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Reggia di Caserta Maffei lancia la sfida Teatro di Corte, ma la musica non cambia, presentato ieri mattina il calendario

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Per la seconda volta i due grandi centri orafi d’Europa situati in ‘Terra di Lavoro’ sono esclusi dalla programmazione culturale natalizia

Nell’ambito delle iniziative natalizie, la Reggia di Caserta quest’anno festeggia i 250 anni dall’inaugurazione del Teatro di Corte con un racconto museale dal titolo: ‘La nobiltà, la bellezza, il genio’.

CASERTA. Un primo bilancio della sua attività è stato fatto ieri mattina dalla direttrice della Reggia di Caserta Tiziana Maffei durante la conferenza stampa di presentazione degli eventi di Natale a Palazzo Reale. Tante le novità, ma soprattutto tante iniziative presentate per il Natale che sta per arrivare alla Reggia di Caserta.

Nell’ambito delle iniziative natalizie, appunto la Reggia di Caserta celebra quest’anno i 250 anni dell’inaugurazione del Teatro di Corte con un racconto museale dal titolo: ‘La nobiltà, la bellezza, il genio’. Il teatro ha espresso ieri in conferenza il responsabile degli eventi il dirigente Vincenzo Mazzarella racconta se stesso con le parole di Luigi Vanvitelli, Ferdinando IV e Maria Sofia Di Baviera. Il programma ha poi ribadito ancora in sala Mazzarella avrà come scopo la totale scoperta dei segreti della progettazione e i problemi della costruzione, conosceremo totalmente il sistema della decorazione. L’aspetto che sorprende non poco quello notato nella conferenza stampa di ieri mattina, che ad ascoltare certe reazioni, sulla chiusura della Reggia nei giorni 24 e 31, pare come si trattasse di una decisione presa da Lampis direttore ad interim. Ora ieri mattina tutti erano sulla difensiva cercando di non farsi male con la zappa sul collo? Invece cari dirigenti della Reggia, non si doveva essere così licenziosi arrivando a queste polemiche, ma soprattutto andava completamente cercata una soluzione strategica ed innovativa sull’apertura almeno mattutina nei giorni 24, e 31 dicembre.

Insomma, ahinoi, qualcuno ha già purtroppo eternamente dimenticato l’internazionalizzazione culturale vincente avviata in precedenza dall’ex direttore della Reggia Mauro Felicori. Per l’ennesima volta i tavoli della politica casertana hanno commesso un clamoroso autogol. Oggi notiamo la totale mancanza di varie soluzioni di reciproca utilità che mai verranno all’orizzonte. Se le chiusure erano programmate da quasi un anno perché oggi si spara completamente sulla difensiva lamentandosi di non essere riusciti completamente ad ottenere modifiche o a trovare valide alternative strategiche. Non si è sempre espressa in città la nostra ricchezza della cultura casertana? Ma soprattutto come è possibile escludere i due più importanti centri orafi d’Europa situati in ‘Terra di Lavoro’. Forse la direttrice Maffei non ha avuto ancora la ghiotta grande occasione per credere nelle potenzialità operative, artistiche ma soprattutto culturali del Tari, e del centro orafo ‘Oromare’, oppure gli amministratori comunali Casale e Petrillo non hanno voluto scommettere apertamente sulle totali grosse opportunità turistiche ed imprenditoriali per quanto riguarda la cultura casertana, oppure come ultima ipotesi ahinoi, l’Unesco a Caserta dorme ancora completamente sonni profondi. Organizzare grandi mostre ed eventi a Casertavecchia, a San Leucio, nell’Istituto di Società casertana di Storia Patria escluso quest’anno dal programma natalizio, ma soprattutto organizzare eventi dentro gli spazi espositivi dei due grandi centri orafi d’Europa che sono in ‘Terra di Lavoro’ sarebbero state per la provincia casertana, delle grandiose alternative per il vero rilancio della valida eccellenza territoriale culturale ed artistica cittadina, effettivamente l’idea non è stata neanche purtroppo considerata da Confindustria e dalla Provincia di Caserta per il cosiddetto rilancio cittadino. Oggi invece queste soluzioni vengono messe ancora nel cassetto dei ricordi, qualcuno delle istituzioni territoriali vuole ancora prendersi dei pseudo-meriti inesistenti per la conoscenza della valorizzazione museale dei beni culturali della provincia di Caserta.

Tutta questa politica turistica non è ancora per Caserta oggi materia operativa di applicazione per il territorio da parte di qualche amministratore comunale di Palazzo Castropignano. Forse davvero dobbiamo iniziare a rimpiangere totalmente ciò che abbiamo perso con l’internazionalizzazione dell’ex direttore della Reggia di Caserta Mauro Felicori, oggi la negativa licenziosità è ancora tristemente diffusa nelle stanze dell’ente comunale di Caserta, tutto questo ahinoi rende difficile l’applicazione economica ed imprenditoriale di una politica culturale e turistica seria del ‘Terzo Settore’, che possa davvero mettere in risalto il prodotto Caserta, mentre a Roma invece qualche grosso sapientone parlamentare casertano eletto affossa con le sue arringhe sempre di più la nostra amata città.

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