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Il tramonto delle banche tradizionali secondo Passera

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CASERTA – Redazione Finanza è il ciclo di dibattiti che MoneyFarm organizza ogni mese per la città di Milano, in cui si cerca di comprendere come le dinamiche economiche e finanziarie impattino sui risparmi delle famiglie italiane.

A tal proposito è stato invitato Corrado Passera, oggi CEO di Illimity, banca che dedica particolare attenzione alle piccole e medie imprese, ex manager di importanti gruppi industriali e bancari, come Mondadori, Poste Italiane e promotore della rivoluzione che ha trasformato Banca Intesa in Intesa San Paolo. Nell’intervista è emerso il suo punto di vista sulla rivoluzione digitale delle banche, riassumibile in 5 punti significativi.

Il primo riguarda il tramonto del modello delle banche tradizionali. Passera, a questo proposito afferma che: “Chi vuole continuare con la banca tradizionale, soprattutto senza le dimensioni macro delle economie di scala, non ce la farà”. Stando al pensiero di Passera, i fattori che contribuiranno alla fine del sistema bancario tradizionale sono l’avanzare delle tecnologie digitali combinato alla regolazione, l’ingresso di nuovi competitors, la continua fluttuazione dei tassi nelle politiche monetarie, il calo dei margini riscontrabile nei bilanci bancari. Il secondo invece, riguarda la specializzazione delle nuove banche che baseranno tutti i processi su un database condiviso, assumendo il ruolo di data-driven da una parte per migliorare la condivisione e l’archiviazione di informazioni, dall’altra per permettere ai clienti di accedere ai prodotti di aziende terze specializzate. Passera individua nelle imprese Fintech delle valide partnership in grado di accelerare i processi delle nuove banche. Inoltre, considera il sistema informativo un forte vantaggio competitivo al contrario delle fusioni.

Nel corso dell’intervista Passera dedica particolare attenzione ai Big Tech come Amazon e Google, distinguendoli dalle aziende Fintech. Afferma infatti che molti di questi grandi operatori entrano ed entreranno nelle finanze quasi senza sensibilità, puntando solo ai risultati, perché la cosa importante è saper tutto di un cliente senza offrirgli nulla in cambio. Dunque, dove arriveranno i Big Tech? Passera non ha dubbi: “Tutto quello che è standardizzabile, risolvibile con degli algoritmi, secondo me, se lo prendono tutto. Dove c’è, ad esempio, valutazione dell’imprenditorialità, non ci arriveranno mai”. È difficile e complesso immaginarli dove c’è da valutare progetti, ristrutturare situazioni, fare operazioni non ordinarie né standardizzabili. Questo rimarrà l’indiscutibile ruolo della banca. L’economista conclude il suo discorso soffermandosi sulla questione filiali: “Banca di territorio, un modello che non è vincente e addirittura perdente se non si fanno certe cose”. Passera crede infatti che una piccola o medio banca, operante in una piccola provincia, è prigioniera delle stesse, delle conoscenze, delle parentele, delle clientele che a livello di rischio sono premesse ben lontane da un lieto fine. Il vincolo locale è uno svantaggio anche per la conoscenza di settore. Lo stesso ha espresso, con convinzione, il pensiero secondo cui non è possibile concludere un’operazione nelle banche locali senza l’aiuto di un tutor. E le filiali? Un ulteriore svantaggio. “Sono ormai superate dalla tecnologia, non sono per l’impresa. Il mondo dei pagamenti non ha più bisogno di un luogo fisico, quello della consulenza finanziaria idem” – ha concluso Passera.

Organizzano queste cose come le dinamiche economiche e finanziarie impattano sui risparmi delle famiglie italiane.

Passera: “Banca di territorio, un modello che non è vincente e addirittura perdente se non si fanno certe cose. Se sei una piccola o medio banca, che opera in una piccola provincia, diventi prigioniero delle province, sei legato a conoscenze, parentele, clientele, se ti concentri, a livello di rischio, in luoghi definiti, prima o poi finisce male. Il tema non è il locale, ma la conoscenza di settore. Noi non facciamo operazione se non abbiamo un tutor, un dirigente di quel dato settore che aggiunge la conoscenza settoriale. Il vincolo locale è uno svantaggio. Le filiali? Sono superati dalla tecnologia, non sono per l’impresa. Se tu sei una buona banca, il settorista va in azienda, va a vedere lo stabilimento. Il mondo dei pagamenti non ha più bisogno di un luogo fisico, quello della consulenza finanziaria idem.

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