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Christian Giroso si racconta: da O’ Cardillo nella serie “Gomorra” ad Antonio Cappuccio ne “L’amica geniale”

L’attore Christian Giroso si racconta su V-news.it: l’intervista

Christian Giroso, classe 88, è un attore nato e cresciuto nei laboratori teatrali delle periferie di Napoli. Si è formato attraverso un grande studio dei classici teatrali, affrontando il palco come una sfida. Spettacolo dopo spettacolo, autore dopo autore.

Ha fatto parte del Progetto Arrevuoto e ha vinto una borsa di studio come attore nell’ambito del progetto Punta Corsara. Dopo aver vinto il Premio Ubu, arriva ad interpretare prima O’ Cardillo nella serie “Gomorra e poi Antonio Cappuccio ne “L’amica geniale”.

Questa sua passione per la recitazione lo porterà molto lontano anche se è un volto nuovo del cinema italiano, non ci sorprenderebbe vederlo approdare del cinema mondiale.

I suoi ultimi personaggi che hanno riscosso molto successo sopratutto fra i giovani sono stati: Carminiell O’ Cardillo e Antonio Cappuccio ed è proprio su questi che verte la nostra intervista.

Ciao Christian, piacere di conoscerti.  Grazie per questa intervista nonostante il duro periodo che stiamo attraversando. Vorrei iniziare con qualche curiosità: com’è nata la tua passione per il mondo del cinema e della recitazione?

Piacere mio e spero che al più presto questa situazione surreale, quasi da film, finisca al più presto dando ognuno di noi il nostro contributo con donazioni, volontariato ma soprattutto restando a casa!

Anche se il grande pubblico mi conosce per il lavoro svolto nelle serie di successo “Gomorra” e “L’Amica geniale”, la mia prima passione è ed è stata inizialmente il teatro. Passione nata in “casa”, grazie a mio padre e mia padre, i quali hanno una compagnia teatrale amatoriale da 30 anni  che si chiama “o raggio e sole”. Grazie a loro che, per ripetere le battute delle commedie che mettevano in scena, guardavano tutti i giorni la commedia di turno in vhs, partendo da Eduardo Scarpetta, Eduardo e Peppino De Filippo e finendo a Viviani, mi sono appassionato al teatro! Nella mia infanzia/adolescenza ho guardato più commedie che cartoni animati! All’età’ di 15 anni ho partecipato ad un progetto teatrale, tutt’ora ancora esistente di cui ne faccio parte come guida registica che si chiama “Arrevuoto” sotto la direzione di Marco Martinelli per i primi tre anni ed ora di Maurizio Braucci! Dopo i tre anni di “Arrevuoto” mi formo come attore nel prima progetto e poi compagnia “punta corsara” con la direzione artistica di Emanuele Valenti, studiando con i più grandi maestri del teatro italiano! Gomorra arriva per caso a 25 anni, dove accompagno dei ragazzi del laboratorio, sotto la mia guida, per fare il provino e viene chiesto anche a me di farlo… e da lì sono stato scelto! Non avevo mai preso in considerazione il cinema, mondo che mi ha sempre affascinato ed ora ne sono completamente innamorato.

Com’è stato ritornare indietro nel tempo nella Napoli degli anni 60 nella serie “L’Amica Geniale”?

Vedere un set, con auto, carretti con cavalli, giornali, palazzi, interni case dell’epoca è stato fantastico! Cose che avevi sentito da genitori o nonni  e visto solo attraverso foto. Un piacevole tuffo nel passato, reso possibile solo grazie al grande lavoro che è stato fatto dagli scenografi attenti ad ogni minimo dettaglio!

Qual è stata la prima scena che hai girato nella serie? E quella che ha avuto più difficoltà?

La prima scena che ho girato è stata la riunione nel calzaturificio di Lila! La scena più complicata è stata quella del “ceppo di Sant’Antonio”, la scena delle mani che mi parlano! La scena è girata in piano sequenza e finiva con me. Prima di arrivare a me però è stato complicatissimo mantenere la concentrazione, perché faceva freddissimo, era notte fonda, centinaia di comparse… ed ogni qual volta che si sbagliava anche una minima cosa si doveva fare tutto da capo! E’ stata una delle notti più lunghe della mia vita, spero ne sia valsa la pena!

Cosa ti piace del personaggio che hai interpretato ultimamente  Antonio Cappuccio? Trovi somiglianze con il tuo carattere?

Antonio Cappuccio è un personaggio che fa parte degli “ultimi”: orfano di padre, madre schizzofrenica, famiglia più povera del rione, un ragazzo che si trova ad essere cresciuto senza volerlo lavorando da quando ha 14 anni come meccanico.mi è piaciuto dare voce e faccia ad uno dei personaggi più fragili della saga che fa scelte sbagliate, come si vedrà nel sesto episodio, solo per necessità!” Usa” i Solara come ultima spiaggia, perché avendo disturbi mentali,nessuno gli avrebbe dato un lavoro e lui,insieme ad Ada poi, deve portare la famiglia avanti, se non porta il piatto a tavola non si mangia! Ogni attore per interpretare un personaggio parte da qualcosa di suo, io sono l’esatto opposto di Antonio, l’unica cosa che può somigliargli è la dolcezza che ho voluto dare al personaggio!

Da Gomorra all’Amica Geniale quali sono le differenze?

Le due serie sono differenti per tanti motivi, ma c’è una cosa che le accomuna: “la violenza”, mentre in Gomorra c’è una “violenza per governare il territorio con traffici illeciti”, nell’Amica Geniale vediamo una violenza “domestica” che ancora oggi nonostante gli anni che sono passati si ripetono ancora avvenimenti del genere.

La scena di Gomorra che t è piaciuta di più girare dalla 1 alla 3 serie?

La scena più bella e più complicata che ho girato è stato l’agguato sotto la galleria di Conte nella prima stagione episodio 12, scena spettacolare ed estremamente difficile da girare, ricordo ancora le truccatrici che mi tolgono le schegge di vetro dalla faccia con la pinzetta per le sopracciglia!

Saluta tutte le persone che ti seguono, i tuoi fan

Ciao a tutti e vi saluto con poche e semplici parole in un momento così delicato. Restate a casa. Evitate gli assemblamenti. Tutto questo finirà quanto prima solo rispettando le regole che ci vngono dettate. Uniti ce la faremo.

Alcune foto:

Foto a cura di Eduardo Castaldo
Foto a cura di Emanuela Scarpa
Foto a cura di Marina Dammacco
Documento senza titolo

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