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Marcianise. Intervista a tutto campo ad Alessandro Tartaglione

Il giornalista marcianisano racconta le sue esperienze culturali, sociali e politiche

Meridionalista, cattolico, ambientalista e progressista

MARCIANISE. Giornalista e direttore di “Caffè Procope”, testata che racconta Marcianise e dintorni e addetto stampa del Parco Archeologico di Pompei, Alessandro Tartaglione si racconta a V-news.it.

Chi è Alessandro Tartaglione?

“Sono un marcianisano che ama raccontare e promuovere la propria città. Lo faccio sin da giovanissimo attraverso il mio attivismo sia associativo che politico. Sono meridionalista, cattolico, ambientalista e progressista. Sono uno che nelle cose in cui crede ci mette tutto: l’anima, il cuore e, soprattutto, la faccia. Mi piacciono le persone autentiche e credo nei valori della lealtà e dell’altruismo. Amo viaggiare, leggere, mangiare bene, andare al cinema e al teatro, l’arte e i musei. Seguo il calcio, la boxe e il basket. Mi piace coltivare il mio orto, passeggiare a piedi e andare in bicicletta”. 

Come nasce la passione per il giornalismo?

I miei insegnanti di italiano alle superiori mi dicevano che ero bravo a scrivere e a raccontare. Durante il periodo universitario ho iniziato a pubblicare articoli per periodici locali e poi per alcuni quotidiani casertani. Anticipando i tempi coniugai la mia passione per l’informatica con il giornalismo fondando, nel 1999, CasertaNews, il primo quotidiano online di Terra di Lavoro.  Nel 2007, in seguito a quella esperienza di successo, nasceva anche Caffè Procope, il giornale online di Marcianise e dintorni. In tutti questi anni Caffè Procope è divenuto un punto di riferimento vero per i marcianisani: quelli residenti e quelli che vivono fuori città per motivi di lavoro. Ho potuto registrare tantissime manifestazioni di affetto testimoniatemi attraverso messaggi di ringraziamento provenienti anche dall’estero. Ho raccontato una Marcianise affascinante, bella, spesso offuscata dagli eventi di cronaca. La rubrica di maggior successo è di certo “Marcianise C’é”, che ha parlato di persone le cui virtù rischiavano di rimanere nell’oblio. Negli ultimi anni ho arricchito la parte web con la parte video: servizi, interviste ed inchieste oltre ad un maggiore coinvolgimento dei lettori attraverso i social network“.

Che cosa rappresenta per lei la politica?

“Rappresenta una parte importante della mia vita. La mia militanza politica mi ha permesso di formarmi non solo come cittadino ma anche, soprattutto, come uomo. Per me la politica è una grande passione, uno strumento attraverso il quale concretizzare le proprie idee e cambiare democraticamente le cose che non vanno. Il mio attivismo nasce dalla convinzione che “non puoi stare bene se gli altri stanno male” e da questo punto di vista mi sento vicino alle idee di Antonio Gramsci e di Don Lorenzo Milani. Entrambi, partendo da culture ed esperienze diverse, perseguivano l’idea di non essere indifferenti di fronte agli accadimenti sociali, invitando ognuno ad una presa di coscienza civile, in prima persona”.

Da dove nasce “Comizi all’Umanità?”

“Mi hanno sempre fortemente emozionato alcuni discorsi memorabili di personaggi del passato che hanno saputo far vibrare i cuori delle donne e degli uomini in determinati momenti storici. Parole che hanno mosso l’umanità verso la conquista di diritti, libertà e giustizia. Scritti che hanno conservato la loro potenza e che sono ancora oggi un esempio di fronte al dilagare di parole sempre più spesso vuote. Grazie alla disponibilità del raggruppamento di associazioni Agorà e di alcuni miei amici attori abbiamo organizzato un reading di grandissimo successo nella sede del Club Etnie. Ora stiamo lavorando per l’organizzazione di un nuovo evento perché in tanti ci hanno chiesto di ripetere questa esperienza”. 

Cosa pensa della marcianisanità?

Marcianise si è sviluppata da sempre sul lavoro. Si può dire che la “fatica” è l’elemento distintivo della società marcianisana da tempo immemore. Ho sempre avversato chi l’ha voluta rappresentare semplicisticamente con cliché legati alla criminalità organizzata. Quest’ultima, fortemente ridimensionata nell’ultimo decennio dall’azione della magistratura e delle forze dell’ordine, ha rappresentato di certo un cancro per la nostra città ma non ne rappresenta assolutamente la indole. L’individualismo è un altro tratto distintivo dei marcianisani che, sotto certi aspetti ne ha rappresentato in alcuni momenti la forza, ma che rappresenta anche un limite sul quale bisognerà lavorare. Nel mondo globalizzato l’individualismo è di certo un ostacolo che rischia, come comunità, di farci perdere molte occasioni. Ci sono aspetti dell’economia, della politica e della vita sociale nei quali è necessario muoversi in maniera sinergica”. 

Le sue prospettive di turismo, cultura e società per Marcianise e dintorni?

“Abbiamo un patrimonio culturale da salvaguardare e valorizzare. Per il passato sono scomparsi, dalla sera alla mattina, pezzi importanti del nostro patrimonio storico nell’indifferenza generale. Penso a palazzi storici privati e testimonianze architettoniche agricole come Palazzo Blasio e la Torre Foglia. Altri, come il Castello di Loriano, versano in condizioni assolutamente vergognose. Non si può progettare il futuro senza aver compreso bene quella che è stata la nostra storia. Comprendere la storia di Marcianise ci permette di capire appieno da dove veniamo e, quindi, quella che è la nostra cultura. Bisognerà attivare meccanismi adeguati per far conoscere personaggi illustri del passato, la storia dei nostri monumenti, delle nostre chiese, dei nostri palazzi storici (pubblici e privati). L’esperienza di altre realtà ci fa capire che valorizzando queste cose c’è la possibilità di creare un sistema virtuoso che metta insieme salvaguardia dell’esistente, conservazione della memoria ed sviluppo economico derivante dal turismo culturale“.

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