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Roccamonfina. Castagni che si seccano improvvisamente, colpa del ‘rodilegno giallo’. Cittadini invitati a segnalare i casi alla Santa Croce

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Non bastava l’infestazione del cinipide galligeno. Altri “attacchi” si stanno verificando ai castagneti dell’areale del

vulcano di Roccamonfina da parte di altri insetti. E’ il caso dei numerosi castagneti di “bouche De Betizac”, una

cultivar francese resistente al cinipide ma che sembra essere attaccata da un verme che le fa seccare. Si tratta del “rodilegno giallo” (Zeuzera pyrina) che attacca diversi alberi da frutto scavando delle ampie gallerie nel legno indebolendo a tal punto le piante da farle seccare. Il verme è da sempre presente nel territorio (è presente in Europa dal ‘700) ma quest’anno sembra essere diventato particolarmente aggressivo proprio nei confronti delle cultivar francesi. I casi che vengono segnalati di bouche che si seccano sono effettivamente numerosi e questo ha già fatto scattare l’allarme tra i castanicoltori che avevano visto nell’ibrido una valida alternativa soprattutto economica per resistere all’infestazione del cinipide, la vespa cinese che ha attaccato tutte le varietà di castagni autoctoni del territorio. Per saperne di più abbiamo contattato il perito agrario Mario Conti. “Al momento non c’è nessun allarme concreto circa un’emergenza legata al rodilegno giallo – afferma Mario Conti. L’insetto è presente da sempre nel nostro territorio. Personalmente mi preoccuperei di più della ‘malattia dell’inchiostro’ che attacca gli alberi quando sono deboli: il cinipide ha indebolito le nostre piante e questo potrebbe portare ad una recrudescenza del mal d’inchiostro’. E’ giusto e doveroso segnalare eventuali casi di attacchi del verme”. Il rodilegno può essere combattuto con l’utilizzo di alcuni prodotti ma gli esperti predicano prudenza: “Possono essere utilizzati dei prodotti sistemici, ovvero delle sostanze che immesse nella linfa dei castagni uccidono il verme, ma attualmente si tratta di prodotti dall’elevato impatto economico – prosegue Contie che comunque, pur essendo autorizzati, vanificano la produzione ‘biologica’. Sarebbe opportuno individuare il punto in cui si trova il verme ed asportarlo: questa è una pratica meno dispendiosa per i produttori e certamente più efficace”. Insomma i castanicoltori locali già stremati dall’infestazione del cinipide sono costretti a fare i conti con altri “aggressori” che rischiano di compromettere i castagneti e la produzione di quest’anno. Intanto gli esperti invitano tutti gli addetti ai lavori a segnalare prontamente agli uffici della Comunità Montana “Monte Santa Croce” la presenza e gli attacchi del rodilegno al fine di monitorare al meglio il fenomeno e prendere, se necessarie, le dovute contromisure. Il problema numero uno resta però il cinipide. In merito alla lotta biologica per contrastarlo sembrano esserci buone notizie circa l’aumento della popolazione del Torymus Sinensis, l’insetto antagonista del cinipide. “Il Torymus è ormai pienamente e stabilmente insediato nel territorio di Roccamonfina ed è notevolmente cresciuto come popolazione. Ci vorrà ancora qualche anno – conclude Mario Contiaffinché la popolazione di torymus e cinipide si equivalgano, riducendo man mano l’infestazione con benefici per la ripresa della produzione castanicola. Ancora quest’anno infatti l’infestazione si presenta a macchia di leopardo: ci sono zone dove l’incidenza è minore ed altre dove invece l’infestazione è più aggressiva. La Comunità Montana anche quest’anno ha proceduto ad effettuare nuovi lanci delle coppie di insetti antagonisti e nel giro di 4-5 anni dovrebbero esserci significativi miglioramenti con la netta riduzione della presenza del cinipide”.

Roccamonfina –
Panorama 

 

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