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il piccolo grande Charlie

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Hai presente il sole? Quale è la prima sensazione che ti viene in mente? Calore? Luce? Forza?  No, non rispondere subito, aspetta … Scusa se sembra una imposizione quella che ti ho appena dato: non lo è. Anzi, forse è la tutela più grande e il segno di rispetto più profondo che io possa dare alla tua persona. Hai presente il sole? Beh, c’è molta umanità che non ne può avere coscienza. Mi spiego meglio, ma non completamente: c’è gente che nella vita ha avuto modo, ogni santo giorno, di usufruire del sole,e quindi dello spazio infinito intorno al proprio corpo, senza mai avergli dato una semplice “occhiata”, senza mai averne considerato neanche la fattiva e reale esistenza. Poi c’è gente  che, per fatti esterni ed estranei alla nostra “umana” conoscenza, non ha mai avuto la possibilità di poter nemmeno lontanamente “immaginare” quello che il sole avrebbe potuto rappresentare, o non rappresentare. Penso al bimbo di nome Charlie, di circa un anno, che, vittima o tutela di una legislatura chiara, per quanto in apparenza senza scrupoli e poco umana, è stato destinato a non poter più essere mantenuto in vita da sistemi elettronici e medicali, pena una presunta “indicibile sofferenza”. Non posso e non entro nel merito né della legittima legislatura dello stato inglese, né dell’atteggiamento etico della sanità anglosassone. Non posso però  far finta di non avere mie opinioni e, soprattutto, miei pensieri al riguardo. La prima cosa che mi viene da dire, senza retro pensieri e senza condizionamenti, è che ogni vita è degna di essere vissuta. Resta ora il concetto di dignità che a tale affermazione segue e segna. L’eterno scontro-incontro tra fede e scienza ci ha portato a una modernità che, pur di giustificare se stessa e le sue scelte post-capitaliste, liberiste, schiaviste e liberticide, ha cavalcato, qui piuttosto che là, le pulsioni della pancia dei vari popoli sovrani (o di chi ne fa le veci: lobby, clero … etc… etc… ). Questa condizione ha portato il legislatore, di volta in volta, a dover scegliere tra un’etica cristiana della scienza o una morale scientifica volta alla sola tutela del corpo e delle scelte che intorno ad esso si fanno (quando si è nella possibilità di scegliere n.d.r.). Ora, volendo tornare alla questione specifica del bimbo inglese, non riesco a capire il fatto che non si possa affermare un nesso tra una legittima richiesta di scelta da parte dei legittimi tutori del piccolo, di farlo venire in un ospedale italiano (al di là del nome e della natura dichiaratamente cattolica), e quella, peraltro diretta, di andare a interrompere le cure salvavita in uno stato laico come la Svizzera. Io vedo una sola differenza: nel primo caso la scelta non può essere lasciata a un “incosciente” neonato; nel secondo caso la coscienza e la consapevolezza di se stessi, forse, è l’unica cosa che rimane a un determinato individuo. A questo punto preferisco fermarmi sulle dichiarazioni mie personali e proseguire su canali e inviti di riflessione e ragionamento su una questione che è tutto fuorché semplice e di immediata comprensione totale; tuttavia non si può non ritornare sulla domanda con la quale ho iniziato a interloquire con te che leggi queste righe: hai presente il sole? Beh, beato te (e me) che tale palla gialla infuocata e calda abbiamo ben impressa nella nostra mente. Che in ogni momento possiamo goderne nella luce e nel calore, per rifocillarci corpo e anima, e affrontare gesti e movenze che diamo per scontato ma che tali non sono. Chi queste sensazioni ha vissuto e ricorda limpidamente nella mente, credo abbia anche il diritto di poterle ricordare a suo modo, per il tempo che sceglie di ricordare in questa “umana” esistenza, senza dover architettare fughe dalla propria patria sovrana. Allo stesso modo, chi questo sole non potrà mai vederlo (forse), ha il diritto che chi legittimamente ne è responsabile possa scegliere se continuare a sperare di poter, un giorno, forse, far avere la chance al piccolo in questione, di poter provare almeno il senso del calore del sole sulla pelle. Ripeto, non entro nel merito, ma credo sia meritevole di un dibattito serio, ragionato, laico e scevro da ogni condizionamento ideologico, politico, religioso o opportunista, questo tipo di questione etica e morale. Sarebbe stupido e infruttuoso non farlo. Lascio con un’affermazione che proprio nella giornata del mio trentanovesimo compleanno (oggi) ho coniato provocatoriamente: servirebbe un radicale italiano che prendesse il piccolo Charlie e lo portasse fin fuori confine … in Italia. Però, che strano dover parlare e discutere a fasi alterne. Diritto alla vita e diritto alla dignità della stessa, d’altronde, sono due facce di una stessa moneta che non trova spendibilità in un sistema fatto da pazzi ed idioti dell’orrore (e dell’errore) . Hai presente il sole? … beh io non credo che sia diverso  quello che tenta di  scaldare la guancia  di un ex dj accompagnato in Svizzera  da quello che illumina il viso di due genitori inglesi in volo diretti in Italia. Tu che pensi… ?

 

Eugenio Lato   5-7-1978 — perdon   2017

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