• Mar. Ago 16th, 2022

Sessa Aurunca: Al cinema corso, la storia di Ayten.

Martedì 8 marzo 2022, al Teatro Seccareccia di Sessa Aurunca, verrà messa in scena un’opera teatrale molto importante, che prende il nome di Ayten, dalla protagonista stessa, raccontata magistralmente da Pasquale Stanziale, noto intellettuale aurunco, insieme alla compagnia tetrale OKA (Officine Kulturali Aurunche).

   Ayten Öztürk, è una giornalista turca, attivista e dissidente del regime di Erdogan che l’otto marzo del 2018 è stata rapita, seviziata e molestata per sei mesi dal MIT (Milli Istihbarat Teskilati) la polizia segreta turca: i servizi segreti per intenderci.

La donna, che all’epoca dei fatti aveva circa 47 anni, è stata uno degli elementi di resistenza e di rottura più importanti all’interno dell’opinione pubblica. La sua estrazione Marxista, e quindi socialista, aveva fatto si che i suoi scritti venissero pedissequamente censurati dal regime. Ayten, non solo ha pagato con il suo corpo il prezzo della libertà di parola e di pensiero, ma anche la sua famiglia è stata dimezzata per via delle idee che circolavano all’interno del proprio contesto familiare.

Prima di essere arrestata, la donna era in esilio in Siria, e cercava di raggiungere l’Europa tramite la Grecia; sulla sua testa, pendeva una taglia da 600.000 lire turche per chiunque avesse fiancheggiato il regime. Cosi la notte dell’otto marzo del 2018, mentre la giornalista era all’aeroporto di Racif Hariri a Beirut in Libano, viene catturata e trasportata in una delle prigioni della polizia segreta. 

  I racconti che ne vengono fuori sono pressochè orribili. Si parla di un dimagrimento di 25 chili avvenuto in soli sei mesi di detenzione. Molestie di ogni tipo, e torture che fanno pensare ad altre epoche storiche per quanto orribili siano potute essere. In prigione, qualche compagno di cella ha contato circa 898 ferite: un numero che fa capire le atrocità avvenute nella prigione di Ankara.

È bene chiarire, che tutto questo è avvenuto senza un normale processo, e soprattutto senza riscontrare nessuna colpa nell’operato dell’attivista turca; in una zona dell’Europa che spesso si sottovaluta ma che invece cova sentimenti contrastanti abbastanza sconcertanti.

 L’evento che verrà messo in scena dal gruppo teatrale aurunco, è stato possibile grazie anche all’aiuto di un gruppo di attivisti di Roma, che da anni seguono la vicenda di Ayten cercando di portare sul banco dell’opinione pubblica la sua storia che, nel giorno della festa della donna, assume ancor più un valore simbolico. Loro hanno offerto tutta la documentazione utile al fine di scrivere il copione, ricordando anche che l’attivista ora è agli arresti domiciliari e porta ancora avanti le battaglie per le quali gli è costata cara un pezzo della sua esistenza.

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