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SAN NICOLA LA STRADA, 12 ANNI VITTIMA DI BULLISMO: picchiato a scuola da un compagno

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SAN NICOLA LA STRADA. Un bambino di 12 anni di San Nicola la Strada è la vittima di un altro disgustoso e ignobile atto di bullismo, che stavolta si è trasformata   in una vera e propria odissea di sofferenza fisica e morale.

Il piccolo è stato senza un attimo di tregua vigliaccamente preso a pugni e calci, offeso e obbligato a subire le più disgustose mortificazioni come aspirare alle  flatulenze dei “giovani Pacciani che crescono”  dal suo compagno di classe dopo che lo stesso gli ha sbattuto la testa a terra.

Purtroppo la scuola casertana finisce sotto l’occhio del ciclone, questo ennesimo caso di bullismo mette in evidenza le serie problematiche che si affrontano quotidianamente tutti i giorni.

Dal mondo della scuola casertana  arrivano segnali preoccupanti: genitori che aggrediscono gli insegnanti, ragazzi che tirano fuori i coltelli e sfregiano le professoresse, giovani che non sanno gestire la rabbia e che si macchiano di atti di bullismo e cyberbullismo, finendo per occupare gli spazi delle cronache e dell’informazione tutta. Il mondo dei giovani cambia  ed ora bisogna avere il sacrosanto  dovere di adattare il nostro lavoro a questi mutamenti e alle nuove tecnologie- le istituzioni scolastiche devono affiancarsi di  psicoterapeuti  dell’eta’ evolutiva pronti a  lavorare nelle scuole-. Quando si entra in una scuola bisogna tener conto di tutta una serie di sfaccettature, che non riguardo solo i minori, ma anche gli adulti: i dirigenti, il personale Ata, i docenti e la presenza di altri sportelli di ascolto. Tutto questo oggi  e’ un lavoro a bassa soglia–  che la scuola deve affrontare  con ponderatezza  in prima linea, oggi bisogna saper affrontare   situazioni delicate che esulano anche dalla scuola. Dobbiamo fare un’analisi veloce dei bisogni della persona, senza mai colludere con il clima di emergenza contenuto nella richiesta. Non dobbiamo farci prendere dall’ansia di risolvere il problema.  I professori devono affrontare delle situazioni per le quali non sono sempre preparati. “Oggi bisogna essere preparati  come genitori, i  professori  devono  interrogarsi  soprattutto sull’aspetto cognitivo delle difficolta’ e non emotivo. Sono convinti – quindi – che ognuno debba fare il proprio mestiere. Anche quello del professore e’ un lavoro di cura ed e’ molto difficile, se oggi quando uno studente arriva a casa con una nota il genitore sgrida il docente. La scuola e’ cambiata, il mondo e’ cambiato. Il problema della nostra societa’ e’ trovare il modo di educare questa generazione maltrattata da chi dice che non esiste il futuro- conclude- loro sanno invece creare cose eccezionali, devono solo imparare le soft skills“Bisogna cambiare tutto, ma soprattutto bisogna radicalizzare le esperienze. “Un’esperienza che si e’ evoluta e adattata alle esigenze e alle difficolta’ e specificita’ dei ragazzi dai 6 ai 14 anni. Problematiche– che  purtroppo –  si stanno spostando sempre piu’ in basso, verso i piu’ piccoli“. In questo contesto,  quindi bisognerebbe attivare dei servizi  offerti  da sportelli di ascolto “colmare  le mancanze e le disattenzioni della famiglia e della scuola, agenzie ormai disorientate nei confronti delle problematiche attuali“. Educare oggi vuol dire “educere”, tirare fuori le grandi possibilita’ e competenze che i ragazzi hanno. “L’ascolto deve essere empatico e non giudicante, questo lavoro deve  mettere in pratica la vera abilità educativa  con i ragazzi e i genitori, quei genitori non adulti che ancora cercano la loro posizione nel mondo. Alle istituzioni– conclude- chiediamo di farsi carico anche di queste problematiche“ Per la cronaca il piccolo è stato ricoverato in ospedale a Caserta, i genitori ieri mattina si sono accorti che qualcosa non andava, il piccolo non rispondeva ai segnali di risveglio della madre.  Giunto in ospedale è stato posto alle cure mediche e si è risvegliato con immenso piacere dei genitori, e dimesso. I genitori sono pronti a sporgere denuncia.

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