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Caserta. Nadia Verdile, una donna che unisce l’anima con la passione

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CASERTA. Siamo donne, oltre le gambe c’è di più’. Così recitava una famosa canzone e lo sa bene anche Nadia Verdile, docente, giornalista, storica, scrittrice, attivista, esperta in tematiche di genere da sempre in prima linea per lo sviluppo della legalità nel quotidiano. La professoressa Nadia Verdile presenterà venerdì 17 Marzo presso la Biblioteca del seminario di Caserta, a partire dalle 17.30 la collana di libri “Le Italiane.” Quattro saranno i libri che saranno presentati: “Gianna Manzini” di Nadia Verdile; “Maria Eletta Martini” di Rosa Russo Jervolino;”Lina Merlin” di Laura Cesarano Joaukim; “Sara Simeoni” di Sarina Biraghi. A moderare l’incontro di venerdì ci sarà Lidia Luberto (collaboratrice “de il Mattino”), mentre a dialogare con la platea ci sarà Lorenzo Calò caporedattore (“de il Mattino”). Durante il dibattito ci saranno delle letture di alcuni passi tratti dai libri, ad opera di Dafne Rapuano, e Francesco Maienza, entrambi del Teatro Stabile di Innovazione della città di Caserta- Fabbrica Wojtyla. Un dibattito all’insegna della cultura, della lettura, dello sport, e della politica. La professoressa Verdile la ricordiamo da sempre per la sua grande battaglia condotta per la rinascita di Carditello. Tra i suoi tanti scritti, volumi e saggi vogliamo fissare la nostra significativa attenzione su un libro importante: “La reggia di Carditello. Fasti e feste, furti ed aste, angeli e redenzioni” la cui pubblicazione ha segnato l’inizio delle manifestazioni che hanno permesso la riapertura al pubblico del monumento. Nadia Verdile esempio di vita ha tracciato la storia della Reggia con la chiarezza e la totale fluidità immanenti l’insegnamento, curando con tutti i dettagli ogni particolare, ricostruendo in modo tangibile e rigoroso, da perfetta cronista, le numerose vicende storiche del luogo. In ogni suo scritto notiamo con decisione l’amore meraviglioso di Nadia Verdile verso la Reggia e la sua Terra. Carditello riemerge dallo spaventoso sciatto oblio e rappresenta per la nostra martoriata provincia il riscatto da uno storico abbandono di uno Stato mediocre che ha sempre vietato la restituzione al giusto fasto di un sito testimone di tante pagine di Storia passata e recente. Oggi Nadia Verdile rappresenta un grandioso esempio da tutelare per la collettività, il suo impegno sia preso come arma vincente nella lotta contro la corruzione sociale che ritiene gli uomini violenti ed intoccabili. Le donne che lottano per la libertà dei valori umani nella nostra società ci sono, ma spesso sono invisibili. Queste donne coraggiose, generose e intelligenti non devono essere lasciate sole. Lo Stato deve esserci, per dare fiducia alla parte bella, civile, appassionata del Sud d’Italia che oggi combatte. È dalla stretta azione tra donne del territorio, della società civile e dello Stato che si potrà vincere questa dura battaglia. Proprio la costanza ed il rigore manifestato dalla professoressa Verdile nel tenere desta l’attenzione al sito, ha risvegliato reazioni violente da chi desidera restare all’oscuro in quelle aride pianure. Le minacce avrebbero dovuto fermare la battaglia di Nadia che, armata della sua penna, ha sottolineato, ma soprattutto divulgato l’ interesse sul disprezzato sito. Il coraggioso presidio di questo luogo simbolo della pigrizia, dell’accidiosa inedia ed indifferenza verso il patrimonio culturale ed artistico della nostra nazione, ha trovato nell’ex Ministro dei Beni Culturali, Massimo Bray, un valido aiuto e nella cittadinanza sana locale la sinergia necessaria a riaccendere la dolce passione verso questo mirabile esempio di architettura, divenuto simbolo di un meraviglioso riscatto di una Terra pesantemente abusata da inquinamento e malaffare.

“Carditello è collocata tra due discariche di Stato e tante discariche abusive. E’ una terra in cui qualcuno vuole che lo Stato non ci sia. Quindi Massimo Bray ha rappresentato una fantastica speranza per questo territorio che oggi si avvia verso una strepitosa rinascita. E’ stato quello che ha dato la possibilità di credere in un riscatto. Non è una terra cattiva, è una terra che ha bisogno di credere che ci sia una possibilità di rinascere” “Nella nostra provincia per trent’anni assistiamo al suicidio dello Stato. La camorra prolifera dove lo Stato non c’è, lo Stato purtroppo manca e la Camorra detta legge”. Il nostro tempo è limitato, per cui non lo dobbiamo sprecare vivendo la vita di qualcun altro. Non facciamoci intrappolare dai dogmi, chi vuol vivere segui i risultati del pensiero di altre persone. Non lasciamo che il rumore delle opinioni altrui offuschi la nostra voce interiore. E, cosa più importante di tutte, dobbiamo avere il coraggio di seguire il nostro cuore e la nostra intuizione. In qualche modo, tutta la nostra società saprà che cosa vogliamo realmente diventare. Tutto il resto afferma la Verdile è secondario. Oggi tutti noi dobbiamo sognare la sconfitta della corruzione. La rete è possibile, basta avere determinazione tempi e interessi dovranno convergere. Crediamo, invece, che sia indispensabile che ciascuno faccia la propria parte, che ciascuno dia il proprio contributo, partendo dalla presa di coscienza che fare il proprio dovere cambia il mondo. Se solo facessimo tutte e tutti il nostro dovere non ci sarebbe spazio per il malaffare, la criminalità e la pusillanimità. Non dimentichiamo che la malavita è una schifezza che esiste perché trova porte aperte per entrare. Ogni giorno lasciamo, da qualche parte, uno spiraglio aperto, talvolta un portone. La criminalità è solo il rovescio della nostra medaglia.. La camorra non è affatto invincibile; è un fatto umano e come tutti i fatti umani ha un inizio e avrà anche una fine. Piuttosto, bisogna rendersi conto che è un fenomeno terribilmente serio e molto grave; e che si può vincere non pretendendo l’eroismo da inermi cittadini, ma impegnando in questa battaglia tutte le forze migliori delle istituzioni.”

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