Comunicati Stampa

Caserta. Progetto Agape: tre scuole casertane in prima linea

Per la prevenzione della violenza di genere e la promozione dell’inclusione dei portatori di disabilità

CASERTA. Manifestazione di chiusura, sabato mattina, al centro culturale “Sant’Agostino”, del progetto nazione Agape. Dodici regioni, centinaia di scuole in tutta Italia, tre istituti in Terra di Lavoro, per realizzare il progetto finanziato dal Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri e attuato dall’Uciim, associazione professionale di docenti, personale direttivo ed ispettivo, educatori, fondata nel 1944 da Gesualdo Nosengo, la cui coordinatrice per la Regione Campania è stata la dirigente scolastica Rosaria Picozzi Tennerello. Tre scuole casertane, l’IC “Giannone” e l’ITIS “Giordani” del capoluogo e l’IC “San Giovanni Bosco” di Portico di Caserta hanno rappresentato Terra di Lavoro. Capofila della rete l’Ic “Giannone” guidato da Maria Bianco. «Il progetto – spiega la preside Bianco – ha incluso due aree tematiche: il contrasto alla violenza contro le donne e l’inclusione delle alunne e degli alunni a rischio di discriminazione. Un team di docenti motivate e preparate lo ha redatto sulla base del principio generale che vede alla base dell’esclusione sociale dello studente una matrice nella discriminazione che a sua volta trae origine dalla carenza di conoscenza del problema e dalla scarsità di momenti idonei a consentire una relazione emotiva tra gli studenti abili e disabili, femmine e maschi, affinché tutti possano vivere un corretto scambio di emozioni e competenze su un piano di reale parità. La scuola è una comunità educante che accoglie ogni alunno nello sforzo quotidiano di costruire condizioni relazionali e situazioni pedagogiche tali da consentirne il massimo sviluppo anche con riferimento alle competenze relazionali. Prezioso il lavoro di squadra con il “Giordani” guidato dalla collega Antonella Serpico, e con il “San Giovanni Bosco” di cui è preside Salvatore Falco». A coordinare i lavori le professoresse Maria Teresa Garofano, Ida Radice, Maria Nicolina Pirozzi, Anna Canzano, Anna Pasquariello, Maddalena Di Carluccio, Palma Piccerillo, Teresa Merola, Annamaria Monaco, Lia Pannitti, Tiziana Pontillo. «Obiettivo prioritario – dicono le insegnanti tutor – è stato quello di educare alunne e alunni alla parità, al rispetto delle differenze, per superare gli stereotipi che riguardano il ruolo sociale, la rappresentazione e il significato dell’essere ragazze e ragazzi, gli abili e disabili, favorendo le relazioni positive quale momento di scoperta reciproca in contesto protetto con il supporto dei pari. Importante è stato il sostegno delle famiglie al progetto: la famiglia rappresenta, infatti, un punto di riferimento essenziale per la corretta inclusione scolastica, per la corresponsabilità nell’educazione al rispetto dell’altra/o, luogo in cui avviene la continuità fra educazione formale ed educazione informale». La manifestazione inizierà alle 9.30 con i saluti del sindaco della città, Carlo Marino, delle dirigenti scolastiche Maria Bianco e Antonella Serpico e del dirigente scolastico Salvatore Falco, della coordinatrice regionale Rosaria Picozzi e della storica delle donne Nadia Verdile.

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