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Di nuovo paura a Parigi

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Ancora paura a Parigi. Il panico è esploso nella serata di ieri, venerdì 1 settembre, in seguito a ben due allarmi distinti.

In ordine cronologico il primo allarme è scattato nei pressi della stazione degli Eurostar, alla Gare du nord, per un pacco sospetto. I treni sono stati bloccati ma senza comunicare il motivo, se non dopo un paio d’ore, ad allarme rientrato in seguito a puntuali verifiche. Il secondo invece è accaduto in uno dei monumenti simboli di Parigi e della Francia: la Tour Eiffel. Un uomo, di cui non si sono ancora accertati eventuali legami con gruppi jihadisti, avrebbe urlato “Allah Akbar”, proprio dall’alto della torre. Dopo la quasi immediata evacuazione dei luoghi, l’uomo è stato prontamente arrestato dalla gendarmeria francese. Alcuni testimoni hanno parlato di un “uomo che si aggirava con fare nervoso e sospetto per i diversi piani”. All’inizio si è parlato anche che fosse armato. Notizia poi smentita senza alcun dubbio. Ritorna la paura , in Francia come altrove, per atteggiamenti che minano il normale svolgimento delle attività giornaliere, siano esse lavorative, ludiche o altro. E, se per i casi specifici alle 22:30 le autorità hanno parlato di “allarmi rientrati”, non possiamo certo dire altrettanto per la condizione di apprensione ed ansia dei vari cittadini del pianeta. La sicurezza, richiesta a gran voce come unico deterrente contro ogni male, spesso induce a perdere la propria sovranità a cittadini ignari di ciò che accade nelle più alte sfere. È legittimo chiedere sicurezza, così come è legittimo, per i popoli del medio oriente, non essere bombardati e maciullati. Il terrore non è esclusiva di nessuna fazione. Si chiami esso “kamikaze”, raid militare o, peggio, missione di pace.

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