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Due autobombe a Bengasi: decine di morti e centinaia di feriti

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Circa 12 ore fa, presso una moschea di Bengasi, sono esplose 2 autobombe. I feriti sarebbero un centinaio, mentre le vittime accertate, al momento, sono 27. Stando alle notizie giunteci dal portavoce delle forze militari cittadine, Tarek Alkharraz, la prima autobomba sarebbe esplosa alle 19:20 ora italiana (le 20:20 ora locale), nei pressi del quartiere di Salmani. E proprio mentre erano accorse il personale medico e alcuni volontari per aiutare i feriti all’evacuazione dei luoghi colpiti, è sopraggiunta la seconda autobomba. Un metodo vigliacco per “ottimizzare” l’atto criminale omicida. Nell’area è scattata subito una vasta operazione di sicurezza da parte della task force governativa per stanare la presunta cellola terroristica che sarebbe dietro al codardo atto. Secondo le prime indagini, seppur al momento non è stato rivendicato ancora nulla da nessuno, tranne la smentita ufficiale dei talebani, sembrerebbe che alle spalle dell’atto ci sia il gruppo miliziano integralista islamico dello Shura Council of Benghazi Revolutionary, che comprende al suo interno più milizie diverse, tra cui spicca la più famosa di esse che è Ansar al-Sharia. I fedeli musulmani coinvolti nell’attentato erano in fila per uscire dalla moschea al termine dei rituali religiosi. La moschea Baiat al Ridwan è situata non lontano dalla zona portuale e presenta più accessi verso di essa. In un primissimo momento si è parlato di 7 morti e poche decine di feriti, purtroppo però, come abbiamo detto, il bilancio è aumentato e non sembra essere destinato a fermarsi. Tra i feriti, stando sempre alle prime fonti, ci sarebbe anche il capo dell’Intelligence libica, Almahdi al Falah. Sembrerebbe morto sul colpo invece un altro membro dei 007 libici, Ahmed Alfaytori, capo del dipartimento delle unità investigative. Ferito anche, seppur non si hanno conferme, il colonnello Belkasim Al Obaidi. La città di bengasi, comìè noto, vive un momento di scontri interni da circa 3 anni. le parti in campo sono gli integralisti islamici che si oppongono alle forze fedeli al generale Haftar, che più volte ha detto di aver distrutto la minaccia “terroristica” in Libia, venendo smentito dai fatti. La destabilizzazione che ha seguito la caduta del leader libico Gheddafi, ha scatenato dal 2011 vari teatri di conflitto armato. Chissà se un giorno gli Stati Uniti e l’Europa impareranno ad avere rispetto degli altri legittimi stati del pianeta.

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