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Santa Maria Capua Vetere. Morì dopo intervento alla clinica Minerva, ascoltato il figlio in aula: sequestrati i beni dei medici

DiThomas Scalera

Nov 27, 2015

tribunale

SANTA MARIA CAPUA VETERE. Si è svolto ieri il processo contro sei medici della Clinica Minerva, Franco Lopez, Antonietta Esposito, Antimo Di Monaco, Andrea Tartaglione, Marco Maria Crescenzo Muto e Michele Scapaticci, rinviati a giudizio per omicidio colposo. Sono accusati di aver provocato la morte di Elena Trepiccione, la 69enne deceduta il 13 giugno di tre anni fa nella clinica Pineta Grande di Castel Volturno dove era stata trasferita d’urgenza, su insistenza dei familiari, dopo essere stata sottoposta a due interventi chirurgici presso la clinica a Minerva-Santa Maria della Salute di Santa Maria Capua Vetere. Ieri in aula è stato ascoltato il figlio della vittima, Giovanni Carrillo, poliziotto presso la Questura di Napoli, costituitosi parte civile insieme al padre e alla sorella e difesi dagli avvocati Angelo Reccia, Alfonso Furgiuele e Alfonso Reccia. Carrillo ha ripercorso in aula i 48 giorni di agonia della madre, fino al decesso. Nell’udienza di ieri il giudice dottoressa Pacchiarini, ha stabilito che nella prossima udienza del 10 dicembre saranno ascoltati i medici legali che hanno fatto la perizia nominati dal tribunale, prof. Antonio Perna anatomopatologo, prof. Giuseppe Saggese, ginecologo, e dott. Luca Lepore chirurgo, oltre all’ufficiale di polizia giudiziaria Storti del commissariato di S. Maria C.V.. Gli avvocati dei sei medici, nel frattempo, hanno chiesto al giudice di revocare il sequestro conservativo fatto ai loro assistiti, ma la richiesta è stata rigettata.

Fonte: Appia News

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