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Teverola. Sequestro per milioni di euro alla ‘Molini’, arresti a raffica per bancarotta e riciclaggio

DiThomas Scalera

Gen 23, 2017

Questa mattina nell’ambito dell’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Napoli Nord, i Carabinieri del Reparto Territoriale di Aversa (CE), in collaborazione con gli Ispettori dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, hanno dato esecuzione a sei misure cautelari (4 ordinanze di cujstodia cautelare di arresti domiciliari e due di sottoposizione di obbligo di pèresentazione alla Polizia Giudiziaria)  e ad un sequestro preventivo ai fini della confisca per un equivalente di beni e rapporti bancari sino alla concorrenza dell’importo complessivo di 2 milioni e 643mila euro. I provvedimenti sono stati emessi dal GIP del Tribunale di Napoli Nord nei confronti di altrettante persone ritenute responsabili, in concorso fra loro e con altri 12 indagati in stato di libertà, dei reati di bancarotta fraudolenta, autoriciclaggio e di furto aggravato. Il provvedimento cautelare scaturisce da un’articolata indagine, iniziata nel settembre 2015 dalla Stazione Carabinieri di Teverola e condotta anche con attività tecniche, che ha permesso di raccogliere un grave quadro indiziario da cui è emerso che l’Amministratore delegato della “Molini Campania s.p.s” (società in regime di “concordato preventivo” dal 2014 perchè coinvolta nel “crack” finanziario del “Gruppo Alimonti”) in concorso con gli altri soggetti indagati, abbia realizzato reiterate condotte fraudolente finalizzate a distrarre i beni aziendali conservati all’interno della sede operativa di Teverola (impianti, macchinari, attrezzature industiali e commerciali per un valore di mercato pari a 2milioni e 643mila euro). In particolare, con atti consistiti nella simulazione dello svolgimento di lavori di manutenzione e sorveglianza sui beni presenti all’interno dello stabilimento di Teverola, sono stati costruiti illecitamente i presupposti giuridici per consentire e giustificare l’accesso alla struttura da parte di altra impresa, facente capo ad uno degli indagati, fittiziamente incaricata della manutenzione. In tale frangente, attraverso una meticolosa organizzazione logistica, i beni ed i macchinari, secondo l’ipotesi accusatoria, venivano in realtà distratti dal patrimonio sottoposto a concordato preventivo, mediante la loro materiale sottrazione-trasporto (utilizzando fatture e bollette doganali false) presso i terminali portuali di Napoli e Salerno e trasferimento all’estero, principalmente in Egitto, inducendo in errore l’Autorità Doganale – grazie a tali artifici documentati – circa l’effettiva titolarità degli stessi beni, immettendoli pertanto in un circuito internazionale di non agevole tracciabilità. Nel corso delle indagini è stata acquisita copiosa documentazione probatoria a sostegno del quadro accusatorio ed èp stato sottopposto a sequestro preventivo lo stabilimento della società “Molini Campania spa” ubicato in Teverola (CE).

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Thomas Scalera

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