consolazione, ma soprattutto di puro ottimismo.

Giacinto Di Patre

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Thomas Scalera

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