Lun. Set 16th, 2019

V-news.it

Quotidiano IN-formazione

Caserta. Reggia, domani l’apertura straordinaria dell’oratorio privato della Regina Maria Carolina

4 min read

CASERTA (dal nostro inviato Giacinto Di Patre). Domani, in concomitanza con l’inizio dei festeggiamenti patronali dedicati a Sant’Anna in città, il Direttore della Reggia di Caserta Mauro Felicori dal suo profilo facebook ha annunciato che Palazzo Reale aprirà per l’occasione della festa liturgica della patrona l’oratorio privato della Regina Maria Carolina, decorato magnificamente tra gli anni 80 e gli anni 90 del Settecento, e dedicato alla Vergine Addolorata. Sarà possibile vedere per la giornata di domani la piccola pala di Carlo Brunelli un pittore di origini toscane, molto attivo artisticamente alla fine del Settecento (1786 – 1799) nella Reggia di Caserta, a San Leucio, ma soprattutto a Carditello – dove lavoro anche gli affreschi della Cappella dell’Ascensione. Il Brunelli lo ricordiamo anche per la lavorazione della pala d’altare, oggi esposta alla Reggia di Caserta – e in alcuni siti monumentali del territorio. Nel 1799 l’oratorio presentava un magnifico arredo essenziale: un crocifisso, sei candelieri, tre carte di gloria di bronzo dorato, un confessionale in legno, un inginocchiatoio rivestito interamente di damasco rosso. Tra gli oggetti presenti, oggi abbiamo anche uno scarabattolo di legno nero con decorazioni fatte in oro contenente la statua di San Francesco di Paola in porcellana e bisquit. Nel 1830, al tempo della Regina Maria Isabella di Spagna, seconda moglie di Francesco I di Borbone, nella teca con San Francesco di Paola si affiancano altre tre magiche teche in legno mogano e vetro con basi di legno mogano a pulitura, contenenti un gruppo in legno dipinto con Sant’Anna la patrona di Caserta, San Gioacchino e la Vergine Bambina e due scogli di conchiglie con San Francesco e la dolce Natività. La presenza dei santi nelle Cappelle private ha sempre offerto informazioni interessanti sulle abitudini devozionali dei sovrani. Dalla collaborazione con l’Archivio Storico della Reggia di Caserta ( Di cui oggi è Responsabile Angela Milano) e con il Laboratorio di Restauro ( ricordiamo il Responsabile Luigi Iodice), l’Ufficio Patrimonio Storico Artistico della Reggia, nella persona del Responsabile operativo Giuseppe Oreste Graziano, Loredana Sortino e Maria Carmela Masi, ha condotto brillantemente le operazioni di studio e ricerca artistica, facendo nascere oggi dopo il lavoro l’idea di esporre per i casertani – in occasione della Festa di Sant’Anna – la teca in legno mogano e vetro, nella sua cappellina originaria, su cui è oggi applicata l’antica targa in bronzo con la scritta in latino «Joachim, et Anna Filia /tuo nos Filio reconcilia», allusiva alla magica funzione mediatrice svolta dalla Madonna, Vergine e Piena di Grazia. Nella giornata di domani saranno organizzate per il sublime giorno festivo visite guidate nella Cappella, per celebrare il sublime culto della santa, patrona di Caserta, nato in Oriente all’epoca dell’ imperatore Giustiniano (550 d.C), a cui è attribuita la storica fondazione della nascita della prima chiesa dedicata alla Santa. Il culto si intensificò da subito in Europa durante l’ epoca medievale, a seguito del ritrovamento delle reliquie di Sant’Anna e grazie alla promozione di numerosi predicatori come San Vincenzo Ferrer, Sant’Antonino Arcivescovo di Firenze, San Gerolamo, San Tommaso, Santa Brigida. Nel Quattrocento la devozione si diffuse soprattutto in Sicilia, tanto che nel 1584 papa Gregorio XIII ne introdusse validamente la festività nel calendario Romano, fissandola al 26 Luglio, ritenuto il giorno della dipartita della madre di Maria al cielo. Alla fine del Seicento, il culto di Sant’Anna è ormai validamente diffuso anche nell’area partenopea, dove alla santa vengono attribuiti miracoli, liberazioni da peste, incendi, calamità e guerre. Alla fine del Settecento le visioni di una monaca agostiniana tedesca, Anna Katharina Emmerick, inducono alcuni archeologi a mettersi da subito sulle tracce della casa di Maria e San Giovanni e, grazie alle indicazioni contenute nei vangeli, riescono a trovarla. E’ allora che, nella cappellina privata della Regina di Napoli a Caserta, la Regina Maria Isabella di Spagna, decide di far collocare una teca in legno con gruppo ligneo raffigurante San Gioacchino, Sant’Anna e la Vergine Maria. Poco dopo, nel 1834, nasce a Torino l’Istituto delle Suore di Sant’Anna (Torino), che tutt’oggi operano per l’educazione dei fanciulli, mentre nel 1866 fu fondato a Piacenza l’Ordine delle figlie di Sant’Anna. Il culto di Sant’Anna è tipico da sempre della devozione femminile, in quanto la santa viene invocata, oltre che contro i terremoti, la peste, gli incendi, per augurarsi un parto felice e contro la sterilità. Si comprende allora come potesse essere cara alle Regine che avevano l’obbligo di fornire un erede alla dinastia. La madre di Maria, madre di tutte le madri, è invocata con fiducia dalle donne di qualunque condizione, specie in una terra in cui il culto della Mater matutae ha radici antichissime, e in particolare dalle sarte e dalle lavandaie, che il 26 luglio erano autorizzate addirittura a sospendere i lavori di ricamo, il lavaggio dei panni e le fatiche domestiche. Sant’Anna è patrona della città di Caserta, da quando un privato donò per testamento alla Congregazione di Loreto a Piazza Sant’Anna una statua della santa risalente al 1609. In Italia si possono contare ben 63 chiese dedicate a Sant’Anna. Il culto è molto diffuso in particolare nella vicina Aversa (Ce), dove si trova una chiesa a lei dedicata, ma anche a Napoli, a Floresta (Me), a Piacenza, a Bologna, a Firenze, dove la santa è patrona della libertà fiorentina, a Vernole (Lecce), dove sono patroni sia Anna che Gioacchino.

Open