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Roccamonfina – Crollo della produzione castanicola, le proposte della Verde Collina. Settore castanicolo in ginocchio

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Crollo della produzione castanicola, l’ennesimo: le proposte della Verde Collina. E’ una vera e propria sciagura quella che si preannuncia per il settore castanicolo locale. Per l’annata 2016 è previsto un crollo della produzione vicino al 100%. Dopo l’annata positiva dello scorso anno che aveva fatto sperare nel superamento dell’emergenza legata all’infestazione del cinipide galligeno (la vespa cinese che ha attaccato i castagni), quest’anno si è verificata una decisa recrudescenza dell’infestazione che insieme al clima non favorevole ha già compromesso il raccolto. Le stime dei castanicoltori e degli esperti non lasciano dubbi: per il 2016 ci sarà un crollo della produzione pari a quasi il 100% e che interesserà tutte le varietà presenti nell’area vulcanica di Roccamonfina. Il colpo di grazia all’economia locale già massacrata dalla crisi economica generale e soprattutto dalla crisi dell’unica vera risorsa locale, cioè proprio la castanicoltura.  FB_IMG_1468444734477  Decine di aziende rischiano la chiusura e molti castagneti saranno abbandonati. Per cercare di porre qualche rimedio l’associazione Verde Collina presieduta da Franco Di Pippo lo scorso 13 luglio ha preso parte ad un incontro in Regione Campania tra gli operatori, associazioni, addetti ai lavori, esperti e vertici istituzionali per cercare di tracciare delle linee guida ed interventi di sostegno al settore. Le principali categorie di rappresentanza quali CIA, Coldiretti, Confragricoltura e Associazione Castanicoltori Campani hanno avanzato delle proposte adesso al vaglio della Regione. Tra le principali misure chieste per sostenere il comparto spiccano l’utilizzo delle misure previste dal PSR Campania 2014-2020 per sostegno o integrazione al mancato reddito dei castanicoltori, per la copertura di spese quali alcune tipologie di attività agronomiche (potatura e pulizia dei castagneti per evitarne l’abbandono), per la consulenza alle aziende. E’ prevista anche la possibilità di agevolare la produzione di energia rinnovabile da biomassa nei castagneti. Franco Di Pippo  Altre proposte riguardano l’istituzione di una cabina di regia tra le forze dell’ordine per il controllo e monitoraggio del territorio, previsione di indennità per i castanicoltori che ne premi il lavoro ed il ruolo di “custodi ambientali”, misure per la gestione biologica dei castagneti, l’avvio di un iter per l’approvazione di un’apposita legge regionale sulla castanicoltura che riconosca le peculiarità del “castagneto da frutto”. L’impressione generale è che queste proposte giungano ormai troppo tardi. Le istituzioni, la politica in oltre 10 anni dall’inizio dell’emergenza cinipide in pratica hanno fatto poco o niente ed un intero settore produttivo è sempre più abbandonato a se stesso. L’auspicio è che si possa fare il possibile per evitare il tracollo definitivo ed in fretta, i castanicoltori non possono più aspettare.

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