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Sessa Aurunca. La cultura viene chiusa al pubblico. Ecco cosa succede

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La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione. In Italia, l’articolo 9 della Costituzione proclama l’assoluta libertà della cultura, in tutte le forme in cui essa si esprime. Inoltre, proclama, l’autonomia delle strutture e quindi la promozione delle stesse. Questo potrebbe essere ovvio in un paese in cui la maggior fonte di ricchezza si “dovrebbe” sviluppare attorno ai beni paesaggistici e culturali. Ma l’Italia corre a parte, e ciò non viene considerato. A maggior ragione in Campania e nella Provincia di Caserta, che rappresentano i musei “medium” (ossia a cielo aperto) più importanti dell’intera penisola, in modo pressoché inspiegabile, i beni culturali vengono “declassati”, addirittura abbandonati.

A Sessa Aurunca, da qualche tempo, sta succedendo un qualcosa di strano. Il Teatro Romano, gioiello rimasto pressoché intatto, che affaccia sul Golfo di Gaeta, da tempo sta conoscendo una deriva senza fine. Si sono succedute amministrazioni. Assessori che ne hanno fatto un vessillo di voti, e addirittura il Sindaco Sasso, con tanto di cartello, durante la campagna elettorale, sventolava : MAI PIU’ TEATRO CHIUSO. Bene, ad oggi, il Teatro Romano è chiuso. Questo si evince direttamente dal sito del MIBACT (Ministero per i Beni Culturali), in cui si legge che nella prima domenica del mese, giorno costruito ad-hoc dal Ministro Franceschini per incentivare la cultura con visite ai maggiori musei d’Italia GRATIS, l’unico museo visitabile a Sessa Aurunca è il CASTELLO DUCALE. Alla luce di quanto apparso nel mese di dicembre, ciò appare ovvio, visto che il Castello Ducale nel periodo natalizio è stato oggetto di numerose visite e attrattive natalizie grazie all’iniziativa #Natale al Castello organizzata dalla giunta SassoSchiavone che ha portato a Sessa non pochi introiti e potrebbe rappresentare un progetto a lunga durata, come è successo a Limatola. Come se non bastasse, il 30 novembre dell’anno appena passato, il Sindaco Sasso, annunciava dal suo profilo face book, la riuscita di un’iniziativa che aveva portato a Sessa otto pullman e oltre quattrocento visitatori. Ecco, come mai, a distanza di un mese quei beni sono chiusi al PUBBLICO? Come detto, la Costituzione con l’articolo nove “promuove lo sviluppo della cultura”, ed è difficile spiegare allora questa incredibile chiusura. Ad essere un po’ cattivi, si può chiaramente pensare all’ennesima speculazione politica al fine di ottenere consensi : LA POLITICA MUORE DI SOLITUDINE. I beni culturali, soprattutto quelli archeologici , rappresentano l’esempio più tangibile di stratificazione antropologica della nostra società; e non possono rappresentare la “stanzetta dei giochi” dove ognuno che passa, ne possiede le chiavi e ne fa un uso proprio. E’ giusto, ripartire dalle “macerie”. Da quei beni che rappresentano la prima fonte di ricchezza e di cultura, e che non si fermano al solo Teatro. Di fatti anche l’aerarium è chiuso, anzi, il vetro che segna l’ingresso delle terme che si trovano in Piazza Tiberio è oggetto di vandalismo e ad oggi risulta essere spaccato, per cui inaccessibile. Aspettando risposte chiare, ed esemplificative, non ci resta che osservare dall’alto le meraviglie che tutta Italia invidierebbe.

 

  

 

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