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Biodigestore di ALIFE, conferenza stampa e silenzio “assordante” di Sindaco e Amministrazione

DiThomas Scalera

Feb 22, 2015

La battaglia al Biodigestore di Alife continua e ieri pomeriggio alle 17, presso la sala consiliare del Comune di Alife. Una bella squadra, non c’è che dire, quella messa insieme da Agnese Ginocchio per l’occasione:

Gianfranco Di Caprio (capogruppo consiliare di minoranza in seno al Consiglio Comunale di Alife), il dott. Gaetano Rivezzi, l’ing. Vincenzo Caprioli (esperto di emissioni di nanoparticelle), l’ing. Antonio Calabrò (attivista e ricercatore indipendente del Comitato Ambiente e Salute Alife)Lino Martone (SIAAB Agricoltori e Allevatori Bufalini),  Tommaso Esposito (Comitato contro l’inceneritore di Acerra), Salvatore Foglia (Allevatori Alto Casertano), Tommaso Esposito, Antonio Zeppetella, Giulia Esposito.

Presente alla manifestazione anche Margherita Del Sesto, candidata alla carica di Consigliere Regionale per il Movimento Cinque Stelle alle prossime elezioni Regionali Campane.

Il dibattito è stato molto acceso e nella parte iniziale, dopo la parte iniziale dei consueti ringraziamenti dell’attentissima Agnese Ginocchio si è passato ad una prima parte, piuttosto tecnica, dove si è illustrato il perché del NO di un intero territorio.

Per spiegarla in poche semplici parole, alla fine, questa centrale servirà prioritariamente a produrre energia, il problema è come?

Il procedimento è piuttosto semplice:

Si utilizzerà la frazione umida dei nostri rifiuti per produrre “biogas” che, poi, verrà bruciato per produrre energia elettrica. Lo scarto, il DIGESTATO, attraverserà un altro trattamento per il compostaggio definitivo.

Tante le perplessità su questo tipo di tecnologia soprattutto considerando le ricadute sull’ambiente di tutta la zona.

Interessantissimo l’intervento dell’ing. Caprioli che ha illustrato nel dettaglio come le micro e nanoparticelle si vanno a legare alle nostre cellule per poi infiammare i nostri organi e portarci a tremende patologie. Ha spiegato che questo tipo di “centrali” dovrebbe avere ciminiere altissime per consentire che il prodotto di scarto della COMBUSTIONE si disperda il più lontano possibile e che, già 40 anni fa, in tutta europa si costruivano ciminiere dai 200 fino ai 400 metri poiché la ricaduta, in questo modo, si distribuiva in strati più alti dell’atmosfera non avendo una ricaduta “immediata” sul territorio circostante. E’ facile capire da questo che il fumaiolo di 7 metri che è previsto per questo progetto non è sicuramente sufficiente.

Molto interessante l’intervento conclusivo di Lino Martone che ha, posto l’accento sul fatto che l’intera nostra zona ha una ricchezza impressionante che è il fiume Volturno e che, se veramente ci serve “altra energia” basterebbe ripristinare il corretto funzionamento delle centrali idroelettriche lungo l’intero percorso del fiume, un’idea, onestamente, condivisibile.

La domanda che tutti si son fatti durante la serata è stata più o meno la stessa per tutti, “perché una terra che produce il 4% dei rifiuti dell’intera provincia deve ospitare un impianto che ne smaltisce una quantità 90 volte superiore?”

Sarebbe il caso di iniziare a proporre progetti in base alle esigenze del territorio e non in base ai fondi disponibili.

Visto che siamo pochi per tenerci gli ospedali, le scuole, le asl, i tribunali, l’INPS, Equitalia e il resto, siamo pochi anche per questi scempi ambientali. Avete voluto accentrare i servizi, accentrate anche la monnezza.

A questo punto un po’ tutti si sono chiesti: “perché il comune di Alife si è “accorto” così in ritardo di questo progetto ormai arrivato alla fase quasi operativa, salvo poi correre ai “ripari” con una delibera che dice un “NO”, francamente, un po’ tardivo?”

E perché, ieri sera, proprio l’amministrazione che “ha detto no con forza” non era presente all’evento? perché il Sindaco non ha aperto la discussione? Perché non è intervenuto nessun consigliere al dibattito, pur essendo i veri rappresentanti dei cittadini?

Il loro silenzio è stato assordante, noi, però, non abbasseremo la guardia e saremo vicino a chi, ancora una volta, vorrà urlare a gran voce NON SIAMO LA VOSTRA PATTUMIERA.

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Thomas Scalera

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