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Il Femminicidio di Noemi Durini

Specchia, il 3 settembre del 2017 ha vissuto lo strazio più aspro e l’amaro più forte al mondo, lo strappo alla vita della sedicenne  Noemi Durini, uccisa brutalmente dal fidanzato Lucio Marzo.

Una morte quella della dolce Noemi che ancora oggi chiede giustizia e verità, malgrado colui che confessò il delitto sia attualmente in carcere.

Dopo la confessione, altre dichiarazioni hanno lasciato senza parole l’Italia intera: quelle del Marzo in  aula “Noemi voleva ammazzare i miei, ho perso la testa” e quelle dei  suoi genitori che ai giornalisti hanno conseguentemente gridato: “Siamo orgogliosi, siamo vivi”.

Dichiarazioni sconcertanti, che fanno riflettere tutti e che, assieme ad altre constatazioni, insinuano numerose possibili e differenti verità sulla sua morte e su altri ipotetici autori- complici.

Condannato a 18 anni e otto mesi per omicidio e occultamento di cadavere il suo assassino, attraverso i suoi racconti, insinuò il dubbio che qualcuno lo avesse aiutato nella bruta criminale impresa. Scattarono infatti indagini in prima battuta per suo padre, Biagio Marzo, sospettato di aver aiutato il figlio a occultare il corpo. Un dubbio attualissimo, quasi scontato soprattutto dopo i vuoti di indagine di cui parla la stessa madre di Noemi.

Dunque un sospetto che lascia tutt’oggi tante domande senza risposta ed una rabbia immensa. Perché Noemi viveva la sua tenera età confidando nei valori, nel rispetto dell’amore e questo le è costato chiaro. Motori questi che spronano sua madre e l’Avv.Claudia Sorrenti a non mollare.

Perché è stata lasciata agonizzante, sepolta ancora in vita sotto un cumulo di pietre? Perché poteva essere trovata prima in una campagna di Castrignano del Capo (Lecce)?

Imma Rizzo la sua mamma non si arrende “Riaprire le indagini, non mi fermerò” anche perché ‘Come ha fatto da solo l’assassino a spostare quei massi così grandi? Mia figlia è stata spostata dal punto in in cui venne colpita a quello in cui è stata sepolta viva’.

Questo è solo uno dei tanti interrogativi che pian piano si spera troveranno risposta perché nessuno ha dimenticato Noemi, né la sua passione per la danza classica.

Un ricordo che la mamma porta nel cuore costante come quando ai nostri microfoni sovviene “ Dall’età di tre anni, fino ai quindici danzava, leggiadra e nel vento, come una piuma o le ali di una farfalla, solo che un giorno, il 3 Settembre del 2017, gliele hanno tagliate,quelle bellissime ali”.

È stata lanciata la petizione per riaprire le indagini dall’associazione Maison Antigone, in prima linea al fianco delle donne e dei bambini che subiscono violenza, che in un post su Fb ha spiegato con queste parole la decisione: “Chiediamo che sulla morte di Noemi Durini non vengano archiviate le indagini perché vogliamo sapere se vi fu un concorso nella sottrazione del suo corpo martoriato. Troppi sono gli indizi che fanno ritenere che qualcuno abbia aiutato Lucio Marzo quel maledetto 3 settembre 2017, affinché il corpo di Noemi non fosse più trovato”. 

Imma Rizzo, da sempre dichiara: “L’assassino non era solo, ci sono una serie di indizi che non sono stati analizzati come l’impronta di sangue, gli agganci delle celle telefoniche, i passaggi della macchina a Castriliano del Capo e poi ho delle perplessità sulle dichiarazioni date da Biagio Marzo, il padre dell’assassino, che ai giornalisti ha detto che il figlio dormiva quando la macchina alle 7.30 è rientrata e allora chi la guidava? La macchina è stata pulita e non sentiva puzza dei detergenti? Lui diceva cose false su me e Noemi e con la moglie sono stati infatti condannati per diffamazione per quello che dicevano su mia figlia”.

Domande stanche di restare tali ed evidenti opacità nelle indagini, hanno fatto sì che la Senatrice Cinzia Leone, Vicepresidente della Commissione Femminicidi, da sempre in prima linea in difesa dei diritti delle donne e non solo, portasse il caso di Noemi  all’attenzione della Commissione di inchiesta.

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Annamena Mastroianni
Docente. Media Educator. Formatrice.

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